LA BIOFILIA DESCRIVE IL LEGAME PROFONDO CHE UNISCE LE PERSONE ALLA NATURA. EDWARD O. WILSON RACCONTA NEL LIBRO “BIOFILIA – IL NOSTRO LEGAME CON LA NATURA”, QUESTA RELAZIONE ATTRAVERSO ESPERIENZE, OSSERVAZIONI SCIENTIFICHE E RIFLESSIONI SULLA NECESSITÀ DI PROTEGGERE OGNI FORMA DI VITA
Che cosa significa biofilia
Gli esseri umani provano da sempre una forte attrazione verso la natura. Cercano il contatto con gli animali, osservano le piante e apprezzano i paesaggi verdi.
Edward O. Wilson chiama questa inclinazione “biofilia”. Il termine significa amore per la vita e indica il legame tra l’uomo e gli altri organismi.
Secondo Wilson, questo rapporto non nasce soltanto dall’educazione o dalla cultura. Al contrario, avrebbe radici profonde nella storia evolutiva della nostra specie.
Il biologo la definisce «tendenza innata a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali». Questa predisposizione influenza emozioni, comportamenti e preferenze.
La natura osservata da vicino
Wilson sviluppa la sua riflessione partendo dalle esperienze vissute come biologo. Durante le spedizioni studia foreste tropicali, animali e organismi spesso sconosciuti.
Il suo racconto comincia nel villaggio di Bernhardsdorp, in Suriname (Sudamerica). Qui osserva una foresta ricchissima di specie e comprende la complessità del mondo naturale.
Anche una piccola superficie di terreno può ospitare numerose forme di vita. Ogni organismo mantiene rapporti continui con l’ambiente e con le altre specie.
Perciò, la foresta non appare come una semplice raccolta di piante e animali. Rappresenta invece una rete viva, dinamica e strettamente collegata.
“Dalla luce solare alle foglie, al bruco, alla formica, al formichiere, al giaguaro, al verme, all’humus, alla termite, al calore dissipato: ecco gli anelli della grande catena energetica che circonda i villaggi del Suriname”.
Le formiche come esempio di cooperazione
Tra gli animali studiati da Wilson, le formiche occupano un posto centrale. Il biologo analizza il loro comportamento e la complessa organizzazione delle colonie.
Ogni formica svolge un compito preciso. Tuttavia, nessun individuo potrebbe garantire da solo la sopravvivenza dell’intero gruppo.
La colonia funziona quindi come un “superorganismo”. Gli individui collaborano, comunicano e rispondono insieme ai cambiamenti dell’ambiente.
Questo modello dimostra che anche organismi molto piccoli possono creare società complesse. Inoltre, rivela quanto la cooperazione sia importante nel mondo naturale.
Le nostre emozioni hanno radici antiche
Il rapporto con la natura comprende emozioni positive e negative. Le persone possono provare meraviglia, curiosità, paura oppure repulsione davanti agli altri esseri viventi.
Secondo Wilson, molte reazioni derivano dalla lunga evoluzione dell’umanità. Alcuni comportamenti avrebbero aiutato i nostri antenati a riconoscere opportunità e pericoli.
La paura dei serpenti rappresenta un esempio significativo. Questa reazione potrebbe derivare dalla necessità di individuare rapidamente animali potenzialmente pericolosi.
Di conseguenza, anche la paura può esprimere un legame con la natura. La biofilia non coincide soltanto con l’amore o con il piacere.
“Da tutte le parti del mondo, nei sogni in cui compaiono animali prevalgono i serpenti o altre creature serpentiformi. In virtù del terrore e della venerazione che suscitano, essi sono assunti come simboli animali del potere e del sesso, come totem, come protagonisti di miti e dèi”.
La preferenza per determinati paesaggi
Molte persone apprezzano gli ambienti con alberi, prati, acqua e ampie visuali. Secondo Wilson, questa preferenza potrebbe avere una spiegazione evolutiva.
