ECOMONDO 2026 PORTA A RIMINI LE SFIDE DELL’ECONOMIA CIRCOLARE, TRA COSTI INDUSTRIALI, NUOVI IMPIANTI E RECUPERO DEI MATERIALI. DALLA PLASTICA AGLI OLI USATI, IMPRESE E CONSORZI AFFRONTANO GLI OSTACOLI CHE FRENANO IL RICICLO E PRESENTANO TECNOLOGIE PER VALORIZZARE I RIFIUTI
Ecomondo 2026, il riciclo alla prova dei costi: le sfide dell’economia circolare
Dal 3 al 6 novembre Rimini ospita Ecomondo, appuntamento dedicato alla transizione ecologica e all’economia circolare. Al centro del confronto figurano i problemi delle imprese che trasformano i rifiuti in nuove risorse. La raccolta cresce, ma costi, carenze negli impianti e concorrenza delle materie prime vergini ostacolano il recupero. Dalla plastica agli oli alimentari usati, la sfida riguarda anche le abitudini dei cittadini e gli investimenti industriali.
Plastica, aumenta la raccolta ma gli impianti rallentano
Il settore italiano degli imballaggi in plastica attraversa una fase difficile. Secondo i dati riportati da COREPLA, nel 2025 gli operatori hanno riciclato effettivamente 970mila tonnellate di imballaggi. La quota rappresenta il 49,6% degli imballaggi immessi al consumo, un valore vicino all’obiettivo europeo del 50%.
Tuttavia, l’aumento della raccolta incontra una capacità industriale in calo. Nel primo semestre 2026 la raccolta differenziata ha registrato 50mila tonnellate in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso tempo, gli impianti di selezione hanno perso una capacità pari a 11.500 tonnellate al mese. Di conseguenza, i materiali si accumulano nei depositi e gli operatori faticano a trasferirli verso gli impianti.
La plastica riciclata, inoltre, trova pochi acquirenti perché deve competere con quella vergine, disponibile a prezzi più bassi. Questa difficoltà economica mette sotto pressione l’intera filiera e aumenta il rischio di conseguenze sulla raccolta differenziata. Sicilia, Campania, Puglia, Lazio e Sardegna concentrano alcune delle criticità più rilevanti.
Per affrontare l’emergenza, COREPLA finanzia nuovi spazi di deposito e aumenta i compensi per le attività di riciclo e recupero. Il Consorzio sostiene anche i trasporti con contributi aggiuntivi e cerca nuovi acquirenti industriali in Europa e nei Paesi OCSE. Intanto, prosegue il confronto con istituzioni e imprese per accelerare le autorizzazioni e rafforzare gli impianti. Il presidente Giorgio Quagliuolo porterà l’attenzione sugli interventi necessari per garantire continuità al sistema.
Itelyum punta sul recupero del PET colorato
Le difficoltà del riciclo riguardano anche materiali che i processi tradizionali recuperano con maggiori limiti, come il PET colorato. Alcune tecnologie chimiche consentono di ottenere una materia con qualità paragonabile a quella vergine. Il passaggio dalla sperimentazione alla produzione industriale richiede però investimenti e condizioni economiche favorevoli.
Su questo fronte lavora Itelyum, gruppo italiano attivo nel recupero e nella rigenerazione dei rifiuti. L’azienda sviluppa un progetto di riciclo chimico del PET e prepara il passaggio dalla scala pilota a quella industriale. Il prossimo passo prevede un impianto a Cisterna di Latina, attraverso la riconversione di un sito produttivo esistente. L’amministratore delegato Marco Codognola approfondirà le prospettive del progetto e le condizioni necessarie per renderlo competitivo.
Il gruppo interviene anche nella gestione ambientale dei porti. Nel 2026 Itelyum ha introdotto a Trieste e Monfalcone un impianto mobile per trattare le acque di zavorra. Ha inoltre introdotto una nave ibrida per raccogliere i rifiuti di bordo. Il trattamento delle acque affronta il problema delle specie aliene che le navi possono trasferire tra mari diversi, minacciando gli ecosistemi.
A Ecomondo, l’azienda propone anche un totem interattivo basato sull’intelligenza artificiale. I visitatori possono porre domande e scegliere percorsi dedicati all’acqua e ai materiali recuperati. Il sistema trasforma poi una loro fotografia in un ritratto ambientato in uno scenario artificiale, da stampare e conservare.
L’olio usato diventa una risorsa per i biocarburanti
Anche un rifiuto comune come l’olio di frittura può alimentare un’attività industriale. Il recupero degli oli alimentari esausti permette infatti di ottenere nuove risorse, anche per produrre biocarburanti. Il percorso parte dalle cucine domestiche e dalla ristorazione, ma richiede una raccolta corretta.
CONOE dedica spazio a questo tema con un piccolo robot pensato per coinvolgere il pubblico. L’iniziativa spiega l’importanza di raccogliere l’olio usato ed evitare di versarlo nel lavandino. L’obiettivo consiste nel far conoscere una filiera che collega i comportamenti quotidiani alla produzione energetica. Resta centrale la capacità di raccogliere quantità maggiori e valorizzarle attraverso il recupero.
Sostenibilità, le imprese devono dimostrare i risultati
La comunicazione ambientale rappresenta un altro tema del confronto. Le imprese devono sostenere le proprie dichiarazioni con elementi concreti, mentre il quadro europeo richiede maggiore rigore. Per i consumatori diventa quindi essenziale distinguere gli impegni verificabili dai messaggi promozionali.
B Lab Italia affronta il rapporto tra trasparenza, certificazioni indipendenti e competitività. La country manager Veronica Fervier approfondirà le difficoltà che le aziende incontrano nel misurare e comunicare i propri risultati ambientali. L’organizzazione non profit, alla base del movimento delle B Corp, richiama anche l’attenzione sul greenhushing. Il termine descrive la scelta di alcune imprese di ridurre la comunicazione ambientale per timore di critiche o contestazioni.
Il tema riguarda quindi sia la credibilità dei messaggi sia la capacità delle aziende di documentare gli effetti delle proprie attività. Misurazioni e verifiche assumono un ruolo centrale per rendere comprensibili gli impegni e tutelare la reputazione.
Cartoni per bevande, il recupero deve crescere ancora
Anche i cartoni per bevande mostrano progressi e margini di miglioramento. Secondo i dati Comieco riportati nel materiale di presentazione, nel 2025 il tasso lordo di riciclo in Italia ha raggiunto il 45%. Inoltre, la separazione negli impianti di selezione è cresciuta del 12% nell’ultimo anno. Questi indicatori evidenziano l’esigenza di migliorare ulteriormente la raccolta e il recupero dei materiali.
FBCA porta al confronto le prospettive del settore, anche alla luce del Regolamento europeo sugli imballaggi, il PPWR, e del futuro Circular Economy Act. Il dibattito riguarda gli investimenti necessari, l’innovazione degli impianti e gli effetti delle politiche europee sulle imprese. Per tutti i settori coinvolti, la crescita della raccolta richiede impianti adeguati e un mercato capace di acquistare i materiali recuperati.




