“IL SUD SI RIBELLA” È UN’INIZIATIVA DEL SOCIAL FORUM SIRACUSA E DI AREA TEATRO, UN PERCORSO DI INCONTRI, SPETTACOLI E PROIEZIONI TRA SIRACUSA E CATANIA. L’OBIETTIVO È DARE VOCE AI SUD DEL MONDO E ALLE LORO FORME DI RESISTENZA CONTRO ESTRATTIVISMO, SFRUTTAMENTO, INQUINAMENTO E DEVASTAZIONE AMBIENTALE E CULTURALE
Il Sud si ribella: le origini del progetto
Il Siracusa Social Forum nasce come coordinamento di sigle e attivista in occasione del controvertice al G7 Agricoltura del 2023, tenutosi a Siracusa.
Da allora, ha proseguito la sua attività come laboratorio politico-culturale. Attivo sui temi dell’antifascismo, delle nuove forme di repressione e delle lotte globali per la giustizia sociale e ambientale.
Negli ultimi mesi il Forum ha partecipato attivamente al movimento ProPal, promuovendo il sostegno alla Handala e alla Global Sumud Flotilla. Iniziative di solidarietà internazionale a favore della Palestina e della libertà dei popoli. Fungendo da supporto di terra per le navi partite dal porto di Siracusa.
Area Teatro e la narrazione dei territori
“Il Sud si ribella” nasce da una proposta di Area Teatro. Inoltre, la compagnia, da anni impegnata nella narrazione dei territori e nella creazione di spazi artistici di impegno civile, ha ideato l’iniziativa che prevede, quindi, una serie di appuntamenti tra Siracusa e Catania, incentrati sulle forme di resistenza dei Sud del mondo contro estrattivismo, sfruttamento, devastazione ambientale e culturale.
I temi centrali sono la memoria collettiva, la narrazione dal basso e la capacità di auto-organizzazione delle comunità quando le istituzioni si mostrano assenti o complici.
Oltre ad Area Teatro e al Social Forum, all’iniziativa stanno aderendo diverse realtà associative, i cui nomi saranno resi noti nelle prossime settimane.
“Favola Industriale Blues”: il racconto del falso progresso
Il primo appuntamento del progetto è lo spettacolo Favola Industriale Blues, scritto e interpretato da Alessio Di Modica. Dal suo debutto nel 2005, lo spettacolo ha attraversato numerosi poli petrolchimici italiani. Incontrando comitati e movimenti di lotta per raccontare i meccanismi di distruzione ambientale e sociale legati all’industria fossile.
Il racconto denuncia con forza pratiche comuni: il taglio netto col passato, il greenwashing come anestetico per l’opinione pubblica, la dipendenza economica da produzioni inquinanti e il disprezzo verso la vita delle popolazioni colpite.
Riproposto nel 2023, in una nuova versione prodotta da Area Teatro e coprodotta da ReCommon, Favola Industriale Blues è quindi un “blues” struggente che narra la scelta collettiva dell’umanità di seguire la via del petrolio e il suo falso mito di progresso. Inoltre, lo spettacolo è stato in scena l’8 e 9 novembre a Siracusa e, successivamente, toccherà a Catania il 13 dicembre.
Il documentario “Il prezzo che paghiamo”
Il 27 e 28 novembre, sempre tra Siracusa e Catania, sarà presentato in anteprima regionale il documentario “Il prezzo che paghiamo”, prodotto da Greenpeace Italia e ReCommon e realizzato da Sara Manisera del FADA Collective.
Il film racconta le storie di persone comuni i cui destini sono segnati dalla crisi climatica e dall’industria fossile.
Denuncia il silenzio dei media italiani, che spesso omettono di citare i principali responsabili di questa emergenza: ENI, ExxonMobil, Shell, BP e altre compagnie del fossile.
Al termine della proiezione è previsto un incontro con Antonio Tricarico (ReCommon) e Antonio Mazzeo, giornalista ed ecopacifista.
Un evento necessario nel cuore del Mediterraneo
Il Sud si ribella è un evento necessario, perché si svolge in un territorio profondamente segnato da devastazione industriale e presenza militare: dalla base di Sigonella al pontile NATO di Augusta, fino agli impianti di ENI, Sonatrach e Goi Energy (controllata dal fondo cipriota Argus New Energy Fund).
L’iniziativa rappresenta un atto di resistenza culturale contro le politiche di greenwashing delle multinazionali del fossile e contro la passività dell’opinione pubblica, spesso manipolata da grandi operazioni mediatiche e culturali.
Coniugando arte, memoria e impegno civile, Il Sud si ribella invita a costruire nuove narrazioni di libertà, giustizia e autodeterminazione.






