mercoledì, Aprile 29, 2026

Rigenerare il verde urbano con lo Urban Carbon Farming

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DURANTE IL GREEN MED EXPO & SYMPOSIUM IL CONSORZIO ITALIANO COMPOSTATORI (CIC) HA PRESENTATO UN’INTERESSANTE INIZIATIVA PER LA RIGENERAZIONE DEL VERDE URBANO: LO URBAN CARBON FARMING

Questa proposta mette in luce il ruolo strategico della filiera del riciclo dei rifiuti organici. Fondamentale non solo per il recupero di risorse, ma anche per il miglioramento dei suoli agricoli e urbani, con un impatto positivo sul benessere collettivo.

Urban Carbon Farming: il ruolo del compost nel verde urbano

Il Consorzio Italiano Compostatori è stato protagonista dell’incontro. “Urban Carbon Farming: il suolo è alleato contro il riscaldamento globale”, durante il quale è stata approfondita l’importanza della “risorsa compost” ottenuta dalla raccolta differenziata per creare e rigenerare il verde delle città.

Questa pratica produce effetti concreti quali il miglioramento della fertilità dei suoli urbani, la riduzione delle isole di calore, l’aumento della resilienza urbana e la creazione di spazi di benessere per la comunità. Massimo Centemero, direttore del CIC, ha sottolineato: “L’Urban Carbon Farming può diventare un modello da adottare e diffondere: uno strumento per valorizzare parchi, giardini e spazi verdi pubblici, trasformandoli in veri e propri alleati nella sfida per un ambiente urbano più sano, sostenibile e resiliente”.

Che cos’è lo Urban Carbon Farming

L’Urban Carbon Farming nasce come applicazione innovativa del carbon farming, un insieme di pratiche agronomiche volte a sequestrare carbonio nel suolo e migliorarne il bilancio. Questo approccio è pensato per il contesto urbano, con l’obiettivo di rigenerare il tessuto cittadino e mitigare gli effetti del cambiamento climatico, in linea con le direttive ambientali europee.

Dato che il consumo di suolo raggiunge il 15% delle aree urbane, è cruciale che anche le città diventino protagoniste della transizione ecologica, adottando progetti locali, meccanismi di incentivo e politiche pubbliche di sostegno.

La qualità della raccolta organica: una sfida da affrontare

Per alimentare efficacemente il ciclo virtuoso dello Urban Carbon Farming è fondamentale disporre di rifiuti organici di alta qualità. Purtroppo, negli ultimi anni si è registrato un aumento di impurità nella frazione organica raccolta. Plastiche, metalli e sacchetti non compostabili compromettono i processi di trasformazione e la qualità del compost.

Il CIC evidenzia l’importanza di una raccolta differenziata corretta, poiché “per decenni il rifiuto è stato semplicemente considerato come qualcosa da smaltire. Oggi, in un contesto globale segnato dalla crescente scarsità di materie prime e dalla crisi climatica, questo paradigma è destinato a cambiare radicalmente”.

Un approccio sistemico e integrato al riciclo

Il rifiuto organico non è più un problema da eliminare, ma una risorsa strategica che può generare materia, energia e materie prime seconde. Tuttavia, migliorare la raccolta non basta. Occorre ripensare tutto il processo come un sistema industriale integrato, dove ogni fase – dalla raccolta al trattamento – sia efficiente e sostenibile.

Come sottolineato dalla presidente del CIC, Lella Miccolis, durante il convegno “Raccolta differenziata, è ora di un cambio di paradigma”, “la raccolta differenziata non è il fine ma il mezzo, l’unico obiettivo è il riciclaggio ovvero recupero di materia ed energia”. Miccolis ha inoltre ricordato che “le filiere dei rifiuti differenziati secchi ed umidi devono collaborare per evitare le contaminazioni, favorendo in tal modo la riduzione dei costi di gestione e l’ottenimento di prodotti da riciclo di qualità”.

Criteri ambientali minimi e Green public procurement

Il recente decreto del ministero dell’Ambiente punta a ridurre gli impatti ambientali legati alla raccolta e al trasporto dei rifiuti urbani. Garantendo la massimizzazione della qualità e quantità della raccolta.

Questi obiettivi sono pienamente condivisi dal CIC, che ha affrontato il tema del Green Public Procurement evidenziando l’importanza del monitoraggio costante della qualità dei rifiuti conferiti.

Il Consorzio realizza ogni anno oltre 1.500 indagini merceologiche in impianti su tutto il territorio nazionale, garantendo così una gestione puntuale ed efficace.

Accordo strategico con la Regione Campania

La partecipazione del CIC al Green Med Expo si è conclusa con un importante accordo con la Regione Campania per promuovere una gestione efficiente dei rifiuti organici a livello regionale.

Il Tavolo di Lavoro che nascerà da questa intesa sarà chiamato a definire le strategie più efficaci per raggiungere gli obiettivi nazionali ed europei in materia di gestione rifiuti, adattando le migliori pratiche alle specificità del territorio campano.

Il Consorzio Italiano Compostatori: una realtà impegnata per l’economia circolare

Il CIC è un’associazione senza fini di lucro che promuove il riciclo della frazione organica e la valorizzazione dei prodotti derivati, come compost e biometano. Con più di 150 consorziati, riunisce produttori, gestori di impianti di compostaggio e digestione anaerobica, associazioni, enti di ricerca e aziende del settore.

Da anni il Consorzio è impegnato nella promozione della qualità della raccolta differenziata e nella realizzazione di programmi di controllo e certificazione, come il Marchio Compost di Qualità CIC (dal 2003) e il Marchio Compostabile CIC (dal 2006).

Oggi il CIC continua a lavorare per il raggiungimento degli obiettivi europei di economia circolare, contribuendo con esperienza e innovazione. Clicca qui per maggiori dettagli.

Consorzio Italiano Compostatori - Urban Carbon Farming
Consorzio Italiano Compostatori – Urban Carbon Farming

Numero verde ONA

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