NUOVO INTERVENTO CONTRO IL TRAFFICO ILLEGALE DI SPECIE PROTETTE. A MALPENSA SEQUESTRATI DUE TESCHI DI COCCODRILLO SIAMESE ARRIVATI DALLA CAMBOGIA SENZA LE AUTORIZZAZIONI NECESSARIE PER L’IMPORTAZIONE IN ITALIA
Sequestrati due teschi di coccodrillo siamese all’aeroporto di Malpensa
Controlli doganali su una spedizione proveniente dalla Cambogia
I militari della Sezione Operativa CITES del Gruppo Malpensa della Guardia di Finanza, insieme con funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno intercettato una spedizione proveniente dalla Cambogia durante le attività di controllo doganale. L’operazione rientra nelle iniziative di contrasto al commercio illegale di specie animali e vegetali in via di estinzione ai sensi della Convenzione di Washington.
Secondo quanto dichiarato nei documenti di trasporto, il contenuto del pacco era indicato come un “regalo di coccodrillo siamese”. Proprio questa indicazione ha portato gli operatori ad approfondire gli accertamenti sulla merce in arrivo.
Nel pacco trovati due crani di una specie protetta
L’ispezione ha permesso di verificare la presenza di due teschi appartenenti alla specie Crocodylus siamensis, nota come coccodrillo siamese. Si tratta di un animale tutelato dalle disposizioni internazionali che regolano il commercio delle specie a rischio di estinzione.
La merce risultava correttamente dichiarata alle autorità competenti e accompagnata dalla licenza di esportazione rilasciata dagli organismi ufficiali della Cambogia. Tuttavia, gli ulteriori controlli hanno evidenziato l’assenza della documentazione necessaria per autorizzarne l’importazione in Italia.
Violazione delle norme sulla tutela della fauna selvatica
Gli accertamenti hanno infatti stabilito che la spedizione non era accompagnata dai permessi richiesti dalla Convenzione di Washington, conosciuta anche come CITES, che disciplina il commercio internazionale delle specie animali e vegetali minacciate di estinzione.
Inoltre, mancavano le autorizzazioni previste dal Regolamento europeo n. 338/97, che ha lo scopo di garantire la protezione degli esemplari appartenenti a specie particolarmente vulnerabili attraverso un rigoroso sistema di controllo degli scambi commerciali.
Per questo motivo, le autorità hanno contestato all’importatore una violazione di natura penale prevista dalla normativa vigente.
Scatta il sequestro dei reperti
Contestualmente alla contestazione dell’illecito, gli operatori hanno disposto il sequestro dei due crani di coccodrillo. I reperti saranno ora sottoposti alla procedura prevista dalla legge che potrà condurre alla loro confisca definitiva.
L’intervento è stato eseguito in applicazione della Legge 7 febbraio 1992 n. 150, che recepisce nel sistema italiano le disposizioni internazionali finalizzate alla tutela delle specie protette.
Un’azione coordinata per difendere biodiversità e specie a rischio
L’operazione si inserisce in un più ampio piano di contrasto al traffico internazionale illegale di flora e fauna selvatica. L’obiettivo è proteggere le specie minacciate di estinzione e contribuire alla salvaguardia della biodiversità.
Le attività vengono svolte congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La collaborazione tra le due amministrazioni trova fondamento nelle misure di coordinamento previste dall’articolo 8 del Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2023 e successivamente rinnovato il 28 maggio 2025.
Le precisazioni sull’indagine
La diffusione delle informazioni relative all’operazione è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica competente, in conformità alle disposizioni contenute nel Decreto Legislativo n. 188 del 2021.
L’autorizzazione è stata concessa in considerazione dell’interesse pubblico alla diffusione della notizia, con particolare attenzione alle attività di contrasto dei fenomeni illeciti che incidono sugli interessi economici dello Stato e, più in generale, alla lotta contro la criminalità economica e finanziaria.
Resta comunque fermo il principio della presunzione di innocenza. Il procedimento si trova infatti nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità delle persone coinvolte potrà essere accertata soltanto attraverso un eventuale provvedimento definitivo di condanna.




