martedì, Maggio 5, 2026

Capo Spartivento: al via la fase operativa dell’Area Marina Protetta

Ultime News

DOPO OLTRE DODICI ANNI DI LAVORO, SI È APERTA UFFICIALMENTE LA FASE OPERATIVA DELL’AREA MARINA PROTETTA DI CAPO SPARTIVENTO. LA PRIMA GIORNATA ISTITUZIONALE HA SEGNATO L’INIZIO CONCRETO DELLE ATTIVITÀ DI TUTELA E GESTIONE, DELINEANDO UNA VISIONE CONDIVISA TRA ISTITUZIONI, COMUNITÀ LOCALI ED ESPERTI PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

L’avvio ufficiale e il valore del percorso

Avvio operativo dell’Area Marina Protetta (AMP) di Capo Spartivento, nel comune di Domus de Maria, nel Sud Sardegna.

Ad aprire i lavori è stata la sindaca Maria Concetta Spada, che ha dichiarato: «Questo è solo l’inizio: l’Area Marina Protetta nasce da un percorso lungo e condiviso che oggi si traduce in un passaggio concreto per il territorio».

Ha inoltre sottolineato come il progetto rappresenti una leva di sviluppo, capace di generare nuove opportunità per imprese locali, turismo sostenibile e qualità della vita, con l’obiettivo di rendere il mare uno spazio vissuto, compreso e rispettato durante tutto l’anno.

Il quadro nazionale e il ruolo della Sardegna

Il sottosegretario Claudio Barbaro ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa, ricordando che si tratta dell’ultima delle aree marine protette istituita in Italia e della settima nell’isola.

Nel suo intervento ha dichiarato come «l’Area Marina Protetta di Capo Spartivento rappresenta un passaggio importante consolidando il ruolo della Sardegna come avamposto della tutela della biodiversità nel Mediterraneo».

Barbaro ha inoltre spiegato che sarà fondamentale rafforzare il ruolo delle aree marine protette, colmando il divario con i parchi nazionali in termini di governance e risorse.

Si è svolta al Chia Laguna, nel territorio di Domus de Maria, la prima giornata istituzionale che segna l’avvio operativo dell’Area Marina Protetta (AMP) di Capo Spartivento

Un risultato costruito dal basso

L’assessora regionale Rosanna Laconi ha definito l’avvio dell’AMP un traguardo importante, frutto di dodici anni di lavoro e di un processo partecipativo.

Ha affermato che «è finito il tempo delle aree protette disegnate solo sulla carta», sottolineando come oggi sia necessario dimostrare concretamente alle comunità che la tutela può generare opportunità economiche.

Secondo Laconi, i vincoli devono trasformarsi in strumenti di sviluppo e, come indicano i dati, gli investimenti nella tutela degli ecosistemi possono produrre ritorni economici significativi, contribuendo a costruire una Sardegna più forte e sostenibile.

Modelli di gestione e prospettive future

Nel quadro nazionale, Francesco Tomas, direttore generale per la tutela della biodiversità e del mare del MASE, ha messo in evidenza il valore della Sardegna come sistema unico e articolato.

Ha dichiarato: «L’obiettivo è costruire un processo di trasferimento di queste buone pratiche verso altri territori», sottolineando la necessità di sviluppare modelli gestionali più autonomi e sostenibili anche sul piano finanziario.

Il presidio della legalità e della tutela

Un ruolo centrale è stato ribadito da Giovanni Stella, direttore marittimo della Sardegna meridionale e Comandante del porto di Cagliari, che ha ricordato come la Guardia Costiera sia parte integrante del sistema di protezione.

«Attraverso mezzi navali, aerei e subacquei garantiamo il rispetto dei regolamenti», ha spiegato, evidenziando il contributo concreto alla salvaguardia della biodiversità marina.

Il contributo scientifico e la partecipazione

Il supporto tecnico di ISPRA è stato illustrato da Luigi Ricci, che ha parlato di un percorso virtuoso avviato già nel 2017–2018.

Ricci ha sottolineato, in forma indiretta, come il forte coinvolgimento degli stakeholder abbia costruito un clima di fiducia e collaborazione, facilitando il lavoro tecnico e rendendo più efficace la gestione del territorio.

La visione operativa dell’Area Marina Protetta

La direttrice Stefania Pinna ha evidenziato il ruolo dell’AMP come presidio concreto per la tutela della biodiversità.

Nel suo intervento ha dichiarato: «L’Area Marina Protetta rappresenta un presidio concreto […] Un’AMP non è un limite, ma un motore di sviluppo sostenibile».

Ha inoltre ribadito l’importanza di integrare conoscenza scientifica e governance territoriale, coinvolgendo attivamente la comunità locale.

Le aree protette come motori di sviluppo

Per Federparchi, il presidente Luca Santini ha sottolineato che le aree protette non sono solo strumenti di tutela, ma anche leve di crescita economica.

In forma indiretta, ha evidenziato come il successo dipenda da una responsabilità condivisa e da una gestione capace di coniugare protezione ambientale e sviluppo.

Comunità e governance sostenibile

ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, rappresentata da Antonio Ragonesi, ha richiamato il ruolo centrale delle comunità locali. Ragonesi ha dichiarato: «Le aree protette rappresentano oggi un modello di riferimento la vera sfida ora è coinvolgere i cittadini e tradurre questi risultati in sviluppo sostenibile».

Ha inoltre sottolineato la necessità di aggiornare la normativa vigente per rendere più efficiente la gestione e migliorare l’equilibrio tra tutela e sviluppo.

Approfondimenti scientifici e valore naturalistico

Nel corso della giornata, ospitata al Conrad Event Space del Chia Laguna, la sessione tecnico-scientifica coordinata da Alessio Satta ha approfondito il valore naturalistico dell’area.

Al centro dell’analisi habitat e specie simbolo: dalle praterie di Posidonia oceanica ai cetacei, fino agli ecosistemi costieri e alle rotte migratorie dell’avifauna. Numerosi gli interventi di esperti provenienti da istituzioni, enti di ricerca e organizzazioni ambientali.

Economia e territorio: la sfida della sostenibilità

La giornata successiva è stata dedicata al tema dello sviluppo economico e della gestione delle risorse ambientali, con una tavola rotonda che ha coinvolto istituzioni, operatori turistici, pescatori ed esperti.

L’obiettivo condiviso è stato quello di delineare un modello capace di trasformare la tutela ambientale in una leva concreta di crescita per il territorio, rafforzando il legame tra economia locale e conservazione della biodiversità.

Le conclusioni sono state affidate nuovamente a Francesco Tomas, a conferma del ruolo strategico del ministero nel guidare questo percorso.

Numero verde ONA

spot_img
spot_img
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili