Prepensionamenti amianto, INPS condannato a Siracusa

Affermato il diritto di dieci ricorrenti, nei confronti dell’Istituto, a godere della rivalutazione contributiva con il coefficiente 1,5

Il Tribunale di Siracusa ha condannato l’INPS al pagamento dei benefici pensionistici amianto, ex art. 13 comma 8 Legge n. 257/1992 (e successive modifiche), a dieci lavoratori esposti, delle industrie meccaniche siciliane del cosiddetto “Triangolo della morte”, Priolo Gargallo – Siracusa – Gela.

Il giudice del lavoro Filippo Favale, con sentenza n. 900 depositata il 4 ottobre 2018 ha stabilito che i lavoratori hanno diritto al prepensionamento per esposizione ad amianto.

Tra i ricorrenti, Ignazio Arena, Domenico Assenza, Vincenzo Bosco, Loreto Castrogiovanni, Giuseppe Catania, Giovanni Fraale, Carmelo Piccione Tiralongo, Fabrizio Scaletta e Michele Zerilli, figura anche Calogero Vicario, storico coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto sull’isola.

«Si tratta di una vittoria storica», ha commentato l’avv. Ezio Bonanni, legale degli ex operai e residente dell’ONA. «Non comprendo le ragioni per le quali l’INPS si sia accanita contro questi sventurati lavoratori, in questo caso sono dieci ma ce ne sono altre migliaia che hanno visto negati i loro diritti al prepensionamento. Ritengo che l’INPS ora debba, sulla base degli accertamenti della magistratura, riconoscere il prepensionamento a tutti gli altri lavoratori».

“Il legislatore – recita il dispositivo – con l’art. 3 comma 132 della legge n. 350/03 (legge finanziaria per il 2004), ha voluto estendere il beneficio previdenziale disciplinato dalla normativa previgente (art. 13, comma 8, legge n. 257/92) a tutti coloro i quali, alla data del 02.1 0.2003, avessero prestato per oltre dieci anni attività lavorativa”.

Il giudice ha comunque tenuto conto che “le mansioni effettivamente svolte dai ricorrenti e dettagliatamente indicate in ricorso sono state avvalorate dalle risultanze testimoniali e documentali dell’espletata istruttoria”, che confermano le mansioni concretamente svolte negli anni dai lavoratori esposti ogni giorno a contatto e alla dispersione delle fibre di amianto; così come acclarate dalla CTU, la Consulenza Tecnica d’Ufficio nel processo civile.

Il magistrato ha quindi dichiarato il diritto dei dieci ricorrenti, nei confronti dell’INPS, a godere della rivalutazione contributiva con il coefficiente 1,5.

È una vittoria prima di tutto di Calogero Vicario – sostiene Bonanni -, che diede vita all’ONA già nel 2008 , quando «è iniziata la vera e propria epopea delle vittime dell’amianto della Sicilia. Una lotta eroica contro primi tra tutti l’INPS e l’INAIL, contro il menefreghismo della Giunta regionale siciliana, incapace di rappresentare le istanze di tutela della salute e dell’ambiente e di far emettere i necessari atti di indirizzo ministeriali».

L’operaio saldatore, affetto da patologia asbesto correlata, è stato assistito dagli avvocati Ezio Bonanni e Alessandro Scuderi che, per circa nove anni, hanno sostenuto una impari lotta nei confronti dell’INPS, il quale Istituto riconosceva a Vicario solo la malattia professionale.

«La resistenza dell’INPS è stata finalmente sgominata», commenta Vicario. «Ora si apre un nuovo orizzonte per le vittime dell’amianto di Priolo Gargallo, soprattutto per i lavoratori delle industrie meccaniche siciliane. Nel condividere la storica vittoria con gli avvocati Bonanni e Scuderi, con il supporto medico-legale, tecnico e istituzionale del dott. Pippo Gianni, sindaco di Priolo Gargallo e con i colleghi che hanno creduto in questa battaglia, propongo – continua Vicario – una mobilitazione per assicurare ai lavoratori di Priolo esposti ad amianto un giusto riconoscimento. Non un reddito di cittadinanza, che offenderebbe l’onore di questi lavoratori, bensì il giusto riconoscimento del sacrificio e del sangue che hanno versato».

I lavoratori esposti ad amianto di Priolo Gargallo e Siracusa e mobilitati dall’ONA, chiedono, pertanto, al sindaco Pippo Gianni «di farsi promotore di una richiesta di incontro urgente con i responsabili INPS per sanare questa situazione» e la bonifica dei siti delle industrie siciliane contaminate, annuncia Bonanni.

«Spero che governo regionale e parlamento regionale possano rifinanziare la legge fatta da me quattro anni fa», ha dichiarato Pippo Gianni, «e nello stesso tempo dotare l’ospedale di Augusta di tutta la strumentazione necessaria per consentire a tutte quelle persone che hanno lavorato in esposizione ad amianto e le loro famiglie di essere sottoposti ai controlli sanitari dovuti e alle cure necessarie».

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