lunedì, Luglio 27, 2026

Spazio Ilisso diventa il primo museo-rifugio climatico della Sardegna: cultura e sostenibilità si incontrano a Nuoro

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LO SPAZIO CULTURALE INAUGURA UN PROGETTO DEDICATO AI RIFUGI CLIMATICI CON L’OBIETTIVO DI PROMUOVERE UNA RETE REGIONALE DI LUOGHI ACCESSIBILI, PENSATI PER OFFRIRE REFRIGERIO DURANTE LE ONDATE DI CALORE

Il cambiamento climatico sta modificando il modo di vivere le città e rende sempre più necessario individuare spazi sicuri e accessibili dove trovare sollievo durante le ondate di calore. Nasce a Nuoro un progetto che unisce cultura, sostenibilità e benessere collettivo.

Parliamo di Spazio Ilisso, che diventa il primo museo-rifugio climatico della Sardegna. Con l’ambizione di promuovere una rete regionale di luoghi dedicati all’accoglienza nei periodi caratterizzati da temperature estreme.

L’iniziativa è stata inaugurata nei giorni scorsi in occasione della Giornata europea in ricordo delle vittime della crisi climatica. Una ricorrenza scelta per richiamare l’attenzione sulle conseguenze del riscaldamento globale e sull’importanza di adottare strategie di adattamento nei territori.

Un museo che diventa rifugio climatico

Il progetto nasce dall’idea di valorizzare gli spazi verdi presenti all’interno del museo come luoghi aperti alla cittadinanza, nei quali sostare durante le ore più calde della giornata.

I giardini di Spazio Ilisso, accessibili gratuitamente, sono stati pensati come ambienti in cui trovare ombra, tranquillità e occasioni di incontro. Offrendo al tempo stesso la possibilità di vivere l’esperienza culturale in un contesto più confortevole.

L’obiettivo è sviluppare un modello replicabile in tutta l’isola attraverso la mappatura e la valorizzazione di altri luoghi della cultura che possano svolgere la stessa funzione.

Una rete regionale per affrontare il caldo estremo

Il progetto, patrocinato dal Comune di Nuoro e sostenuto dal Climate Pact Europeo e da EUCliPa, viene sviluppato in collaborazione con EETRA srl SB, società benefit certificata B Corp specializzata in consulenza ESG.

Tra i compiti previsti figurano la definizione dei criteri di qualificazione dei rifugi climatici, la mappatura degli spazi disponibili e il monitoraggio della futura rete regionale.

Secondo Michela Fancello, cofondatrice di EETRA ed EU Climate Pact Ambassador:

«Mettere in rete i rifugi climatici della Sardegna significa dare struttura e continuità a qualcosa che il territorio già possiede. Ossia i suoi spazi verdi e culturali. Il nostro lavoro è contribuire a costruire i criteri e gli strumenti che permettono di riconoscerli, qualificarli e collegarli in una rete capace di crescere nel tempo. A beneficio delle persone che vivono o che attraversano la nostra regione».

Cultura e ambiente, una sfida comune

Per i promotori dell’iniziativa la crisi climatica e quella culturale condividono la necessità di una nuova visione orientata alla tutela del patrimonio e delle comunità.

Sempre Michela Fancello afferma:

«Per questa ricorrenza particolarmente simbolica, la giornata europea in ricordo delle vittime della crisi climatica globale, è importante ricordare che l’azione climatica può configurarsi in tanti modi. Ma solo quando assume una valenza trasversale, condivisa e capace di unire diversi ambiti, si rafforza e amplifica. Con questo spirito abbiamo pensato ad un evento che sia l’avvio di un progetto più ampio e che coinvolga cultura, ambiente e territorio portando una proposta molto concreta. Una rete regionale di rifugi climatici, a partire dagli spazi culturali- resa sempre più necessaria dal clima che cambia».

Anche Vanna Fois, cofondatrice di Spazio Ilisso, evidenzia il nuovo ruolo che i musei possono assumere.

«C’è una relazione che non è immediata ma che oggi è indispensabile considerare tra la crisi climatica e la crisi culturale. Entrambe nascono dalla stessa radice, dall’idea che certe risorse siano inesauribili, che si possa prelevare senza restituire, consumare senza rigenerare. Il patrimonio culturale e il patrimonio naturale chiedono la stessa cura, la stessa lungimiranza, la stessa consapevolezza che ciò che non si custodisce si perde».

«La crisi climatica ci invita a ripensare anche il ruolo dei musei quali infrastrutture civiche aperte alla comunità. Capaci di offrire sicurezza, benessere e orientamento nei momenti di maggiore vulnerabilità. La cultura non è un rifugio dalla realtà, ma può diventare un rifugio nella realtà».

I rifugi climatici si diffondono anche in Italia

L’iniziativa di Nuoro si inserisce in un percorso già avviato in numerose città europee e italiane.

Esperienze analoghe sono state sviluppate a Barcellona e Parigi. Mentre in Italia reti di rifugi climatici sono già presenti in città come Bologna, Firenze e Roma.

In Sardegna, anche il Comune di Sassari ha avviato una rete di spazi dedicati al refrigerio. Mentre Oristano ha inserito questa strategia nei propri programmi di pianificazione urbana.

Un museo al servizio della comunità

L’idea di fondo è quella di ampliare la funzione tradizionale dei musei. Trasformandoli in luoghi capaci di offrire servizi utili anche sotto il profilo sociale e ambientale.

Oltre alla fruizione delle collezioni, Spazio Ilisso mette gratuitamente a disposizione dei visitatori i giardini, aree dedicate alla sosta, libri in consultazione, connessione Wi-Fi, punti di ricarica e spazi pensati per favorire socialità e benessere in un contesto caratterizzato da un microclima naturale particolarmente favorevole.

Il progetto propone così un modello innovativo di museo, nel quale la tutela del patrimonio culturale si affianca alla cura delle persone e alla costruzione di città più resilienti di fronte agli effetti del cambiamento climatico.

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