lunedì, Agosto 15, 2022

Ecoreati e criminalità organizzata, le attività di Arpa Lombardia

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GLI ECOREATI COSTITUISCONO LA NUOVA FRONTIERA DEL BUSINESS PER LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA TRANSNAZIONALE

Dall’inquinamento dei fiumi, delle falde acquifere, del mare e del suolo, fino al traffico illecito di specie protette, di rifiuto di materiale radioattivo.

Gli ecoreati sono diventati, negli ultimi anni, una nuova, lucrosa, frontiera di business per la criminalità organizzata transnazionale.

Ed è proprio a questo tema che è stato dedicato il seminario annuale organizzato dall’Associazione Internazionale di Polizia (IPA). L’incontro si è svolto a fine giugno in Germania, con la partecipazione, per la prima volta, anche di Arpa Lombardia.

(Nella foto il Castello di Gimborn, Germania, Centro di studi e informazioni continue per i poliziotti di qualsiasi funzione e grado, a livello internazionale)

Gli ecoreati sotto la lente di Arpa Lombardia

Il seminario si è svolto nell’ambito di un prestigioso progetto. Questo ha visto il coinvolgimento dei rappresentanti delle forze di polizia specializzate in materia ambientale di diversi Paesi europei. Per conto di Arpa Lombardia è intervenuto Davide Corbella, in qualità di UPG, che ha posto l’accento sulla differenza con il quadro precedente al 2015.

Fino ad allora, infatti, gli ecoreati erano sostanzialmente considerati reati minori. Solo con l’introduzione della prima legge nazionale sui crimini ambientali nel nostro territorio, la 68/15, è stata garantita la protezione della salute e della natura.

Se abbiamo potuto ottenere dei risultati negli ultimi anni è anche perché i crimini contro l’ambiente non sono più considerati reati di serie B. «Abbiamo più armi a nostra disposizione dopo l’introduzione della 68/2015», ha sottolineato Corbella.

L’utilità della legge 68/2015

Ma la legge 68/2015 è stata utile anche per le violazioni meno gravi. Difatti, ha contribuito ad alleggerire la macchina giudiziaria di tutta una serie di incombenze e processi, Questi, fino ad allora, rendevano difficili e meno efficaci le azioni di contrasto alle ecomafie.

Per i reati minori il contravventore può, ottemperando alle prescrizioni di Arpa in materia ambientale, sanare i propri abusi ed evitare il processo penale. È il cosiddetto procedimento estintivo.

«Ci ha aiutato molto in questi anni, consentendo all’Agenzia e all’ Autorità Giudiziaria di concentrarsi sui reati più gravi», ha ricordato il rappresentante di Arpa. Nel corso dell’incontro, Arpa Lombardia ha ricordato che partecipa anche al progetto Savager contro le discariche abusive grazie all’utilizzo delle tecnologie satellitari e ai droni.

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