OGNI ANNO MILIONI DI TURISTI SCELGONO IL MEDITERRANEO PER LE PROPRIE VACANZE, AUMENTANDO PERÒ LA PRESSIONE AMBIENTALE SU UNO DEGLI ECOSISTEMI PIÙ FRAGILI AL MONDO. TRA PLASTICA, CONSUMI E TRAFFICO NAUTICO, AUMENTA LA NECESSITÀ DI MODELLI TURISTICI PIÙ SOSTENIBILI. IN SARDEGNA, LA LUXURY SAILING, PROVA A CAMBIARE ROTTA PARTENDO DALL’ACQUA.
Il problema dell’inquinamento nel Mediterraneo
Il Mediterraneo è oggi uno dei mari più colpiti dall’inquinamento da plastica. Secondo le stime del WWF, ogni anno oltre 570mila tonnellate di plastica finiscono nelle sue acque, l’equivalente di più di 30mila bottiglie disperse ogni minuto.
Durante l’alta stagione turistica, inoltre, i rifiuti marini aumentano fino al 40%, complice l’arrivo di oltre 200milioni di visitatori lungo le coste mediterranee.

Turismo costiero e nautico: gioie e dolori
Il turismo costiero e nautico rappresenta una delle principali risorse economiche del territorio ma allo stesso tempo una delle attività con maggiore impatto ambientale.
È in questo scenario che si inserisce l’esperienza di Luxury Sailing, società fondata a Olbia nel 2019 all’interno del gruppo LM Company e specializzata in crociere esperienziali in catamarano.
LM Company e la riduzione della plastica
L’azienda ha scelto di intervenire su uno degli aspetti più critici della vita a bordo: il consumo di acqua e l’utilizzo di bottiglie monouso. Per ridurre drasticamente la plastica durante le crociere, Luxury Sailing ha introdotto un sistema che permette di trasformare direttamente l’acqua di mare in acqua potabile.
Il processo avviene attraverso diverse fasi di purificazione. L’acqua marina viene inizialmente aspirata e filtrata, poi sottoposta a trattamenti antibatterici con sterilizzazione UV e filtrazione ai carboni attivi per eliminare odori e residui organici.
Successivamente entra in funzione il sistema a osmosi inversa, capace di rimuovere sali, impurità e metalli. Infine, l’acqua viene remineralizzata con elementi come calcio, magnesio e potassio e resa disponibile direttamente dai rubinetti di bordo, sia naturale sia frizzante.
I vantaggi economici, logistici e ambientali della riduzione di acqua imbottigliata a bordo
«Il nostro obiettivo era intervenire su una delle abitudini più impattanti della vita in barca», spiega Lorenzo Tawakol, fondatore di Luxury Sailing. «Produrre acqua potabile a bordo significa ridurre plastica, logistica e trasporto di bottiglie, migliorando allo stesso tempo l’esperienza degli ospiti».
L’eliminazione delle bottiglie monouso produce effetti che vanno oltre la semplice riduzione dei rifiuti. Ridurre il carico di acqua imbottigliata consente infatti di alleggerire le imbarcazioni, diminuendo i consumi energetici legati al trasporto e allo stoccaggio. In un ecosistema delicato come quello mediterraneo, anche interventi apparentemente piccoli possono contribuire a contenere l’impatto ambientale del turismo nautico.
L’incertezza degli italiani rispetto al Nord Europa
Secondo quanto osservato dall’azienda, i turisti del Nord Europa si mostrano generalmente più predisposti all’utilizzo dell’acqua prodotta a bordo, mentre tra molti viaggiatori italiani permane ancora una certa diffidenza verso l’acqua non imbottigliata. Un segnale che evidenzia quanto il cambiamento culturale verso pratiche di consumo più sostenibili sia ancora in evoluzione.
La sostenibilità, però, non si limita alla gestione dell’acqua. Luxury Sailing ha introdotto vernici antivegetative a basso impatto ambientale per ridurre il rilascio di sostanze chimiche nei fondali marini e collabora con Green Sail, organizzazione internazionale impegnata nella diffusione di standard ambientali per il turismo nautico.
L’importanza della formazione anche a bordo
Particolare attenzione viene dedicata anche alla formazione degli equipaggi. I programmi interni affrontano temi come la gestione dei rifiuti, la navigazione sostenibile e soprattutto le corrette modalità di ancoraggio, fondamentali per proteggere la posidonia oceanica, pianta marina essenziale per la biodiversità del Mediterraneo.
Le praterie di posidonia
Le praterie di posidonia, spesso definite le “foreste sommerse” del mare Mediterraneo, svolgono un ruolo fondamentale nella produzione di ossigeno, nella protezione delle coste dall’erosione e nella conservazione degli habitat marini.
Uno dei principali rischi per questi ecosistemi è rappresentato proprio dall’ancoraggio delle imbarcazioni, che può sradicare le piante e lasciare danni permanenti sui fondali.

La posidonia cresce molto lentamente, con un’espansione di pochi centimetri all’anno e il recupero delle aree danneggiate richiede tempi lunghissimi. Per questo la compagnia ha investito nella formazione degli equipaggi affinché siano in grado di individuare fondali sicuri evitando le aree più sensibili.
«In un’epoca in cui viaggiare significa anche assumersi una responsabilità verso i luoghi che visitiamo – conclude Tawakol -, il mare non è solo una destinazione: è un ecosistema da proteggere».




