LA CIVILTÀ SOSTENIBILE: SOSTENIBILITÀ NON È PIÙ UN SETTORE O UNA POLITICA TRA LE ALTRE MA IL PARADIGMA ATTRAVERSO CUI RIPENSARE ECONOMIA, SOCIETÀ E AMBIENTE. È QUESTA LA TESI AL CENTRO DEL NUOVO SAGGIO DI MICHELANGELO RACCIO. ESSO PROPONE UNA LETTURA SISTEMICA DELLE GRANDI SFIDE DEL NOSTRO TEMPO, DALLA CRISI CLIMATICA ALLA TRANSIZIONE ECOLOGICA
“La Civiltà Sostenibile – Dal Paradigma all’Azione”: il saggio di Michelangelo Raccio propone un cambio di paradigma
Per anni la sostenibilità è stata considerata un tema specialistico, confinato alle politiche ambientali, ai bilanci di sostenibilità delle imprese o ai dibattiti sul cambiamento climatico. Oggi, però, questo approccio non sembra più sufficiente.
La crisi climatica, le tensioni geopolitiche, la scarsità delle risorse, le trasformazioni tecnologiche e le crescenti disuguaglianze mostrano infatti come ambiente, economia e società siano sempre più strettamente interconnessi.
È da questa consapevolezza che prende avvio “La civiltà sostenibile. Dal Paradigma all’Azione” (Giappichelli, 2026) è il nuovo libro dell’economista e docente universitario Michelangelo Raccio. Propone una riflessione destinata ad andare oltre il tradizionale concetto di sviluppo sostenibile.
L’obiettivo non è aggiungere un nuovo tassello al dibattito sulla sostenibilità ma ridefinire il quadro interpretativo con cui leggere il presente e progettare il futuro.
Perché parlare oggi di “civiltà sostenibile”?
Il punto di partenza del volume è una domanda tanto semplice quanto radicale. Possiamo continuare a misurare il progresso esclusivamente attraverso la crescita economica e l’aumento dei consumi?
Secondo Raccio, la risposta è negativa. Le categorie con cui il Novecento ha interpretato lo sviluppo non bastano più a comprendere la complessità del XXI secolo.
Per questo il libro propone di considerare la sostenibilità non come una disciplina o una politica settoriale, ma come “il paradigma entro cui ripensare, in modo integrato, economia, società e ambiente”.
Da qui prendono forma tre interrogativi che attraversano tutto il volume: quale organizzazione sociale rende possibile uno sviluppo realmente sostenibile? È in corso una trasformazione tanto profonda da poter essere definita una nuova civiltà? E quali strumenti consentono di passare dalla teoria all’azione?
Dallo sviluppo sostenibile alla sostenibilità come paradigma
Uno degli aspetti più originali del saggio consiste nel superare la tradizionale frammentazione con cui vengono affrontati i temi della transizione ecologica.
Economia circolare, criteri ESG, finanza sostenibile, Agenda 2030, governance aziendale, cambiamento climatico e innovazione tecnologica non vengono trattati come argomenti separati, ma come parti di un unico sistema.
In questa prospettiva la sostenibilità diventa una vera e propria “grammatica interpretativa” del presente, capace di mettere in relazione discipline che fino a pochi anni fa dialogavano poco tra loro.

La civiltà sostenibile: dalle radici teoriche agli strumenti operativi
Il percorso proposto dall’autore parte dalle principali tappe dell’evoluzione del concetto di sostenibilità.
Tra i riferimenti fondamentali compaiono il Rapporto Brundtland del 1987, che introdusse la celebre definizione di sviluppo sostenibile. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e il modello dei Planetary Boundaries elaborato dallo Stockholm Resilience Centre, secondo cui l’umanità può prosperare solo restando entro limiti ecologici compatibili con il funzionamento del sistema Terra.
Da queste basi teoriche, il volume arriva fino agli strumenti operativi destinati a istituzioni, imprese e decisori pubblici. Affrontando temi come la responsabilità intergenerazionale, il principio di precauzione, la trasparenza, la coerenza tra mezzi e obiettivi e la giustizia sociale.
Economia, finanza e imprese: cosa significa davvero sostenibilità?
Uno dei punti di forza del libro è l’approfondimento degli strumenti economici utilizzati per affrontare la transizione ecologica.
Raccio analizza il problema delle esternalità ambientali, il fallimento del mercato, il teorema di Coase, le imposte pigouviane, i permessi negoziabili e il principio “chi inquina paga”. E mostra come questi strumenti rappresentino tentativi concreti di attribuire un valore economico agli impatti ambientali.
Ampio spazio viene dedicato anche al mondo delle imprese, distinguendo con chiarezza tra sostenibilità reale e semplice comunicazione ambientale.
L’autore affronta infatti il tema del greenwashing e approfondisce gli strumenti europei oggi utilizzati per valutare la sostenibilità aziendale, dalla Tassonomia UE al principio Do No Significant Harm, fino agli standard internazionali di rendicontazione ESG, GRI e ISSB.
Un libro che guarda oltre l’università
Sebbene il volume nasca come testo universitario, l’impostazione è pensata anche per amministratori pubblici, professionisti, manager e policy maker chiamati ogni giorno a prendere decisioni che incidono sulla transizione ecologica.
L’obiettivo non è offrire un semplice manuale tecnico, ma costruire una visione complessiva dei cambiamenti in corso, senza contrapporre crescita economica e tutela ambientale.
Come emerge dalla descrizione dell’opera, la prospettiva proposta è quella di un nuovo equilibrio fondato sull’integrazione tra competitività, innovazione, responsabilità sociale e tutela del capitale naturale e umano.
Chi è Michelangelo Raccio
Michelangelo Raccio è economista, docente di Management ed Economia dell’Ambiente presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e fondatore dello studio Raccio & Associati.
Da anni si occupa di sostenibilità, governance, management e strategie aziendali. Con “La civiltà sostenibile” propone una sintesi delle principali trasformazioni che stanno interessando il rapporto tra economia, ambiente e società, offrendo un quadro teorico che ambisce a interpretare il cambiamento in atto.
Perché la sostenibilità è destinata a diventare il linguaggio del futuro
Negli ultimi anni il concetto di sostenibilità ha progressivamente ampliato il proprio significato. Non riguarda più soltanto la riduzione delle emissioni di gas serra o la tutela della biodiversità ma coinvolge il modo in cui vengono progettate le città, organizzate le imprese, gestite le risorse naturali, pianificati gli investimenti e costruite le politiche pubbliche.
La stessa Commissione europea ha progressivamente integrato la sostenibilità nelle principali strategie industriali, energetiche e finanziarie, mentre il mondo della ricerca sottolinea sempre più la necessità di affrontare le grandi crisi contemporanee attraverso un approccio sistemico, capace di mettere in relazione ambiente, economia e società.
In questo contesto il volume di Michelangelo Raccio si inserisce nel dibattito proponendo una tesi precisa: la sostenibilità non rappresenta più un obiettivo da raggiungere né un semplice insieme di strumenti tecnici, ma il paradigma culturale con cui leggere il presente e costruire la società dei prossimi decenni.




