giovedì, Giugno 25, 2026

Learn out: le Dolomiti Friulane diventano aule a cielo aperto

Ultime News

NATURA AL POSTO DELLO SMARTPHONE, ESPLORAZIONE AL POSTO DELLO SCHERMO. NELLE DOLOMITI FRIULANE NASCE UN NUOVO MODELLO DI TURISMO EDUCATIVO CHE INVITA BAMBINI E FAMIGLIE A IMPARARE ATTRAVERSO IL GIOCO, L’ESPERIENZA DIRETTA E LA SCOPERTA DEL TERRITORIO. OLTRE TRENTA ATTIVITÀ E PERCORSI IMMERSIVI TRASFORMANO BOSCHI, PRATI E SITI ARCHEOLOGICI IN AULE A CIELO APERTO

Learn out: nelle Dolomiti friulane la sfida alla noia digitale passa dalla natura

Come convincere bambini e ragazzi ad apprezzare una passeggiata in montagna nell’epoca degli smartphone e dei social network?

È una domanda che molte famiglie si pongono durante le vacanze e che riflette un cambiamento profondo negli stili di vita contemporanei. Sedentarietà, utilizzo crescente dei dispositivi digitali e soglie di attenzione sempre più ridotte rendono infatti più difficile per molti giovani entrare in relazione con gli ambienti naturali.

Proprio da questa riflessione è nato Learn Out – Educare attraverso il patrimonio naturale e culturale, un progetto che punta a trasformare il territorio in una grande palestra educativa all’aperto.

L’iniziativa propone un approccio semplice ma innovativo: imparare visitando, vivere il paesaggio come esperienza e trasformare ogni escursione in un’occasione di scoperta.

Cos’è il progetto Learn Out e chi lo ha realizzato?

Learn Out è stato finanziato dal Programma Interreg VI-A Italia-Austria ed è nato grazie alla collaborazione tra numerosi partner italiani e austriaci, tra cui l’Ecomuseo Lis Aganis, il GAL Alta Marca Trevigiana, la Provincia di Treviso e l’Università di Innsbruck.

L’obiettivo è costruire una rete capace di valorizzare piccoli patrimoni culturali e naturali spesso poco conosciuti, mettendo in connessione ecomusei, centri visita e realtà territoriali.

Si tratta di un modello che unisce educazione, turismo sostenibile e sviluppo locale, contribuendo a creare nuove opportunità per le comunità che vivono nelle aree montane e rurali.

Il progetto è stato avviato nel 2024 nell’ambito della priorità dedicata al turismo sostenibile e culturale e si propone di diventare un modello replicabile anche in altri territori europei.

Perché le Dolomiti friulane sono il luogo ideale per sperimentare questo modello?

Lo scenario scelto per la sperimentazione è quello delle Dolomiti friulane, nella provincia di Pordenone. Si tratta di un territorio di straordinario valore paesaggistico che, rispetto ad altre aree alpine più famose, ha conservato una dimensione più autentica e meno soggetta alle pressioni dell’overtourism.

Questa caratteristica rappresenta un vantaggio importante. In un momento in cui molte destinazioni turistiche devono affrontare problemi legati al sovraffollamento, le Dolomiti friulane offrono la possibilità di sviluppare un turismo più lento, rispettoso dell’ambiente e capace di distribuire i benefici economici sul territorio.

L’approccio proposto da Learn Out punta infatti a valorizzare le risorse esistenti senza trasformarle in attrazioni di massa, favorendo invece esperienze profonde e partecipative.

Come funziona il modello “imparare visitando”?

Il cuore dell’iniziativa è il cosiddetto Modello Learn Out, sviluppato sotto il coordinamento dell’Università di Innsbruck. Il principio è quello di superare la visita tradizionale e passiva per coinvolgere direttamente i partecipanti in attività pratiche, esplorazioni e giochi educativi.

In questo modo bambini, famiglie e scuole non si limitano a osservare il territorio ma diventano protagonisti dell’esperienza. L’apprendimento avviene attraverso l’azione, la curiosità e il contatto diretto con l’ambiente naturale.

Si tratta di una metodologia che trova solide basi nella pedagogia esperienziale e nell’educazione ambientale contemporanea, secondo cui la conoscenza si consolida più facilmente quando viene associata a esperienze concrete e significative.

