NEL 2024 ROMA HA VISSUTO L’ANNO PIÙ CALDO MAI REGISTRATO, CON TEMPERATURE MEDIE GIORNALIERE DI 2,5 GRADI SOPRA LA NORMA E UN AUMENTO RECORD DELLE NOTTI TROPICALI. LA NUOVA STRATEGIA DI ADATTAMENTO CLIMATICO DI ROMA CAPITALE FOTOGRAFA UN FUTURO ANCORA PIÙ CALDO, PIÙ UMIDO E PIENO DI SFIDE PER LA SALUTE PUBBLICA E L’ASSETTO URBANO. REPORT SULLA STRATEGIA CLIMATICA EVIDENZIA LE AREE PIÙ VULNERABILI DELLA CITTÀ E PROPONE MISURE URGENTI PER FRONTEGGIARE IL DISAGIO TERMICO E L’INNALZAMENTO DEI MARI
Report sulla strategia climatica: il 2024 ha segnato un nuovo record
Con una temperatura media giornaliera di 19,7 °C, la capitale ha superato di ben 2,5 gradi la media del trentennio 1991–2020. Le notti tropicali, con minime sopra i 25°C, sono salite a 36°C, contro una media di appena sei.
L’aumento di eventi estremi come piogge improvvise e ondate di calore è ormai una tendenza consolidata. Le previsioni per il 2025 non fanno presagire nulla di buono: il caldo continuerà ad aumentare, con impatti rilevanti sul benessere dei cittadini, sulla salute e sul consumo energetico urbano.
Report sulla strategia climatica: come adattarsi al clima che cambia
Adattamento è la risposta elaborata da Roma Capitale con il primo report sulla strategia climatica, in collaborazione con il CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. Il documento raccoglie dati, scenari e soluzioni e si basa sulla metodologia europea RAST.
Al centro c’è la piattaforma Dataclime, che integra dati meteorologici, modelli climatici e osservazioni satellitari per individuare le zone più vulnerabili, come quelle colpite dall’effetto isola di calore.
Questa mappatura consente di intervenire in modo mirato, pianificando misure capaci di proteggere i cittadini più fragili e di trasformare i quartieri più esposti.
Report sulla strategia climatica: 4 priorità per un clima più estremo
Rischio è il termine che sintetizza le quattro principali minacce identificate. La prima è l’aumento delle piogge estreme, che possono causare allagamenti nei quartieri e danneggiare le infrastrutture.
La seconda riguarda la sicurezza idrica, minacciata dalla riduzione delle piogge e dalla maggiore frequenza di siccità.
La terza priorità è l’adattamento dei quartieri urbanizzati, dove caldo e umidità mettono a dura prova la salute pubblica.
Infine, il litorale romano è sempre più esposto a erosione, trombe d’aria e all’innalzamento del livello del mare, con danni potenziali su spiagge e abitazioni.
Le proiezioni al 2050: Roma più calda e invivibile
Secondo gli scenari IPCC, Roma potrebbe vedere un incremento impressionante dei giorni estremamente caldi. Le notti tropicali aumenterebbero fino a 28 giorni l’anno nello scenario peggiore. Le ondate di calore estive potrebbero salire del 243% e i giorni con disagio termico estremo oltre i 45°C potrebbero raddoppiare.
Gli scienziati lanciano un monito: senza interventi rapidi, questi numeri si trasformeranno in sofferenza diffusa, soprattutto per anziani, bambini e persone con patologie croniche.

Quali soluzioni per i cittadini?
Resilienza è ciò che si può costruire anche nel quotidiano. I cittadini possono limitare l’ingresso del calore in casa con tende, persiane e arieggiamento intelligente. Ma serve di più. Servono spazi verdi, fontane, materiali riflettenti per strade e tetti, piani urbanistici che privilegino ombra e ventilazione.
Anche l’amministrazione può fare la sua parte, aumentando la copertura arborea e prevedendo rifugi climatici pubblici nei quartieri più caldi.
Report sulla strategia climatica: il verde urbano è la chiave del raffrescamento
Verde è la parola che può mitigare gli effetti peggiori. Alberi, parchi e giardini assorbono calore, migliorano la qualità dell’aria e offrono ristoro ai cittadini. Roma, però, ha ancora molto da fare: servono più piante, ma anche una gestione capillare e intelligente del patrimonio verde esistente.
Investire nella natura urbana non è un lusso, ma una priorità per il benessere collettivo in tempi di emergenza climatica.




