lunedì, Settembre 14, 2026

Lama Balice, natura e inclusione senza barriere. A Bari

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A BARI, CENTO PERSONE CON DISABILITÀ HANNO CONTRIBUITO ALLA CURA DI LAMA BALICE ATTRAVERSO LABORATORI, INCONTRI CON LE SCUOLE E PROPOSTE PER MIGLIORARE L’ACCESSIBILITÀ. IL PROGETTO HA UNITO TUTELA DELLA NATURA E PARTECIPAZIONE SOCIALE

Bari, cento persone con disabilità protagoniste della cura di Lama Balice

Due anni tra natura, incontri e attività condivise hanno coinvolto cento persone con disabilità nella conoscenza e nella cura del Parco Naturale Regionale della Lama Balice.

Il progetto Sentinelle di BioDiversità ha unito la tutela dell’ambiente alla partecipazione sociale, offrendo ai partecipanti occasioni per imparare, costruire relazioni e condividere competenze. Inoltre, il gruppo ha esaminato i percorsi del parco e raccolto proposte per renderli più accessibili.

Dalle attività nella natura alla cura del parco

L’idea ha preso il via nell’ottobre 2024 a Villa Framarino, sede del Centro di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità del parco regionale. La cooperativa sociale Tracceverdi ha coordinato le attività insieme con la cooperativa sociale Arcoiris e al movimento Pro Lama Balice APS.

L’iniziativa ha vinto l’avviso nazionale Periferie inclusive e ricevuto il contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri, attraverso il ministro per le Disabilità.

Il percorso ha coinvolto quaranta persone nel primo anno e sessanta nel secondo. Inizialmente, i partecipanti hanno esplorato l’ambiente attraverso esperienze sensoriali, laboratori e osservazioni di piante e animali. Successivamente, hanno curato il verde, l’orto sociale e il giardino delle farfalle, contribuendo direttamente alla manutenzione degli spazi.

Laboratori e incontri con le scuole

Nel primo anno, il programma ha proposto cinquanta incontri formativi e laboratori, quattro eventi pubblici e circa 175 ore di attività diretta. Nel secondo anno, nuovi partecipanti hanno arricchito il gruppo, mentre la progettazione condivisa ha assunto un peso maggiore. Gli appuntamenti aperti al pubblico hanno inoltre favorito il confronto con scuole, cittadini e realtà locali.

Durante gli incontri sulla biodiversità animale, le Sentinelle hanno accompagnato i bambini alla scoperta degli uccelli e degli insetti impollinatori. Hanno anche affiancato i più piccoli nelle attività di piantumazione, condividendo le conoscenze acquisite. In questo modo, i partecipanti hanno assunto un ruolo educativo e contribuito ad avvicinare altre persone alla vita del parco.

Le proposte per migliorare l’accessibilità

Nella fase conclusiva, il gruppo ha concentrato l’attenzione sulle difficoltà che possono ostacolare la visita e l’utilizzo degli spazi. Le Sentinelle hanno esaminato i percorsi, individuato problemi e suggerito possibili interventi. Le loro osservazioni confluiranno in una guida pratica sull’accessibilità, che raccoglierà indicazioni basate sull’esperienza diretta.

Fulvia Funaro, presidente di Tracceverdi, ha evidenziato la crescita della partecipazione, delle relazioni e del desiderio di tornare alle attività. Ha inoltre ricordato l’importanza degli incontri scolastici, durante i quali le Sentinelle hanno trasmesso ai bambini quanto avevano imparato. Secondo Funaro, il percorso ha permesso a ciascuno di sentirsi parte del parco e di vedere riconosciuto il proprio contributo.

«Abbiamo visto crescere nel tempo la partecipazione, l’entusiasmo, la socialità e la voglia di tornare alle attività: è forse questo il risultato più bello, aver creato occasioni in cui ciascuno potesse sentirsi parte del parco e riconosciuto per il contributo che può dare». Ha detto Funaro.

Il confronto tra Comune, Regione e associazioni

A Palazzo della Città, Michelangelo Cavone, Elda Perlino, Elisabetta Vaccarella e Fulvia Funaro hanno presentato i risultati del progetto.

Michelangelo Cavone, assessore alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti civili, ha sottolineato il legame tra autonomia, esperienze concrete e relazioni. Secondo l’assessore, il contatto con la natura favorisce la partecipazione e offre opportunità importanti alle persone più esposte all’isolamento.

«Valorizzare un luogo prezioso come Lama Balice significa trasformare un patrimonio ambientale in un patrimonio di opportunità, autonomia e inclusione».

Elda Perlino, assessora all’Ambiente, ha richiamato il valore della collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità locale. A suo giudizio, le attività condivise permettono a Lama Balice di diventare uno spazio nel quale ogni persona può contribuire. Questa collaborazione, ha spiegato, rafforza il rapporto con il territorio e crea nuove occasioni di incontro.

Elisabetta Vaccarella, vicepresidente del Consiglio regionale pugliese, ha indicato l’esperienza come una possibile base per iniziative simili in altri comuni della regione.

Ha evidenziato soprattutto il ruolo delle persone con disabilità, che attraverso il progetto hanno contribuito alla cura dell’ambiente e all’apprendimento dei bambini.

Per Vaccarella, proseguire su questa strada significa rendere Lama Balice sempre più accessibile e valorizzarne il patrimonio naturale.

«Uno degli elementi più significativi del progetto è il cambio di prospettiva che propone: le persone che ricevono cura diventano a loro volta protagoniste della cura degli altri e del territorio. È un modello su cui continuare a investire, capace di unire inclusione, partecipazione e valorizzazione del patrimonio ambientale».

Il 17 settembre la festa a Villa Framarino

Il progetto termina giovedì 17 settembre, alle ore 10, a Villa Framarino, a Lama Balice, un parco oltre le barriere. La festa conclusiva riunirà i partecipanti per celebrare il percorso condiviso. Durante la mattinata, gli organizzatori consegneranno gli attestati, riconoscendo l’impegno e il contributo di ciascuno.

(In copeertina Villa Framarino, sede del Parco Naturale Regionale di Lama Balice)

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