Oltre trenta attività per diventare esploratori del territorio

In Friuli Venezia Giulia il modello è stato applicato a tre aree simbolo del territorio: i Magredi di Vivaro, il sito UNESCO del Palù di Livenza e il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.

Qui sono state sviluppate oltre trenta attività didattiche e un itinerario esperienziale di tre giorni composto da quindici missioni e tre grandi avventure, già disponibili per il pubblico a partire dall’estate 2026.

Le attività sono state progettate per stimolare l’osservazione, il ragionamento e il coinvolgimento emotivo dei partecipanti. L’obiettivo non è soltanto trasmettere informazioni, ma favorire una vera relazione con il territorio.

Il passaporto dell’esploratore e le missioni nella natura

Uno degli strumenti più originali del progetto è il Passaporto dell’Esploratore. Consegnato ai bambini, documenta le attività completate e le sfide affrontate durante il percorso.

Attraverso questo strumento i partecipanti vengono coinvolti in tre mondi tematici.

  • Nel “Passato remoto” imparano a diventare scienziati dell’acqua e scoprono come costruivano le palafitte le popolazioni preistoriche.
  • Nel percorso dedicato alla “Vita nascosta” esplorano il funzionamento dei suoli, comprendono i processi naturali e osservano la biodiversità tipica degli ambienti dolomitici.
  • Infine, nella missione chiamata “Forza selvaggia”, si trasformano in detective della natura imparando a riconoscere impronte, tracce, foglie e suoni della montagna.

L’approccio ludico diventa così uno strumento per acquisire competenze scientifiche e sviluppare una maggiore sensibilità ambientale.

Educazione ambientale e turismo sostenibile possono crescere insieme?

Il progetto offre una risposta concreta a questa domanda. Le attività non sono state pensate esclusivamente per i residenti o per le scuole ma anche come una nuova proposta turistica capace di attrarre famiglie interessate a esperienze autentiche e formative.

In un periodo storico in cui il turismo cerca modelli più sostenibili, iniziative come Learn Out dimostrano che la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale può andare di pari passo con la crescita economica locale.

La natura non viene utilizzata come semplice sfondo per attività ricreative. Essa diventa protagonista di un processo educativo che aiuta a comprendere il valore degli ecosistemi e la necessità della loro tutela.

I risultati ottenuti e gli sviluppi futuri

I primi risultati confermano il potenziale dell’iniziativa. Il sito UNESCO del Palù di Livenza ha registrato oltre quattromila visitatori nel primo anno del progetto. Ci si prepara ad accogliere un numero ancora maggiore di persone grazie alle nuove attività previste e all’apertura di due punti informativi stagionali.

Fino a oggi il progetto ha coinvolto oltre venti operatori tra guide e professionisti del territorio. L’obiettivo è estendere progressivamente la rete ai ventisette comuni che fanno parte dell’Ecomuseo Lis Aganis.

La prospettiva è quella di costruire un sistema diffuso di esperienze educative e turistiche capace di rafforzare l’identità dei territori e di creare nuove opportunità per le comunità locali.

Un antidoto alla disconnessione dalla natura

Dietro Learn Out c’è una sfida che riguarda molto più del turismo. Negli ultimi decenni numerosi studi hanno evidenziato come bambini e adolescenti trascorrano sempre meno tempo all’aperto. Ciò ha conseguenze che riguardano non solo il benessere fisico, ma anche la capacità di osservare, esplorare e sviluppare un rapporto diretto con il mondo naturale.

In questo contesto, iniziative come quella sviluppata nelle Dolomiti friulane assumono un valore che va oltre la semplice offerta ricreativa. Diventano strumenti di educazione ambientale, di cittadinanza attiva e di costruzione di una nuova cultura della sostenibilità.

Perché imparare a riconoscere un’impronta nel fango, osservare il volo di un rapace o capire come funziona un ecosistema non significa soltanto acquisire conoscenze. Significa anche imparare a sentirsi parte di quel paesaggio e sviluppare la consapevolezza necessaria per proteggerlo in futuro.

Numero verde ONA

spot_img
5 per 1000 Osservatorio Vittime del Dovere APS
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili