ALL’ASILO CARLO EVANGELISTI, NEL CUORE DEL QUARTIERE MONTESPACCATO A ROMA, DA ANNI I BAMBINI GIOCANO A POCHI PASSI DALL’AMIANTO
Il sopralluogo
Scandaloso e vergognoso! Non ci sono altri termini per descrivere la situazione dell’asilo Carlo Evangelisti.
Nel cuore del quartiere Montespaccato a Roma, da anni i bambini giocano a pochi passi dall’amianto.
«Tutti devono sapere – dichiara l’avv. Ezio Bonanni – che, a distanza di trent’anni dalla legge 257 che lo ha messo al bando, le scuole in cui giocano e studiano i nostri figli sono ancora piene di amianto.
Esporre addirittura i bambini a questo pericoloso minerale è un crimine!
Ancora di più se, come in questo caso, altamente deteriorato perché il cemento perde la sua capacità aggrappante e le fibre killer sono più libere di disperdersi nell’aria».
Nel cortile dell’istituto, infatti, il tetto e la canna fumaria del locale caldaia sono in eternit in pessimo stato.
Come ha constatato di persona Bonanni (nella foto), che ha effettuato un sopralluogo all’edificio scolastico e ha potuto toccare con mano le onduline di cemento-amianto.
Queste, sono poste ad altezza d’uomo e si trovano sotto le finestre della mensa e delle aule in cui gli alunni fanno lezione.
Esattamente due anni fa, nell’ottobre del 2020, nell’ambito del progetto “Rimozione amianto nelle scuole comprese sul territorio del Municipio XIII”, il manufatto incriminato era già stato mappato e ne era stata disposta la rimozione.
Invece, per due anni ancora i bambini hanno continuato a respirare le fibre killer senza che nessuno prendesse provvedimenti.
Asl Roma 1 inefficiente, esposto ONA alla Procura di Roma
Il 19 maggio scorso, la presidente del comitato di quartiere “Insieme per Montespaccato”, Valentina Furcolo, ha inviato una segnalazione anche alla Asl Roma 1 che ha risposto invitando gli uffici “Tecnico” e “Scuole” di predisporre “le misure idonee ad evitare pericoli per la salute dei bambini”.
Purtroppo, fino a oggi, nessuno ha provveduto a mettere in sicurezza l’asilo.
Il suddetto comitato si è quindi rivolto all’Osservatorio Nazionale Amianto.
Il presidente dell’associazione, l’avvocato Ezio Bonanni, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, in seguito, poi, ha interessato la stampa.
L’asilo ha, perciò, disposto la sospensione delle uscite in cortile, il divieto di passaggio e ha isolato tettoia e canna fumaria.
Ma solo con nastro bianco e rosso.
Una misura tardiva e, per quanto riguarda il nastro, soprattutto inutile perché, spiega Bonanni, «non è stato posizionato neanche un telo protettivo che in qualche modo possa bloccare la dispersione delle fibre killer».
La Commissione Europea fa qualcosa
È del 28 settembre scorso la risoluzione della Commissione Europea, che ha presentato un pacchetto di misure contro i rischi legati all’amianto sul lavoro e negli edifici, soprattutto i più vecchi.
Questi ultimi, infatti, rappresentano una minaccia per la salute.
In particolare quando i materiali che contengono l’amianto vengono perturbati, con il conseguente rilascio di fibre che possono essere inalate.
Sono passati trent’anni dal 1992 quando è stata varata la legge 257 che ha vietato l’estrazione, l’importazione, la commercializzazione e la produzione di amianto e di prodotti contenenti amianto. Eppure in Italia le bonifiche tardano ad arrivare.
Spesso a causa della lentezza della burocrazia e, intanto, migliaia di persone restano esposte alla micidiale fibra killer con esiti nefasti.
L’esecutivo comunitario ha confermato che il 78% dei tumori professionali riconosciuti negli Stati membri è correlato all’amianto. Se inalate, ribadisce la Commissione, le fibre di amianto presenti nell’aria possono causare il mesotelioma e il cancro ai polmoni, con un tempo di latenza minimo di trent’anni dall’esposizione ai primi segni della patologia.
Ridotto di 10 volte il limite consentito di esposizione ad amianto
Il pacchetto di misure presentato da Bruxelles, quindi, punta al miglioramento di diagnosi e cure delle malattie causate dall’asbesto, all’identificazione e alla rimozione sicura dell’amianto e al trattamento dei relativi rifiuti. Quindi, la Commissione, sulla base dei più recenti sviluppi scientifici e tecnologici, propone di ridurre il limite massimo consentito di esposizione durante le ore di lavoro a un valore dieci volte inferiore a quello attuale (da 0,1 fibre per centimetro cubo (f/cm³) a 0,01 f/cm³).
Amianto nelle scuole e tutela dei minori
L’amianto nelle scuole rappresenta una violazione grave del diritto alla salute.
Ancora più inaccettabile quando coinvolge bambini.
La legge che ne ha vietato l’uso risale a oltre trent’anni fa.
Eppure, in molti edifici scolastici, la bonifica resta incompiuta.
La prevenzione non può essere rimandata.
Ogni ritardo espone i più piccoli a rischi che lo Stato ha il dovere di evitare.
La sicurezza degli ambienti scolastici deve essere una priorità assoluta.
Solo un’azione tempestiva può impedire nuove esposizioni e nuove vittime.
Su questi temi si fonda l’impegno per la tutela della salute pubblica, che richiede controlli, bonifiche e responsabilità chiare tutela della salute pubblica.





