A CASELLE IN PITTARI L’ARCHEOLOGIA DIVENTA UN’ESPERIENZA VISSUTA SUL CAMPO. DAL 15 AL 19 GIUGNO 2026 DIECI STUDENTI DEL LICEO CLASSICO DEL CONVITTO “TORQUATO TASSO” DI SALERNO PARTECIPERANNO A UNA SUMMER SCHOOL PROMOSSA DALL’UNIVERSITÀ DI SALERNO PER AVVICINARE LE NUOVE GENERAZIONI ALLA RICERCA, ALLA TUTELA DEL PATRIMONIO E ALLA CONOSCENZA DEL TERRITORIO
Caselle in Pittari: un laboratorio di archeologia per i giovani
Per cinque giorni il Parco Archeologico di Caselle in Pittari ospiterà la Summer School “Archeologia e Patrimonio Culturale per le giovani generazioni”, un progetto promosso dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno in collaborazione con il Comune di Caselle in Pittari e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino.
L’iniziativa si inserisce nelle attività di Terza Missione dell’ateneo salernitano, cioè quell’insieme di progetti attraverso cui l’università mette le proprie competenze al servizio della società.
In questo caso il patrimonio archeologico diventa uno strumento per coinvolgere le nuove generazioni, favorire la partecipazione attiva e rafforzare il legame tra ricerca scientifica e comunità locali.
L’obiettivo non è soltanto trasmettere conoscenze storiche, ma costruire una nuova consapevolezza sul valore culturale, sociale e identitario dei luoghi.
Chi parteciperà alla Summer School?
I protagonisti saranno dieci studenti del quarto anno del Liceo Classico con indirizzo Patrimonio Culturale del Convitto Nazionale “Torquato Tasso” di Salerno. Per loro è stato progettato un percorso intensivo che unirà lezioni teoriche, laboratori pratici, attività sul campo, visite ai siti archeologici e incontri con professionisti del settore.
Gli studenti avranno l’opportunità di confrontarsi direttamente con archeologi, funzionari della tutela, ricercatori universitari ed esperti della comunicazione culturale. L’idea di fondo è quella di trasformare i partecipanti da semplici fruitori del patrimonio a protagonisti di un’esperienza concreta di ricerca e valorizzazione.
In un’epoca in cui il patrimonio culturale rischia spesso di essere percepito come qualcosa di distante, la Summer School punta invece a far comprendere come storia, paesaggio e comunità siano profondamente intrecciati.
Summer School: quali temi verranno affrontati durante il percorso?
Il programma prevede un approccio multidisciplinare che spazia dall’archeologia tradizionale alle tecnologie più innovative. Tra gli argomenti affrontati figurano l’archeologia come scienza storica, le tecniche di scavo, la lettura del paesaggio antico, l’epigrafia e lo studio dell’archeologia del Golfo di Policastro.
Accanto a questi temi più classici troveranno spazio anche la geomorfologia, le applicazioni digitali per la valorizzazione dei beni culturali e le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale applicata alla comunicazione del patrimonio.
Un’attenzione particolare sarà dedicata inoltre allo storytelling culturale e ai linguaggi audiovisivi, strumenti sempre più importanti per raccontare il passato alle nuove generazioni.
Fondamentale sarà il contributo del Laboratorio di Archeologia “Mario Napoli” e del Centro ICT per i Beni Culturali dell’Università di Salerno, che consentiranno agli studenti di sperimentare metodologie e strumenti utilizzati oggi nella ricerca archeologica contemporanea.
Qual è il valore del Parco Archeologico di Caselle in Pittari?
La scelta di Caselle in Pittari non è casuale. Negli ultimi anni il territorio è diventato un importante laboratorio di ricerca grazie al Caselle in Pittari Archaeological Project, che ha permesso di approfondire la conoscenza delle frequentazioni antiche dell’area e del rapporto tra insediamenti umani e paesaggio.
Il comprensorio si trova nel cuore del Cilento, all’interno di un territorio che custodisce una straordinaria stratificazione storica e ambientale. Qui archeologia e natura convivono in un equilibrio che racconta secoli di interazione tra uomo e ambiente.
Studiare questi luoghi significa comprendere come le comunità del passato abbiano utilizzato le risorse naturali, modellato il territorio e costruito paesaggi che ancora oggi influenzano la vita delle popolazioni locali.
Che cos’è la Terza Missione e perché è importante?
Negli ultimi anni le università italiane hanno ampliato il proprio ruolo, affiancando alla didattica e alla ricerca una terza funzione strategica: la Terza Missione.
Si tratta dell’insieme delle attività attraverso cui il sapere prodotto negli atenei viene condiviso con la società. In questo quadro rientrano progetti educativi, iniziative culturali, percorsi di divulgazione scientifica e collaborazioni con istituzioni e comunità locali.
La Summer School di Caselle in Pittari rappresenta un esempio concreto di questo approccio. L’università esce dagli spazi accademici e porta la ricerca direttamente sul territorio, coinvolgendo studenti delle scuole superiori in un’esperienza che unisce formazione, cittadinanza attiva e valorizzazione culturale.

Quale legame esiste tra archeologia e ambiente?
Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa riguarda il rapporto tra patrimonio culturale e patrimonio naturale. L’archeologia contemporanea non studia più soltanto monumenti e reperti, ma analizza anche i paesaggi, le trasformazioni ambientali e le relazioni che nel corso dei secoli hanno legato le comunità umane agli ecosistemi.
Le attività dedicate alla lettura del paesaggio antico e ai rapporti tra archeologia e geomorfologia mostrano proprio questa evoluzione della disciplina.
Attraverso lo studio dei siti archeologici è possibile comprendere come le popolazioni del passato abbiano gestito l’acqua, utilizzato le risorse forestali, coltivato il territorio e affrontato cambiamenti climatici e ambientali. In questo senso l’archeologia diventa uno strumento prezioso anche per riflettere sulle sfide della sostenibilità contemporanea.
Un progetto destinato a crescere negli anni
L’iniziativa non si esaurirà con questa prima esperienza. L’Università degli Studi di Salerno e le istituzioni coinvolte puntano infatti a trasformare la Summer School in un appuntamento stabile, capace di coinvolgere progressivamente un numero sempre maggiore di scuole e studenti.
L’obiettivo è costruire una rete territoriale dedicata alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale, facendo del Parco Archeologico di Caselle in Pittari un laboratorio permanente di formazione e cittadinanza attiva.
In un territorio come il Cilento, dove storia, archeologia, paesaggio e biodiversità convivono in un equilibrio straordinario, investire sulle nuove generazioni significa costruire le basi per una tutela più consapevole e duratura del patrimonio comune.





