NELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA, DOVE L’IMPERATIVO DELLA SOSTENIBILITÀ SI FA SEMPRE PIÙ PRESSANTE, OGNI INIZIATIVA CHE RIDUCA GLI SPRECHI E PROMUOVA IL RIUTILIZZO DIVENTA UN FARO DI SPERANZA. “CAMBIA IL FINALE”, PROGETTO NATO DIECI ANNI FA DAL GRUPPO HERA IN COLLABORAZIONE CON LAST MINUTE MARKET, INCARNA QUESTA VISIONE TRASFORMANDO OLTRE 5.600 TONNELLATE DI BENI INGOMBRANTI DA POTENZIALI RIFIUTI A RISORSE UTILI. OPERANDO SU SCALA REGIONALE IN EMILIA-ROMAGNA, QUESTA INIZIATIVA NON SOLO PREVIENE LA PRODUZIONE DI RIFIUTI, MA CREA UN CIRCUITO VIRTUOSO CHE UNISCE ECONOMIA CIRCOLARE, SOLIDARIETÀ SOCIALE E INSERIMENTO LAVORATIVO
Cambia il Finale, quando i rifiuti diventano risorsa
Lanciato nel 2014, “Cambia il Finale” nasce dall’accordo tra Gruppo Hera (Holding Energia Risorse Ambiente) una delle principali multiutility italiane e Atersir (Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi Idrici e i Rifiuti), un ente pubblico regionale che svolge funzioni di pianificazione, regolazione e controllo nei settori del ciclo idrico integrato e della gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna. Obiettivo? Offrire ai cittadini un’alternativa sostenibile alla discarica per beni ingombranti ancora in buono stato.
Il progetto coinvolge direttamente il cittadino, che contatta il servizio clienti di Hera per avviare la valutazione degli oggetti da smaltire. Se gli oggetti risultano riutilizzabili, Hera li affida alle associazioni del territorio aderenti, le quali si occupano del recupero, della riparazione e della redistribuzione.
Il progetto si inserisce perfettamente nei principi dell’economia circolare, che mira a estendere il ciclo di vita dei prodotti e a ridurre la pressione sulle risorse naturali. Gli oggetti recuperati, infatti, non solo evitano di finire in discarica, ma vengono destinati a mercatini no-profit o donati a persone in difficoltà, sostenendo così le attività di enti e associazioni locali.
I numeri di dieci anni di successi
I risultati di “Cambia il Finale” sono straordinari. Dal 2014, il progetto ha permesso di recuperare oltre 2milioni di oggetti, per un peso complessivo di circa 8mila tonnellate. Di queste, circa 5.600, equivalenti al 70% del totale, sono state avviate al riuso. Questi numeri non rappresentano solo un successo ambientale, ma anche un importante contributo sociale, grazie all’inserimento lavorativo di circa 1.500 persone svantaggiate, coinvolte nelle attività delle associazioni aderenti.
Le province dell’Emilia-Romagna hanno dato un contributo significativo: Bologna ha recuperato quasi 1.200 tonnellate, seguita da Modena con 1.300. In Romagna, il progetto ha avviato al riuso 1.280 tonnellate a Ravenna, 1.100 a Forlì-Cesena e 550 a Rimini. Anche le realtà più piccole, come Ferrara, con 185 tonnellate, dimostrano l’impatto capillare dell’iniziativa.
Un impegno condiviso: il ruolo delle associazioni
Uno degli elementi distintivi di “Cambia il Finale” è la stretta collaborazione con il terzo settore. Le associazioni locali, veri motori del progetto, si occupano non solo del recupero degli oggetti, ma anche della loro valorizzazione. Questo processo non solo riduce gli sprechi, ma garantisce che ogni bene recuperato sia pienamente funzionale.
L’evento, che si è svolto allo Spazio Hera di Bologna, ha premiato sedici associazioni che hanno contribuito in modo significativo al successo del progetto. Tra queste figurano realtà storiche come l’Opera di Padre Marella di Bologna, la Cooperativa Mani Tese di Faenza e l’Associazione San Francesco di Modena. Questi enti non solo si occupano del riuso ma reinvestono i proventi delle loro attività in progetti sociali. Offrendo supporto a chi vive situazioni di difficoltà.
Il valore sociale ed ecologico del riuso
“Cambia il Finale” non si limita a ridurre la produzione di rifiuti. Il progetto ha un impatto profondo su due fronti: il valore sociale e quello ambientale. Dal punto di vista sociale, il riuso contribuisce a rafforzare il tessuto comunitario. Offrendo risorse preziose a chi ne ha bisogno e promuovendo l’inclusione attraverso l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Dal punto di vista ambientale, il progetto previene il conferimento in discarica di migliaia di tonnellate di materiali ogni anno. Riducendo così il consumo di risorse e le emissioni legate allo smaltimento. Favorendo il riutilizzo, “Cambia il Finale” contribuisce inoltre a contrastare il fenomeno dell’abbandono degli ingombranti sul suolo pubblico, così da migliorare la qualità dell’ambiente urbano.
A conti fatti, il successo del progetto è la prova che l’economia circolare non è solo un concetto teorico, ma una realtà praticabile, capace di connettere sostenibilità ambientale ambientale e giustizia sociale. Come sottolineato durante l’evento celebrativo, il decimo anniversario non è un punto d’arrivo, ma una tappa verso nuovi traguardi.







