lunedì, Marzo 9, 2026

Scoperta dalla Guardia di Finanza una nave romana nel Mar Ionio

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UNA NAVE ROMANA GIACE SUL FONDALE DEL MAR IONIO CON IL SUO CARICO INTATTO. LA SCOPERTA, FRUTTO DI UN’AZIONE CONGIUNTA TRA ISTITUZIONI, APRE NUOVE PROSPETTIVE SULLA NAVIGAZIONE ANTICA E SULLA TUTELA DEL PATRIMONIO SUBACQUEO

Scoperti i resti di una grande nave romana nel Mar Ionio

Personale della Guardia di Finanza ha individuato i resti di una grande imbarcazione di età romana inabissatasi nelle acque del Mar Ionio.
Il ritrovamento rappresenta una scoperta di eccezionale valore storico e archeologico per il patrimonio culturale subacqueo italiano.

Un’azione congiunta tra istituzioni dello Stato

La scoperta nasce dalla collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per Brindisi, Lecce e Taranto e la Guardia di Finanza.
In particolare sono intervenuti il Reparto Operativo Aeronavale di Bari e la Sezione Operativa Navale di Gallipoli.

Il ritrovamento durante i controlli in mare

La scoperta è avvenuta durante le normali attività di controllo marittimo svolte dalla Guardia di Finanza.
Le moderne strumentazioni di bordo hanno rilevato un’anomalia significativa sul fondale marino.

Le immersioni e l’identificazione del relitto

Successive immersioni, condotte da personale specializzato del II Nucleo Sommozzatori di Taranto, hanno chiarito la natura dell’anomalia.
Gli operatori hanno individuato il relitto di una grande nave oneraria – cioè una nave mercantile dell’antica Roma, progettata esclusivamente per il trasporto di merci – di epoca tardo-imperiale con un consistente carico di anfore.

Una scoperta tenuta riservata per proteggere il sito

La scoperta risale al mese di giugno 2025 ma le autorità hanno scelto il massimo riserbo.
Questa decisione ha permesso di tutelare il giacimento subacqueo e prevenire possibili tentativi di saccheggio.

Monitoraggio costante dell’area

Fin dal momento della scoperta, la Guardia di Finanza ha garantito un controllo continuo dell’area interessata.
La Sezione Operativa Navale di Gallipoli ha assicurato un presidio costante del tratto di mare.

La ricerca dei fondi per gli interventi archeologici

La Soprintendenza ha avviato immediatamente le procedure per reperire le risorse necessarie agli interventi di studio e tutela.
L’obiettivo principale riguarda la documentazione scientifica, l’indagine archeologica e la messa in sicurezza del relitto.

Stanziati 780 mila euro per il patrimonio sommerso

Nei giorni scorsi i quotidiani hanno anticipato la notizia dello stanziamento di 780.000 euro.
Il finanziamento proviene dal Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici tramite i fondi della Legge 190/2014.

Avvio ufficiale dell’azione sinergica

L’assegnazione delle risorse ha di fatto anticipato la comunicazione ufficiale dell’avvio delle attività operative.
L’azione coinvolge direttamente la Guardia di Finanza e la Soprintendenza, destinataria dei fondi per le operazioni.

Un intervento in linea con il protocollo MiC–GdF

L’intervento rientra pienamente nello spirito del Protocollo di intesa tra ministero della Cultura e Guardia di Finanza.
L’accordo è stato firmato il 7 luglio 2025 dal ministro Alessandro Giuli e dal generale Andrea De Gennaro.

Tecnologie avanzate per la documentazione del relitto

Le attività future prevedono una ricognizione sistematica e una documentazione dettagliata del relitto.
Le operazioni utilizzeranno le più moderne metodologie di indagine archeologica subacquea disponibili.

Verso lo scavo archeologico subacqueo

Le attività preliminari serviranno a pianificare il complesso intervento di scavo archeologico subacqueo.
Il progetto include il corretto recupero del carico e la conservazione dei reperti e della struttura navale.

Il rispetto della Convenzione UNESCO

Tutte le operazioni seguiranno i principi della Convenzione UNESCO per la Protezione del Patrimonio Culturale Subacqueo.
L’obiettivo resta la tutela scientifica e culturale del relitto, senza alterarne il contesto originale.

Il ruolo strategico della componente aeronavale

La componente aeronavale della Guardia di Finanza rappresenta un presidio fondamentale delle acque territoriali.
Il Corpo opera senza interruzioni, 24 ore su 24, per garantire legalità, tutela ambientale e protezione del patrimonio sommerso.

Numero verde ONA

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