lunedì, Aprile 27, 2026

Ghiaccio da 1,5 milioni di anni svela i segreti del clima

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UN CILINDRO DI GHIACCIO DI 1,5 MILIONI DI ANNI È ARRIVATO NEI LABORATORI DI CAMBRIDGE PER ESSERE STUDIATO. POTREBBE RIVELARE I SEGRETI DEL CLIMA PIÙ ANTICHI DELLA TERRA E AIUTARE A CAPIRE COSA CI ASPETTA NEL FUTURO. LA SCIENZA DEL CLIMA ENTRA IN UNA NUOVA ERA, PIÙ APPROFONDITA, PIÙ STORICA E ANCORA PIÙ URGENTE.

Dalla calotta glaciale dell’Antartide orientale al cuore dell’Europa scientifica: un cilindro di ghiaccio vecchio di 1,5 milioni di anni è arrivato al British Antarctic Survey di Cambridge, dove sarà studiato nei minimi dettagli. È il campione di ghiaccio più antico mai analizzato, estratto durante un progetto internazionale che ha coinvolto ricercatori britannici, tedeschi e svizzeri.

Il ghiaccio non è solo acqua congelata. Al suo interno conserva granelli di polvere, ceneri vulcaniche, microalghe e bolle d’aria. Questi microarchivi ambientali raccontano com’era il mondo in tempi remoti: quali gas erano presenti nell’atmosfera, quali temperature dominavano, quanto alto era il livello del mare. Un vero libro di storia naturale inciso in strati di neve compressa.

Il carotaggio è stato lungo e complesso: il nucleo originario era profondo quasi 3 chilometri. Ora, ogni blocco viene analizzato con attenzione. Il materiale sarà sciolto lentamente, permettendo il recupero di tutti i residui intrappolati. L’obiettivo è comprendere meglio eventi fondamentali come la transizione del Pleistocene medio, quando cambiò il ritmo delle ere glaciali.

Il riscaldamento globale, in costante aumento, ha un impatto devastante sui ghiacciai, poiché ne accelera lo scioglimento

I segreti del clima: un archivio climatico nascosto nel ghiaccio

Le carote di ghiaccio sono strumenti potentissimi per ricostruire il clima terrestre. Studiando i gas intrappolati e le particelle contenute nei vari strati, gli scienziati riescono a ricostruire il clima fino a centinaia di migliaia di anni fa. Finora, le analisi più profonde si erano spinte fino a 800 mila anni. Oggi, quel limite è stato superato.

Il valore di questo nuovo campione è duplice. Da un lato ci mostra come il clima terrestre abbia reagito a periodi naturali di concentrazioni elevate di CO₂. Dall’altro, può aiutarci a distinguere meglio le dinamiche odierne, determinate dall’intervento umano, da quelle naturali del passato. Un confronto fondamentale per le previsioni sul futuro.

La dottoressa Liz Thomas, che coordina il progetto britannico, ha spiegato che il ghiaccio contiene anche informazioni sulla formazione delle calotte, sulla presenza di vento e sull’evoluzione marina. Potremmo scoprire com’era il clima quando il livello del mare era molto più alto di oggi. E potremmo anticipare come potrebbe comportarsi il sistema climatico nei prossimi decenni con il riscaldamento globale.

I segreti del clima: breve storia della climatologia

Lo studio scientifico del clima ha origini antiche. Già nel Settecento alcuni studiosi ipotizzavano che la composizione dell’atmosfera potesse influenzare le temperature terrestri. Ma è nel XIX secolo che arrivano le prime misurazioni concrete: nel 1856 Eunice Newton Foote scopre l’effetto riscaldante della CO₂. Tre anni dopo, John Tyndall conferma sperimentalmente l’assorbimento infrarosso da parte dei gas serra.

Nel 1896, il fisico svedese Svante Arrhenius calcola per la prima volta l’aumento della temperatura globale causato dal raddoppio della CO₂ atmosferica. Nei decenni successivi, lo sviluppo di tecnologie per la misurazione atmosferica, la meteorologia e, più tardi, i satelliti, hanno permesso di monitorare i cambiamenti climatici con precisione sempre maggiore.

A partire dagli anni ’70, la climatologia ha iniziato a imporsi come disciplina centrale nella comprensione delle dinamiche globali. I rapporti dell’IPCC, pubblicati dal 1990 in poi, hanno consolidato un ampio consenso scientifico: l’uomo sta alterando profondamente il clima del pianeta. Oggi, gli studi paleoclimatici, come quello sul ghiaccio antartico, servono a integrare modelli e proiezioni, svelando così i segreti del clima.

Libri per capire il clima (anche senza essere scienziati)

La divulgazione scientifica ha reso accessibile a tutti il tema del cambiamento climatico. Alcuni titoli aiutano a orientarsi nella complessità della materia con chiarezza e rigore. Tra i più noti c’è “Il clima che cambia” di Luca Mercalli, che spiega l’evoluzione del clima e cosa possiamo fare per contrastare il riscaldamento globale.

Altro titolo utile è “Il clima è (già) cambiato” di Stefano Caserini, che racconta come i cambiamenti siano già visibili intorno a noi. Per chi vuole approfondire la dimensione politica e sociale della crisi climatica, “La terra strappata” di George Monbiot propone riflessioni radicali sul nostro rapporto con l’ambiente.

Infine, per chi è curioso di scoprire la scienza dietro le carote di ghiaccio, “Thin Ice” di Mark Bowen ripercorre le avventure dei paleoclimatologi nelle regioni polari.

Antonio Navarra e Andrea Pinchera hanno pubblicato “Il Clima”, (ed. Laterza 2014), un manuale per chi vuole approcciarsi alla climatologia.

Il ghiaccio parla, ma sappiamo ascoltarlo?

Oggi più che mai, la scienza ci offre strumenti per prevedere e interpretare. Ma resta una domanda aperta: sappiamo davvero ascoltare questi segnali? La crisi climatica non è più un’ipotesi. È una realtà.

Il cilindro di ghiaccio di 1,5 milioni di anni non è solo un pezzo di Antartide. È un messaggio dal passato, che parla al nostro presente e chiede responsabilità per il futuro.

Numero verde ONA

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