venerdì, Aprile 10, 2026

Intacture: il primo data center europeo in una miniera attiva

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NEL CUORE DELLA VAL DI NON, A 40 KM A NORD DI TRENTO, PRENDE FORMA UN PROGETTO UNICO IN EUROPA: INTACTURE. IL PRIMO DATA CENTER SITUATO ALL’INTERNO DI UNA MINIERA ATTIVA DI DOLOMIA, UNA ROCCIA IMPERMEABILE. CON UN INVESTIMENTO DI OLTRE 50MILIONI DI EURO, QUESTA INFRASTRUTTURA RAPPRESENTA UN NUOVO TRAGUARDO PER LA TECNOLOGIA GREEN, DOVE INNOVAZIONE DIGITALE E SOSTENIBILITÀ SI UNISCONO

Un data center nel cuore della montagna trentina

Intacture, The Natural Home of Data, è un nuovo progetto europeo. Questo prevede la costruzione di un data center all’interno di una miniera attiva di dolomia, situata nella Val di Non, nel Trentino. È il primo centro di questo tipo in Europa. Uno dei pochi a trovarsi in una cava sotterranea della Tassullo.

Con oltre l’80% della superficie della struttura che scenderà fino a 100 metri di profondità, garantirà sicurezza elettromagnetica e stabilità strutturale, oltre alla riduzione dell’impatto ambientale. Solo il restante 20% della configurazione costituisce la parte in superficie.

Data center sotterraneo: efficienza energetica e sostenibilità

La collocazione sotterranea del data center consente di minimizzare l’uso del suolo e promuove un modello di circolarità delle risorse. Il tutto, utilizzando gli spazi già esistenti della miniera.

Infatti, il data center occuperà una delle gallerie scavate per ricavare la roccia di dolomia.  Questa per le sue qualità è utilizzata in ambiti industriali o ambientali per il trattamento delle acque, grazie alla sua capacità di neutralizzare gli acidi e assorbire gli inquinanti.

Evitare la costruzione in superficie, permette di ridurre un impatto pari a quello della realizzazione di oltre 21 piscine olimpioniche utilizzando, invece, soltanto lo spazio equivalente a una.

La posizione del sito si trova a 600 metri di altitudine con una temperatura costante di 12 gradi. Una posizione che contribuirà a una riduzione significativa del consumo energetico per il raffreddamento dei server. Intacture si distingue per un’efficienza energetica con un PUE (l’indicatore usato per misurare l’efficienza energetica di un data center) inferiore a 1,25, rispetto alla media europea di 1,6 e per l’uso esclusivo di energia proveniente da fonti rinnovabili, garantendo così un impatto ambientale ridotto.

Intacture: un investimento da oltre 50milioni di euro

Questo progetto vuole diventare un vero e proprio polo di innovazione. È nato dopo un investimento, che ammonta a 50,2milioni di euro, supportato per 18,4milioni dal PNRR e per 31,8milioni da fondi privati.

La collaborazione con l’Università di Trento e altri partner locali vuole creare un ambiente favorevole alla ricerca e allo sviluppo nei settori. Tra questi, la sanità, l’intelligenza artificiale, la cybersecurity e la transizione energetica.

Intacture sarà anche a disposizione per organizzare eventi e progetti per gli studenti e la comunità. L’obiettivo rimane quello di diventare un’agorà moderna, capace di favorire l’interconnessione tra persone e innovazione.

Una sfida tecnologica e ambientale

Il progetto è sviluppato da Trentino DataMine, un consorzio pubblico-privato che include l’Università di Trento, Covi Costruzioni, Dedagroup, Gruppo GPI e ISA – Istituto Atesino di Sviluppo, con il contributo progettuale di In-Site, società di ingegneria integrata. La struttura sarà un Edge Data Center, adattandosi alle esigenze locali e promuovendo una data center economy italiana.

Trentino DataMine: innovazione digitale green per un futuro sostenibile

«Con questo progetto diventiamo oggi un punto di riferimento europeo nella ricerca e sviluppo, contribuendo alla creazione di uno dei pochi poli di innovazione digitale green a livello globale», ha commentato il rettore dell’Università di Trento, Flavio Deflorian.

Il rettore ha voluto sottolineare che alla base di tutti i loro lavori ci sia sempre una filosofia orientata al futuro, con giovani e nuove generazioni al centro del cambiamento. «Credo che l’innovazione sostenibile sia una delle chiavi per costruire un domani migliore, e ciò che realizzeremo insieme e gestiremo nel partenariato pubblico-privato è rivolto a creare soluzioni che abbiano un impatto positivo sull’ambiente e sulla società, oggi e per il futuro», conclude Deflorian.

D’altro canto, anche i rappresentanti della compagine privata di Trentino DataMine hanno sottolineato di aver accolto con entusiasmo la sfida di questo progetto altamente innovativo. «I dati sono la materia prima del nostro futuro. Noi aiuteremo aziende e organizzazioni a conservarli e gestirli in modo sicuro ed efficiente, all’interno di un ecosistema progettato per generare benefici molteplici, attraverso i servizi di co-location per aziende pubbliche e private, le sinergie con il mondo della ricerca e lo sviluppo di soluzioni per il territorio, l’ambiente e la comunità. Intacture, il progetto di Trentino DataMine, dimostra che il futuro della tecnologia può essere costruito in armonia con l’ambiente, non solo senza comprometterne le performance ma, anzi, potenziandole».

Intacture: un’infrastruttura che guarda lontano

Rappresenta un progetto strategico non solo per il Trentino. Questo data center contribuirà a rendere l’Italia un hub tecnologico competitivo e all’avanguardia. Lo farà sfruttando la decentralizzazione delle infrastrutture come uno strumento per una sovranità digitale più robusta e per promuovere la sicurezza dei dati.

Secondo l’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, la decentralizzazione dei data center e la costruzione di strutture locali di prossimità sono una tendenza crescente in Europa. Lo scopo è favorire la riduzione della latenza e il mantenimento dei dati entro i confini nazionali. Intacture si inserisce in questo scenario, contribuendo a fare dell’Italia un player rilevante in questo settore in espansione.

Numero verde ONA

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