sabato, Agosto 15, 2026

Soccorso sanitario avanzato in ambiente impervio: la Lombardia apre la strada

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LA LOMBARDIA INAUGURA UN NUOVO MODELLO DI EMERGENZA SANITARIA DESTINATO A MIGLIORARE L’ASSISTENZA NELLE SITUAZIONI PIÙ COMPLESSE. GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE TRA REGIONE, AREU E CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO, SARÀ POSSIBILE PORTARE CURE AVANZATE ANCHE NEI LUOGHI DOVE AMBULANZE ED ELISOCCORSO NON RIESCONO AD ARRIVARE

Un modello innovativo per il soccorso

La Lombardia è la prima Regione italiana ad attivare un servizio strutturato di Soccorso Sanitario Avanzato in Ambiente Impervio, SAAI. Operativo dal 1° agosto 2026, il nuovo sistema consente di garantire assistenza sanitaria avanzata in contesti montani, ipogei e in tutte le aree particolarmente difficili da raggiungere quando le condizioni meteorologiche o ambientali impediscono l’intervento dell’elisoccorso o di altri mezzi tradizionali.

Il progetto è stato presentato a Palazzo Lombardia dall’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, insieme con i vertici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) Lombardia e di Areu, Agenzia Regionale Emergenza Urgenza.

Una rete fatta di professionisti altamente specializzati

Il nuovo servizio nasce dalla collaborazione tra Regione Lombardia, Areu, CNSAS, Asst (Azienda Socio-Sanitaria Territoriale), Farmacie ospedaliere e Direzione Generale Welfare.

Le quattro Sale Operative Regionali dell’Emergenza Urgenza (SOREU) e la Centrale Regionale di Elisoccorso (CRELI) possono ora attivare squadre composte da medici e infermieri del Soccorso Alpino, professionisti formati sia dal punto di vista sanitario sia tecnico-alpinistico, in grado di operare in piena sicurezza negli ambienti più complessi.

Farmacia ospedaliera

Bertolaso: «Un passo avanti per l’emergenza sanitaria»

Per l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso il nuovo servizio rappresenta un’importante evoluzione del sistema di emergenza.

«Si tratta di un servizio fondamentale quando non si riesce ad arrivare con le ambulanze o con gli elicotteri perché c’è brutto tempo oppure perché l’intervento avviene in una grotta. Adesso i volontari del Soccorso Alpino possono operare con tutti gli strumenti sanitari a loro disposizione. Abbiamo ampliato lo spettro di azione dell’emergenza-urgenza in Lombardia con le migliori competenze e professionalità. È un passo avanti del quale tutti i cittadini potranno beneficiare».

Astori: «Valorizzate le competenze dei sanitari del Soccorso Alpino»

Il presidente del CNSAS Lombardia, Marco Astori, ha sottolineato come il progetto mette finalmente a disposizione dei pazienti tutte le competenze già presenti tra i volontari del Soccorso Alpino.

«Con questo progetto portiamo il soccorso sanitario avanzato anche negli ambienti impervi e montani. Fino a oggi medici e infermieri che operavano nei mezzi di soccorso di Areu, una volta indossata la divisa del Soccorso Alpino, non potevano utilizzare le competenze sanitarie avanzate di cui già disponevano. Grazie al lavoro svolto insieme ad Areu e Regione Lombardia potranno intervenire anche in montagna applicando gli stessi protocolli dell’emergenza-urgenza regionale. La Lombardia è la prima Regione italiana ad aver realizzato una procedura di questo tipo».

Astori ha evidenziato anche i benefici concreti per i pazienti, ricordando come una persona ferita possa rimanere per diverse ore in barella prima del trasporto e quanto sia determinante poter garantire cure avanzate e un’adeguata gestione del dolore fin dalle prime fasi del soccorso.

Lombardo: «Un progetto nato dall’esperienza sul campo»

Per il direttore generale di Areu, Massimo Lombardo, il nuovo servizio è il risultato di un lungo lavoro condiviso tra tutte le componenti del sistema sanitario regionale.

«Questo progetto nasce dall’analisi delle esigenze reali del sistema dell’emergenza-urgenza ed è il frutto di una stretta collaborazione tra Areu, CNSAS, Asst e Direzione Welfare, soprattutto per l’organizzazione delle dotazioni di farmaci e dispositivi sanitari. L’ambiente impervio non coincide soltanto con la montagna, ma comprende tutti quei contesti in cui raggiungere il paziente è particolarmente complesso, come aree boschive o collinari. In questi scenari i volontari del Soccorso Alpino diventano a tutti gli effetti soccorritori del sistema sanitario regionale».

Un sistema fortunatamente in crescita

Il nuovo servizio rappresenta l’evoluzione di una collaborazione consolidata tra il Sistema sanitario regionale e il Soccorso Alpino lombardo. Nel solo 2025 il CNSAS Lombardia è intervenuto in oltre 1.800 operazioni di soccorso, prestando assistenza a quasi 2mila persone.

Tra i volontari figurano numerosi professionisti sanitari: ventiquattro infermieri già abilitati agli algoritmi clinico-assistenziali dei mezzi di soccorso avanzato di Areu e trentaquattro medici, dei quali quattordici operano anche nel sistema regionale dell’emergenza-urgenza.

Il progetto valorizza proprio questa doppia competenza, consentendo di applicare in ambiente impervio gli stessi protocolli utilizzati quotidianamente nei servizi di emergenza sanitaria.

Dodici algoritmi clinici e una rete di postazioni operative

Per assicurare interventi uniformi ed efficaci sono stati sviluppati dodici algoritmi clinico-assistenziali dedicati alle principali emergenze, tra cui trauma maggiore, dolore toracico, crisi convulsive, reazioni anafilattiche e trattamento del dolore.

Sono inoltre state attivate dodici postazioni strategiche distribuite sul territorio regionale, dotate di farmaci, dispositivi sanitari avanzati, monitor multiparametrici, sistemi per la trasmissione dell’elettrocardiogramma e zaini sanitari dedicati. In Valtellina risultano già operative, 24 ore su 24, le basi di Livigno, Bormio e Caiolo.

Prossimo obiettivo? Andare verso un servizio sempre più capillare

Nei prossimi mesi Regione Lombardia valuterà un possibile ampliamento della rete delle postazioni di Soccorso Sanitario Avanzato in Ambiente Impervio sulla base dei risultati ottenuti nella fase iniziale.

L’obiettivo è rendere il servizio sempre più efficiente e diffuso, offrendo ai cittadini lombardi un’ulteriore garanzia di assistenza sanitaria avanzata anche nei luoghi più difficili da raggiungere e nelle situazioni di emergenza più complesse.

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