martedì, Agosto 11, 2026

Turismo del sottosuolo contro il caldo: la Strada Regia delle Calabrie

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CON IL CALDO ESTIVO CRESCE L’INTERESSE PER UN TURISMO ALTERNATIVO, CAPACE DI CONIUGARE BENESSERE, NATURA, ARCHEOLOGIA E CULTURA. LA STRADA REGIA DELLE CALABRIE PROPONE UN VIAGGIO TRA GEOSITI, IPOGEI E BORGHI STORICI, DOVE LA TEMPERATURA RESTA INTORNO AI 16 GRADI E IL PATRIMONIO STORICO RACCONTA OLTRE 2.200 ANNI DI STORIA

Il turismo del sottosuolo come alternativa al caldo estivo

Dalle spiagge agli ambienti ipogei, dove il clima resta fresco anche nelle giornate più calde. È questa la proposta di valorizzazione della Strada Regia delle Calabrie, l’antica via di collegamento del Mezzogiorno che attraversa Campania e Basilicata, offrendo un itinerario tra natura, archeologia e piccoli borghi.

Borghi medievali

Luca Esposito, referente di Archeoclub d’Italia per la valorizzazione dei borghi e delle aree interne della Strada Regia delle Calabrie e autore dello studio che ha riportato alla luce la storica via, sottolinea che il caldo potrebbe favorire il turismo del sottosuolo, staccandosi un poco dai luoghi balneari per visitare geositi con ipogei di grande bellezza e valore.

«Tutto questo lungo la Strada Regia delle Calabrie, tra Campania e Basilicata: 2.200 anni di storia, 260 chilometri, otto anni di studio, quarantacinque città e piccoli borghi, quindici antiche stazioni di posta riportate alla luce, cinque siti Unesco, tre regioni, quattro province e tre Parchi Nazionali – dichiara Esposito -. Un patrimonio che comprende anche circa quaranta tra taverne ottocentesche, stazioni postali, grandi opere di ingegneria romana e borbonica, ponti, basiliche, chiese, siti religiosi, aree archeologiche, musei di scienze naturali e geoscienze, grotte e ipogei».

Turismo e Grotte di Pertosa-Auletta: 16 gradi tutto l’anno

Tra le tappe più suggestive del percorso figurano le Grotte di Pertosa-Auletta, nel cuore delle aree interne della Campania. Qui la temperatura media è di circa 16 gradi e il visitatore può vivere un’esperienza unica in Italia: navigare un fiume sotterraneo all’interno di un complesso carsico lungo circa tre chilometri.

Per Maria Rosaria Carfagna, presidente della Fondazione MIdA, le Grotte di Pertosa-Auletta sono le uniche in Italia dove è possibile navigare un fiume sotterraneo.

«Si sviluppano per circa tre chilometri e rappresentano un sito speleo-archeologico di straordinario interesse scientifico, scavato nella roccia calcarea lungo un corso d’acqua sotterraneo dalla copiosa portata idrica», prosegue Carfagna.

Un viaggio tra natura e ottomila anni di presenza umana

Le Grotte di Pertosa-Auletta custodiscono testimonianze che raccontano migliaia di anni di storia. L’ambiente naturale, caratterizzato da temperatura costante e abbondanza d’acqua, ha favorito fin dalla preistoria l’insediamento umano.

Maria Rosaria Carfagna spiega: «Si entra in una cavità naturale scolpita dalla natura che unisce la bellezza del paesaggio alla storia dell’uomo. Le popolazioni preistoriche trovarono qui rifugio, acqua e condizioni ideali per la sopravvivenza. Oggi i ritrovamenti archeologici testimoniano quella presenza e continuano ad arricchirsi grazie alle nuove campagne di scavo».

La presidente della Fondazione MIdA evidenzia inoltre che nell’antegrotta sono ancora visibili numerosi pali appartenenti a un villaggio palafitticolo preistorico. Le più recenti campagne di ricerca hanno inoltre portato alla luce una struttura di età ellenistica, probabilmente destinata al culto, dalla quale provengono monete, lucerne finemente decorate e numerosi altri reperti che, al termine del restauro e degli studi, saranno esposti nel Museo Speleo-Archeologico.

Un sito archeologico unico in Europa

Le Grotte di Pertosa-Auletta rappresentano un unicum nel panorama europeo. Al loro interno si conserva infatti un villaggio palafitticolo sotterraneo risalente a circa 3.500 anni fa.

«All’interno delle acque sotterranee si conserva un giacimento archeologico di straordinario interesse scientifico che documenta circa ottomila anni di frequentazione umana – prosegue Carfagna -. Le datazioni al radiocarbonio hanno collocato il villaggio palafitticolo alla metà del II millennio a.C. Sebbene insediamenti analoghi siano diffusi nell’Italia settentrionale e nell’Europa del Nord, quello delle Grotte di Pertosa-Auletta è l’unico realizzato in ambiente sotterraneo».

La presidente della Fondazione MIdA ricorda inoltre che gli scavi effettuati nel 2025, in regime di concessione ministeriale del ministero della Cultura, hanno evidenziato la presenza di un’area sacra di età ellenistica, dalla quale provengono armi, ornamenti, utensili, epigrafi, monete e una preziosa rappresentazione della folgore di età romana, simbolo del fulmine, rinvenuta in una cavità della parete.

La Strada Regia delle Calabrie: un patrimonio da riscoprire

Le Grotte di Pertosa-Auletta costituiscono uno dei geositi più significativi lungo la Strada Regia delle Calabrie, un itinerario storico che unisce archeologia, paesaggio e identità dei territori.

Luca Esposito conclude: «Possiamo affermarlo senza timore di essere smentiti: le Grotte di Pertosa-Auletta sono uno dei geositi più importanti della Strada Regia delle Calabrie. Questo itinerario racchiude 2.200 anni di storia, 260 chilometri di percorso, 45 città e borghi, 15 antiche stazioni di posta, 5 siti Unesco, 3 Regioni, 4 Province e 3 Parchi Nazionali. Comprende inoltre taverne storiche, ponti romani e borbonici, basiliche, musei, siti archeologici, geositi e ipogei. Tra le tappe più suggestive vi sono anche la Cascata dei Capelli di Venere a Casaletto Spartano e la Taverna Garibaldi, antico fortino dove è conservata la poltrona sulla quale si sedette Giuseppe Garibaldi».

(In copertina “Frantoio ipogeo di Visciglito” – foto di Cannoletta Graziano)

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