domenica, Novembre 27, 2022

Economia circolare, risposta a dipendenza da materie prime

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NELLA GIORNATA MONDIALE DEDICATA AL RICICLO L’ATTENZIONE VIENE POSTA AL TEMA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE. UN PILASTRO CENTRALE PER LE POLITICHE DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA DEL NOSTRO PAESE CHE, ALLA LUCE DEL PNRR, MIRA A SOSTENERE IL SISTEMA PRODUTTIVO NAZIONALE

L’invasione della Russia in Ucraina e il rialzo del costo dell’energia hanno posto al centro dell’agenda di governo il tema degli approvvigionamenti delle materie prime.

In questo scenario, l’economia circolare rappresenta una risposta per l’Italia in termini di diversificazione delle fonti e un vettore di crescita sostenibile per l’immediato futuro.

Nella Giornata mondiale dedicata al riciclo si è posta l’attenzione sulle politiche a sostegno dell’economia circolare, pilastro centrale per la transizione ecologica del nostro Paese.

Giornata mondiale del riciclo, la discussione in Senato

Il 17 marzo scorso, nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, si è svolto l’evento “L’economia circolare nell’era della crisi energetica”.

Alla presenza di rappresentanti politici, delle imprese, delle autorità, del sottosegretario al MITE Ilaria Fontana, è stato lanciato un monito da UNIRIMA, ASSORIMAP e ASSOFERMET.

Queste ultime costituiscono le principali associazioni nazionali di categoria nei settori della raccolta, recupero e riciclo di carta, plastica e metalli ferrosi e/o non ferrosi.

Si tratta di un comparto sempre più strategico, che conta circa 45mila addetti e 4mila impianti distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Il riciclo in Italia: i numeri

Il tasso di riciclo degli imballaggi di carta e cartone in Italia ha raggiunto e superato l’obiettivo europeo dell’85% fissato per il 2030.

La produzione di materia/end of waste carta da macero è pari a circa 6,7milioni di tonnellate, in aumento del 3,2% rispetto all’anno precedente.

In Italia è pari a 1milione e 800mila tonnellate la capacità installata di riciclo di materiali plastici, che rappresenta un potenziale enorme da valorizzare.

Per ogni tonnellata di materia plastica riciclata si risparmiano 1,9 tonnellate di petrolio. Inoltre, si riducono le emissioni di CO2 di 1,4 tonnellate, nonché quantità ingenti di energia elettrica.

Gli impianti di recupero di rottami ferrosi e non ferrosi annualmente raccolgono e riciclano circa 15milioni di tonnellate di materiale. Successivamente è avviato al comparto siderurgico e metallurgico in sostituzione delle materie prime vergini.

Le proposte delle Associazioni di impresa: concorrenza, semplificazione, investimenti

Le tre Associazioni di imprese sottolineano come le enormi criticità che si sono abbattute sull’economia globale stiano dimostrando la necessità di sviluppare una maggiore concorrenza.

Urge, dunque, colmare il divario di competitività che su molti fronti ancora separa l’Italia dal resto d’Europa. Occorre, pertanto, intervenire per ridurre le rendite monopolistiche, assicurando dinamiche competitive e agendo sulle criticità connesse alla mancata piena applicazione del principio di concorrenza.

La semplificazione del quadro normativo e amministrativo e gli investimenti nell’innovazione degli impianti di recupero di materia prima, restano pertanto tra gli obiettivi principali.

Il rialzo dei prezzi

Per quanto concerne l’impennata dei costi in bolletta, le tre associazioni rilevano come non siano più sufficienti interventi spot da applicare periodicamente.

Occorre, invece, studiare misure strutturali a beneficio delle imprese che contribuiscono fattivamente agli obiettivi della transizione ecologica attraverso il recupero della materia.

Nel complesso bisogna creare le condizioni affinché l’economia circolare si affermi compiutamente come leva per lo sviluppo sostenibile nel nostro Paese.

Non a caso, tra le quattordici risoluzioni adottate a Nairobi dall’Assemblea dell’ONU sull’Ambiente (UNEA), una è dedicata specificamente al sostegno dell’economia circolare.

L’obiettivo del testo è chiarito fin nel titolo: “Potenziare l’economia circolare come contributo al raggiungimento della sostenibilità di consumo e produzione”.

Un principio che, secondo le Associazioni, deve costituire la bussola in grado di orientare le future scelte in una stagione sempre più complessa.

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