venerdì, Giugno 19, 2026

Turismo sostenibile nei borghi dell’Alto Piemonte e del Varesotto

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IL TURISMO SOSTENIBILE DIVENTA PROTAGONISTA NEI BORGHI DELL’ALTO PIEMONTE E DEL VARESOTTO, DOVE NATURA, CULTURA E MOBILITÀ LENTA VALORIZZANO IL TERRITORIO E MIGLIORANO L’ESPERIENZA DEI VISITATORI

Alto Piemonte e Varesotto: sette borghi puntano sul turismo sostenibile

Un progetto che valorizza territorio e mobilità lenta

Promuovere un turismo capace di unire storia, cultura e rispetto per l’ambiente. È questo l’obiettivo del progetto sviluppato da SUSTAINEVENTS, che coinvolge sette località dell’Alto Piemonte e del Varesotto inserite nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia.

Orta San Giulio, Vogogna, il Ricetto di Candelo, il Piazzo di Biella, Rosazza, Rassa e Maccagno Imperiale diventano così esempi concreti di un nuovo modello turistico. Qui la tutela della biodiversi, la mobilità lenta e la valorizzazione delle identità locali si integrano con la vita quotidiana delle comunità residenti, offrendo ai visitatori esperienze autentiche e sostenibili.

Orta San Giulio, tra lago e patrimonio UNESCO

Nel territorio novarese, Orta San Giulio rappresenta una delle mete simbolo del turismo a basso impatto ambientale. Il borgo si sviluppa sulla penisola dominata dal Sacro Monte di Orta, patrimonio UNESCO inserito in un’area naturale protetta.

Da sempre preservato dal traffico automobilistico, il centro storico si affaccia sul Lago d’Orta con un intreccio di stradine strette, palazzi barocchi e antiche dimore che degradano verso l’acqua. La posizione panoramica rende il borgo particolarmente suggestivo.

Da qui è possibile percorrere a piedi l’anello del Sacro Monte e raggiungere l’Isola di San Giulio utilizzando i battelli della navigazione pubblica, vivendo così un’esperienza all’insegna della lentezza e della scoperta del territorio.

Vogogna, porta del Parco Nazionale della Val Grande

Nel cuore della Val d’Ossola, Vogogna conserva il fascino del suo impianto medievale e svolge il ruolo di accesso principale al Parco Nazionale della Val Grande, considerato il territorio più selvaggio d’Italia.

Il borgo si trova inoltre a breve distanza dai laghi Maggiore e d’Orta. Dal centro storico parte un percorso che costeggia il castello e segue l’antica mulattiera verso la frazione di Genestredo.

L’itinerario attraversa paesaggi caratterizzati da edifici in pietra e antichi terrazzamenti, fino a raggiungere i resti dell’antica Rocca, offrendo scorci di grande interesse storico e naturalistico.

Il Ricetto di Candelo, simbolo di conservazione e turismo outdoor

Tra i luoghi più rappresentativi del Biellese spicca il Ricetto di Candelo, spesso definito la “Pompei medievale” del territorio. Questa struttura fortificata nacque tra il XIII e il XIV secolo per iniziativa degli abitanti, che la utilizzavano come deposito agricolo nei periodi di pace e come rifugio durante guerre e invasioni.

Oggi il Ricetto è considerato uno dei complessi medievali meglio conservati del Piemonte. La sua particolare pianta pentagonale racchiude un patrimonio architettonico che testimonia la storia e l’identità del territorio.

L’area rappresenta inoltre il punto di partenza per numerose attività all’aria aperta. Escursioni, trekking, cicloturismo, equitazione e pesca sportiva lungo il torrente Cervo arricchiscono l’offerta turistica.

La Baraggia, la “savana biellese”

A pochi passi dal Ricetto si estende la Riserva Naturale della Baraggia, uno degli ambienti più particolari del Piemonte. Le sue fioriture trasformano il paesaggio durante tutto l’anno, passando dal giallo delle ginestre primaverili al rosa del brugo estivo, fino alle sfumature autunnali delle felci.

Questo ambiente, soprannominato “la savana biellese”, offre una straordinaria varietà di colori e panorami. L’area del Baraggione regala inoltre una spettacolare vista sul torrente Cervo.

Numerosi sentieri, ombreggiati da querce secolari, permettono di esplorare il territorio a piedi in modo semplice e accessibile.

Il Piazzo di Biella, il borgo storico affacciato sulla città

Entrato recentemente nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia, il Piazzo di Biella rappresenta il terzo riconoscimento ottenuto dalla provincia di Biella dopo Candelo e Rosazza.

Fondato nel 1160, il borgo ha mantenuto nel tempo la propria identità storica. L’assetto urbano è rimasto sostanzialmente invariato dalla fine dell’Ottocento, conservando un’atmosfera autentica e ricca di fascino.

Le ripide stradine, conosciute come “coste”, conducono a un centro storico caratterizzato da vicoli acciottolati, portici bassi, edifici storici e antiche dimore nobiliari. Dai punti panoramici si possono ammirare le montagne biellesi e la città sottostante.

Rosazza, il borgo tra acqua, pietra ed esoterismo

Rosazza si distingue per la sua architettura unica e per il forte legame con l’acqua e la pietra, elementi che caratterizzano il paesaggio locale.

Il paese sorge alla confluenza del torrente Cervo con il torrente Rusasca, da cui deriva il nome stesso del borgo. L’abitato presenta richiami all’architettura medievale, con merlature guelfe e suggestive finte rovine.

A rendere ancora più particolare il luogo contribuiscono i numerosi simboli legati alla massoneria, all’esoterismo e alle tradizioni dell’occulto, elementi che alimentano il fascino e il mistero del borgo.

Rassa, il cuore walser della Val Sorba

In provincia di Vercelli, Rassa conserva l’eredità della cultura walser e mantiene una struttura storica suddivisa in diversi cantoni.

Tra questi spicca il cantone di Pavaraj, caratterizzato da un elegante ponte che attraversa il torrente Sorba. Il cantone di Sant’Antoniu occupa invece il punto d’incontro tra la Val Sorba e la Val Gronda.

Da secoli questo luogo rappresenta il punto di partenza per le escursioni e per la scoperta di un territorio montano ricco di storia, tradizioni e paesaggi incontaminati.

Maccagno Imperiale, tra lago, storia e natura

Il percorso si conclude sulle rive del Lago Maggiore con Maccagno Imperiale, uno dei borghi più antichi della provincia di Varese.

L’antico centro medievale è diviso dal fiume Giona in due nuclei distinti. A sud si sviluppa Maccagno Inferiore, affacciato su un tranquillo golfo, mentre a nord sorge Maccagno Superiore, porta d’accesso alla Val Veddasca.

Nel Borgo Inferiore si conservano alcuni dei luoghi più rappresentativi della località. Tra questi spiccano la Contrada Maggiore, la Torre Imperiale e il Santuario della Madonna della Punta, che si affaccia direttamente sulle acque del lago.

Un modello di turismo per il futuro

I sette borghi coinvolti nel progetto dimostrano come sia possibile costruire un’offerta turistica fondata sulla sostenibilità, sulla valorizzazione del patrimonio storico e sulla mobilità lenta.

Tra laghi, montagne, riserve naturali e centri storici perfettamente conservati, questi territori offrono esperienze autentiche capaci di coniugare benessere, cultura e rispetto dell’ambiente. Un modello destinato a diventare sempre più centrale nel turismo del futuro.

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