I nostri antenati cercavano luoghi capaci di offrire acqua, cibo e protezione. Inoltre, avevano bisogno di controllare il territorio per riconoscere eventuali minacce.
Queste necessità potrebbero influenzare ancora oggi la percezione degli ambienti. Per questo, alcuni paesaggi trasmettono sicurezza, equilibrio e benessere.
Il desiderio di vivere vicino alla natura non rappresenterebbe quindi una semplice moda. Potrebbe riflettere bisogni antichi, ancora presenti nella mente umana.
L’uomo come specie poetica
Wilson non limita la sua analisi alla biologia. Esamina anche il modo in cui l’umanità trasforma la natura in immagini, simboli e racconti.
Le persone descrivono animali e paesaggi attraverso la poesia, l’arte, i miti e la religione. In questo modo attribuiscono significati al mondo circostante.
Anche la scienza nasce dal desiderio di osservare e comprendere. Lo scienziato utilizza strumenti diversi dal poeta, ma condivide la stessa curiosità.
Inoltre, una maggiore conoscenza non elimina lo stupore. Al contrario, scoprire la complessità della vita può rendere la natura ancora più affascinante.
Una nuova etica della conservazione
Nella parte conclusiva, Wilson collega la biofilia alla tutela della biodiversità. La scomparsa di una specie produce conseguenze ambientali, scientifiche e culturali.
Ogni organismo custodisce una storia evolutiva unica. Quando una specie scompare, l’umanità perde anche conoscenze e possibilità ancora inesplorate.
“Eliminate anche un solo tipo di albero tra le centinaia esistenti in una foresta come questa e con esso spariranno gli organismi che lo impollinano, quelli che ne mangiano le foglie e ne trivellano il legno, poi vari tra i loro parassiti e principali predatori e magari anche qualche specie di pipistrello o di uccello che vive dei suoi frutti – e quando finirà questa catena di ripercussioni? Forse solo quando collasserà gran parte della foresta con tutta la sua varietà, così come crolla un arco quando si toglie la pietra angolare che lo sostiene”.
La distruzione degli habitat riduce quindi la ricchezza del pianeta. Allo stesso tempo, indebolisce il rapporto emotivo tra le persone e il mondo vivente.
Per questo motivo, Wilson propone un’etica fondata sulla responsabilità. Gli esseri umani devono proteggere la natura perché ne fanno parte e dipendono da essa.
Proteggere la natura significa proteggere l’uomo
La biofilia invita a superare la separazione tra umanità e ambiente. La natura non costituisce uno sfondo esterno né una semplice riserva di materiali.
Gli esseri umani condividono con gli altri organismi la stessa storia della vita. Inoltre, dipendono dagli ecosistemi per la salute e la sopravvivenza.
Proteggere la biodiversità significa quindi difendere anche il futuro delle comunità umane. Questa responsabilità riguarda istituzioni, imprese e singoli cittadini.
Wilson affida alla conoscenza un compito decisivo. Comprendere meglio le altre forme di vita aiuta a rispettarle e permette all’uomo di conoscere meglio sé stesso.
L’autore
(Edward Osborne Wilson (1929), biologo statunitense e docente all’Università di Hrvard, è fra i più influenti e apprezzati scienziati del nostro tempo. Insignito per due volte del Premio Pulitzer per la saggistica, è il fondatore della sociobiologia, lo studio sistematico dell’evoluzione biologica del comportamento sociale)
Il Testo
Edward O. Wilson, “Biofilia. Il nostro legame con la natura”, traduzione di Carla Sborgi, Piano B Edizioni, 2021, ISBN 978-88-9371-119-7.
L’opera originale è: Wilson, Edward O., Biophilia, Harvard University Press, Cambridge, Massachusetts, 1984.
Approfondimenti: JSTOR, Library of America e PBS/NOVA.




