COME PUÒ UNA GRANDE CITTÀ PREPARARSI AGLI EFFETTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO? A ROMA, UNA PASSEGGIATA LUNGO IL TEVERE PROPONE AI CITTADINI UN MODO CONCRETO PER OSSERVARE DA VICINO INTERVENTI, PROGETTI E SOLUZIONI LEGATI ALLA RESILIENZA URBANA, AL VERDE E ALLA BIODIVERSITÀ
L’appuntamento tiberino
L’evento si è tenuto al Parco d’Affaccio sul Tevere, nell’area del Flaminio compresa tra Ponte Risorgimento e Ponte Matteotti.
L’iniziativa, Climate Walk del Patto Europeo per il Clima, è stata ideata dagli ambasciatori Silvia Di Gennaro e Giuseppe D’Ippolito. Il percorso è stato realizzato in collaborazione con Fondazione Marevivo ETS e con il patrocinio dell’assessorato all’Ambiente di Roma Capitale.
Il Tevere come punto di osservazione sul cambiamento climatico
Il fiume costituisce uno degli spazi in cui è possibile osservare il rapporto tra città, natura e cambiamenti climatici.
Durante la passeggiata i partecipanti hanno potuto conoscere alcuni interventi realizzati lungo il Tevere e approfondire il ruolo del verde urbano e della biodiversità nella costruzione di una città più preparata alle trasformazioni climatiche.
La Climate Walk punta inoltre a collegare i grandi temi ambientali ai luoghi vissuti ogni giorno dai cittadini.
Dalla mitigazione alla resilienza urbana
Il percorso ha permesso di affrontare diversi aspetti dell’azione climatica. Tra questi ci sono la mitigazione delle emissioni, l’adattamento agli impatti climatici e il recupero degli ecosistemi naturali.
Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il Patto Europeo per il Clima, iniziativa dell’Unione Europea che mira a coinvolgere cittadini e organizzazioni nell’azione per il clima.
Tra gli argomenti previsti figura inoltre la Missione europea “100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030”, alla quale la città di Roma partecipa.
La Climate Walk ha offerto quindi anche l’opportunità di collegare le iniziative locali con le politiche europee dedicate alla transizione climatica e alla tutela della natura.
Biodiversità urbana, un elemento centrale
A seguire il gruppo durante il percorso tra gli altri Bruno Cignini, docente dell’Università di Roma Tor Vergata e studioso dell’ecosistema urbano e della biodiversità della capitale.
Il tema della biodiversità assume un ruolo sempre più importante nella pianificazione delle città. Parchi, aree verdi e spazi naturali possono infatti contribuire alla qualità dell’ambiente urbano e diventare parte delle strategie di adattamento.
Arrivo al Floating Hub di Marevivo
La Climate Walk ha proseguito per poco meno di un chilometro lungo il Tevere dove ha raggiunto il Floating Hub di Marevivo, allo Scalo De Pinedo, sul Lungotevere Arnaldo da Brescia.
La struttura ospita il Centro della Biodiversità fluviale e urbana di Roma, nato dalla collaborazione tra Marevivo e CNR.
Qui i partecipanti hanno potuto conoscere le attività del centro e approfondire alcuni dei progetti dedicati alla biodiversità fluviale e urbana. Saranno inoltre illustrate iniziative e proposte legate alla risposta agli effetti del cambiamento climatico.
Informarsi sul clima e riconoscere la disinformazione
Tra le campagne promosse dal Patto Europeo per il Clima c’è la ClimateFactsMatter, dedicata alla capacità dei cittadini di orientarsi tra informazioni attendibili e contenuti fuorvianti sul cambiamento climatico.
Uno degli strumenti utilizzati è il cosiddetto “prebunking”. L’approccio consiste nel fornire in anticipo strumenti utili a riconoscere le tecniche di manipolazione dell’informazione, invece di intervenire soltanto dopo la diffusione di una notizia falsa.
L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza e incoraggiare un approccio critico alle informazioni ambientali, soprattutto in un contesto digitale caratterizzato dalla rapida circolazione dei contenuti.
L’itinerario è terminato al Floating Hub di Marevivo allo Scalo De Pinedo.





