lunedì, Marzo 9, 2026

Gen Z ed economia circolare: un legame tra luci e ombre

Ultime News

LA GENERAZIONE Z SI DIMOSTRA SEMPRE PIU’ ATTENTA VERSO L’AMBIENTE E LA SOSTENIBILITÀ, NELLE SCELTE QUOTIDIANE E STILI DI VITA. TUTTAVIA, A QUESTA SENSIBILITÀ NON SEMPRE CORRISPONDE UNA CONOSCENZA ADEGUATA DEI TEMI AMBIENTALI. UN’INDAGINE RECENTE FOTOGRAFA LUCI E OMBRE DEL RAPPORTO TRA GIOVANI, INFORMAZIONE ED ECONOMIA CIRCOLARE

Una generazione attenta ma non sempre informata

La Generazione Z si conferma sensibile ai temi ambientali ma solo in parte realmente informata. È quanto emerge da una ricerca condotta da Skuola.net in collaborazione con CONOU su un campione di 1.500 giovani tra i 14 e i 24 anni, focalizzata su ambiente, gestione dei rifiuti ed economia circolare.

L’eredità dei Fridays for Future

Nonostante il dibattito pubblico sembri aver superato la fase dell’eco-ansia, l’eredità dei Fridays for Future resta evidente. Per il 70% degli intervistati la preoccupazione per il cambiamento climatico incide molto o abbastanza sulle abitudini di consumo e sui comportamenti quotidiani.

Il cambiamento climatico può generare la cosiddetta eco-ansia in alcune persone

Generazione Z: riuso prima del riciclo

Quando si parla di economia circolare, i giovani privilegiano il riuso rispetto al riciclo. Il 36% dichiara di impegnarsi soprattutto nel riutilizzo di prodotti ancora funzionanti, mentre un ulteriore 20% punta sulla riparazione o sul riuso di oggetti destinati alla discarica.

Le strategie meno adottate

Altri comportamenti risultano meno diffusi: il 27% si concentra sulla riduzione dei consumi di energia e materie prime, mentre solo il 17% indica il riciclo come pratica principale per la creazione di nuove materie.

Conoscenza ancora parziale per la Generazione Z

Queste abitudini si riflettono nel livello di consapevolezza: solo il 30% dei giovani si considera pienamente informato sulla corretta gestione dei rifiuti. Al contrario, il 19% ammette di avere una conoscenza scarsa o nulla sull’argomento.

raccolta rifiuti

Il ruolo chiave dell’educazione

Dall’indagine emerge il peso centrale dell’educazione ambientale. Per il 39% degli intervistati, la coscienza ecologica si forma soprattutto a scuola o all’università, a conferma dell’importanza dei percorsi educativi e informativi.

Dove si informano i giovani

Tra le fonti informative, il 22% indica i media digitali specializzati come principale canale di riferimento. Seguono i media digitali generalisti e il confronto con familiari e amici (entrambi al 12%). Più distanti i media tradizionali, fermi al 10%.

Il contributo dei consorzi di filiera

In questo scenario si inserisce il ruolo dei consorzi di filiera come CONOU. Il 72% dei giovani è consapevole della pericolosità dell’olio usato e il 66% conosce i danni ambientali legati alla sua dispersione.

Il gap di conoscenza sull’economia circolare

Resta però una lacuna significativa: quasi nove giovani su dieci non sanno che il 98% dell’olio raccolto da CONOU viene rigenerato e trasformato in nuova base lubrificante, segno di un ampio margine di miglioramento nella comunicazione dei processi virtuosi.

Le voci dei protagonisti

«I dati dell’indagine – afferma Riccardo Piunti, presidente di CONOU – confermano che le nuove generazioni hanno una forte sensibilità ambientale ma necessitano di strumenti concreti per trasformarla in conoscenza e comportamenti consapevoli».

Sulla stessa linea Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, che sottolinea come l’eccellenza italiana nel riciclo debba essere accompagnata da una costante attività di educazione civica e comunicazione, rivolta a giovani e adulti.

Numero verde ONA

spot_img
spot_img
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili