SPORT, SOLIDARIETÀ E MARE SI SONO INCONTRATI A GENOVA IN OCCASIONE DELLA LORO PIANA GIRAGLIA 2026. LA FONDAZIONE IL PORTO DEI PICCOLI E IL FAST AND FURIO SAILING TEAM HANNO DATO VITA A UNA GIORNATA DEDICATA AI BAMBINI E AI RAGAZZI CHE VIVONO SITUAZIONI DI FRAGILITÀ, DIMOSTRANDO COME LA VELA POSSA DIVENTARE UNO STRUMENTO DI INCLUSIONE, CRESCITA E BENESSERE
A tutte vele: quando la vela diventa un’opportunità di crescita
Il mare può essere molto più di uno spazio dedicato allo sport o al tempo libero. Può trasformarsi in un luogo di scoperta, di fiducia e di nuove possibilità, soprattutto per chi affronta percorsi di vita complessi.
È da questa convinzione che è nata la giornata organizzata nell’ambito della Loro Piana Giraglia 2026, una delle regate più prestigiose del Mediterraneo, che ha visto protagonisti la Fondazione Il Porto dei piccoli e il Fast and Furio Sailing Team.
L’iniziativa ha riunito bambini, ragazzi, educatori, volontari e velisti professionisti attorno a un obiettivo comune: offrire esperienze capaci di generare benessere, inclusione e partecipazione. In un contesto come quello del porto di Genova, il mare è diventato un laboratorio educativo a cielo aperto, dove la navigazione si è intrecciata con valori come collaborazione, rispetto e crescita personale.
L’evento è stato sostenuto da Arca Fondi SGR, realtà da tempo impegnata nei temi della responsabilità sociale e dell’inclusione, confermando il valore delle collaborazioni tra associazioni, imprese e mondo dello sport.

Il Porto dei piccoli e il mare come strumento educativo
La Fondazione Il Porto dei piccoli opera da anni accanto a bambini e adolescenti che affrontano situazioni di fragilità, malattia o disagio. Attraverso attività educative, culturali e ricreative, la fondazione costruisce occasioni di incontro e crescita che aiutano i più giovani a sviluppare autonomia, autostima e capacità relazionali.
In questo percorso il mare occupa un ruolo speciale. L’esperienza della navigazione permette infatti di confrontarsi con ambienti nuovi, imparare a collaborare con gli altri e sviluppare fiducia nelle proprie capacità.
A bordo di una barca ciascuno ha un ruolo, ogni gesto contribuisce al risultato finale e ogni difficoltà diventa un’occasione per imparare.
Come ha sottolineato la presidente della fondazione, Gloria Camurati Leonardi, salire a bordo significa spesso scoprire possibilità inattese, superare paure e costruire una nuova consapevolezza di sé.
Chi è il Fast and Furio Sailing Team?
Il Fast and Furio Sailing Team è una delle realtà più conosciute della vela d’altura italiana. Nato dall’esperienza e dalla passione del velista triestino Furio Benussi, il team ha conquistato negli anni importanti risultati nelle principali competizioni internazionali.
Accanto all’attività agonistica, il gruppo ha sviluppato una forte attenzione verso la divulgazione della cultura del mare e i progetti sociali. Proprio per questo l’incontro con Il Porto dei piccoli è apparso naturale.
La vela non è stata presentata soltanto come disciplina sportiva, ma come esperienza capace di trasmettere valori educativi profondi.
Secondo Benussi, il mare possiede una capacità unica: quella di sospendere per qualche ora le preoccupazioni quotidiane e lasciare spazio alla curiosità, alla meraviglia e alla scoperta. È questa dimensione che il team ha voluto condividere con i ragazzi coinvolti nell’iniziativa.
A tutte vele: perché il mare può aiutare il benessere dei bambini e degli adolescenti?
Negli ultimi anni numerose ricerche hanno evidenziato il ruolo positivo degli ambienti naturali sul benessere psicologico e relazionale delle persone. Tra questi, gli ambienti marini occupano una posizione particolare.
L’orizzonte aperto, il movimento dell’acqua, il contatto con gli elementi naturali e la necessità di collaborare durante la navigazione favoriscono infatti concentrazione, riduzione dello stress e sviluppo delle competenze sociali.
Per bambini e ragazzi che affrontano percorsi di fragilità, queste esperienze possono rappresentare occasioni preziose di crescita.
La vela aggiunge inoltre una dimensione educativa importante. Richiede attenzione, responsabilità e capacità di lavorare in gruppo. Non esistono spettatori passivi a bordo di una barca: ogni partecipante contribuisce al funzionamento dell’equipaggio e sperimenta concretamente il valore della cooperazione.
A tutte vele: sport e inclusione
L’iniziativa genovese si inserisce in un quadro più ampio che vede lo sport assumere un ruolo crescente nei percorsi di inclusione sociale.
Sempre più progetti utilizzano attività sportive e outdoor per favorire l’integrazione, rafforzare l’autostima e creare occasioni di partecipazione. In questo contesto la vela rappresenta uno strumento particolarmente efficace perché unisce attività fisica, contatto con la natura e lavoro di squadra.
La giornata organizzata a Genova ha mostrato come queste esperienze possano essere costruite attraverso la collaborazione tra associazioni del territorio, imprese responsabili e realtà sportive di alto livello. Un modello che produce benefici non soltanto per i partecipanti, ma per l’intera comunità.
A tutte vele: il mare come ambiente da conoscere e proteggere
L’iniziativa ha avuto anche un importante valore ambientale. Avvicinare i più giovani al mare significa infatti educarli a conoscere ecosistemi complessi e delicati, sempre più minacciati da cambiamento climatico, inquinamento e perdita di biodiversità.
La vela è una delle attività che più direttamente mette in relazione le persone con gli elementi naturali. Il vento, le correnti, le condizioni meteorologiche e la qualità dell’ambiente marino diventano parte integrante dell’esperienza.
Per questo molti progetti educativi legati alla navigazione includono anche percorsi di sensibilizzazione ambientale. Imparare a rispettare il mare significa comprendere che la salute degli ecosistemi marini è strettamente collegata al benessere delle comunità costiere e delle generazioni future.
Un esempio di alleanza tra sport, imprese e territorio
La collaborazione tra Il Porto dei piccoli, Fast and Furio Sailing Team e Arca Fondi SGR dimostra come sia possibile costruire iniziative capaci di generare un impatto positivo concreto.
Attraverso il coinvolgimento di realtà diverse si creano infatti opportunità che difficilmente potrebbero essere realizzate da un singolo soggetto. Associazioni, imprese e organizzazioni sportive mettono a disposizione competenze, risorse e reti relazionali per raggiungere un obiettivo comune.
In un momento storico in cui si parla sempre più spesso di sostenibilità sociale, esempi come questo mostrano come l’inclusione possa passare anche attraverso esperienze semplici ma profonde: una giornata in mare, un equipaggio da condividere e la possibilità, per un bambino o un ragazzo, di scoprire nuovi orizzonti guardando il mondo da una barca a vela.




