LE SCUOLE POSSONO DIVENTARE SPAZI DECISIVI PER AFFRONTARE LA CRISI CLIMATICA. A MILANO ESPERTI, STUDENTI E ISTITUZIONI DISCUTONO IL FUTURO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA URBANA. CONFERENZA SABATO 23 MAGGIO 2026, AL MUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA “LEONARDO DA VINCI”
Scuole e clima, da Milano parte il confronto sulla transizione ecologica delle città
La crisi climatica impone nuove strategie per proteggere città e comunità. Ridurre le emissioni resta una priorità assoluta. Tuttavia, oggi diventa indispensabile anche adattare i territori agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico.
Tra le emergenze più frequenti spiccano le lunghe ondate di calore, che mettono sotto pressione gli spazi urbani e la qualità della vita. In questo scenario, la scuola può assumere un ruolo decisivo. Gli istituti scolastici, infatti, possono diventare punti di riferimento civici e strumenti concreti di rigenerazione urbana, soprattutto nei quartieri.
È questo il tema al centro della conferenza “Dalla Classe alla Città: le Scuole nella Transizione Climatica”, in programma sabato 23 maggio 2026, dalle 9 alle 13, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, di Milano.
L’iniziativa, organizzata dal Patto Europeo per il Clima Italia, riunirà istituzioni, esperti, insegnanti e studenti sia in presenza sia in streaming. L’obiettivo sarà capire se le scuole italiane possano partecipare in modo attivo alla transizione climatica dei territori.
Il confronto prenderà spunto da diverse esperienze europee. In molte città, infatti, gli edifici scolastici stanno diventando veri e propri “rifugi climatici”, capaci di offrire protezione alla popolazione durante gli eventi estremi.
Al centro della giornata emergerà quindi una domanda sempre più urgente: quale contributo possono offrire le scuole alla trasformazione ecologica delle città?
Il Patto Europeo per il Clima punta sul coinvolgimento dei cittadini
Il Patto Europeo per il Clima rappresenta una delle principali iniziative europee dedicate alla resilienza ambientale e sociale.
In Italia la rete coinvolge centootto ambasciatori e otto partner. A livello europeo, invece, partecipano circa 1.200 ambasciatori e oltre cento organizzazioni.
Il progetto sostiene un principio preciso. La transizione ecologica non può dipendere soltanto da norme e strategie istituzionali. Al contrario, richiede la partecipazione diretta di cittadini, scuole, associazioni e amministrazioni locali.
Secondo il Patto, soltanto una collaborazione diffusa può favorire un futuro realmente sostenibile.
«La nostra sfida oggi – spiega il team leader del Patto Europeo per il Clima alla Direzione Generale per il Clima della Commissione Europea Leonardo Di Filippo – è tradurre l’ambizione europea in azioni concrete sul territorio, perché la crisi climatica può solo essere superata insieme ai cittadini, con soluzioni su misura per regioni, città e quartieri».
Le scuole possono diventare nuovi spazi pubblici di comunità
L’apertura delle scuole durante i mesi estivi e nei periodi più caldi potrebbe offrire benefici che vanno oltre l’emergenza climatica.
Questi spazi, infatti, potrebbero contrastare anche l’indebolimento delle relazioni sociali e la crescente mancanza di luoghi pubblici di prossimità.
La scuola rappresenta uno spazio familiare, riconoscibile e frequentato quotidianamente da una parte importante della popolazione. Insegnanti, studenti, famiglie e personale scolastico formano una rete sociale molto ampia.
Per questo motivo, gli edifici scolastici possono rafforzare il legame con il territorio, favorire il dialogo tra cittadini e creare nuove occasioni di partecipazione.

Luca Mercalli: “Grave ignorare la crisi climatica”
Durante la conferenza interverrà anche Luca Mercalli, ambasciatore del Patto Europeo per il Clima.
Il climatologo propone una riflessione sul rapporto tra educazione e transizione ecologica.
«La crisi climatica e ambientale sembra scomparsa dai radar della politica e dell’economia – spiega Mercalli –: grave errore trascurarla, perché perderemmo la finestra di prevenzione degli scenari peggiori, che inesorabilmente va chiudendosi. Un’Europa innovatrice e autorevole, sostenibile ed energeticamente autosufficiente, indicherebbe invece la strada al resto del mondo».
Le esperienze europee trasformano le scuole in hub territoriali
In molte realtà europee e italiane le scuole stanno già assumendo nuove funzioni urbane e sociali.
Diversi progetti stanno trasformando gli istituti in hub di comunità, aperti al quartiere e integrati nella vita quotidiana dei cittadini.
Questo percorso si collega anche al nuovo Regolamento europeo sul Ripristino della Natura. Il testo sottolinea infatti che il ripristino ambientale “non rappresenta soltanto una questione tecnica, ma anche una sfida culturale ed educativa”.
In questa prospettiva, il futuro Piano Nazionale di Ripristino potrebbe valorizzare maggiormente il ruolo degli edifici scolastici.
L’obiettivo sarebbe coinvolgere gli studenti nei processi di adattamento climatico dei territori, rafforzando partecipazione civica, senso di responsabilità e qualità delle decisioni pubbliche.
Il ruolo dell’educazione nell’epoca dei rischi globali
Tra gli interventi previsti ci sarà anche quello di Maria Chiara Pettenati, dirigente dell’Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa (INDIRE) e ambasciatrice del Patto.
Pettenati analizza il ruolo della scuola in un periodo segnato da rischi globali sempre più complessi.
«L’85% dei docenti europei ritiene cruciale l’educazione alla preparedness, ovvero alla preparazione a eventi sistemici e rischi di varia natura (ambientale, informatica, geopolitica) eppure quasi la metà delle scuole si dichiara impreparata. Partendo dai dati del Rapporto Eurydice 2025 su questo tema, che ci rappresentano una situazione europea molto eterogenea e direi ancora lontana da un approccio sistemico – spiega l’ambasciatrice Maria Chiara Pettenati -. Penso che sia importante allargare lo sguardo per affrontare un futuro pieno di shock. Oltre l’emergenza, vorrei riflettere sul modello 4P+T (Prevenire, Preparare, Proteggere, Promuovere, Trasformare) per fare dell’educazione un motore di reale resilienza trasformativa e di sviluppo sostenibile. Non un approccio all’emergenza, ma un movimento attivo per la trasformazione».
Rigenerazione urbana e comunità energetiche al centro del dibattito
La seconda parte della conferenza entrerà nel merito di alcuni temi strategici.
I partecipanti discuteranno il ruolo delle scuole come spazi di protezione climatica aperti alla cittadinanza. Inoltre, il confronto analizzerà il contributo degli istituti nelle politiche locali di rigenerazione urbana.
Un altro focus riguarderà il potenziale delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali all’interno del sistema scolastico.
Tra i casi studio presentati ci sarà anche l’esperienza del Liceo Majorana di Desio (Provincia di Monza e della Brianza). Qui la riqualificazione di un parcheggio urbano è diventata l’occasione per sperimentare soluzioni basate sulla natura.
Il progetto ha inoltre favorito nuove forme di collaborazione tra scuola, cittadini e territorio.
Milano ospita il confronto sulle città resilienti del futuro
L’appuntamento milanese rientra nel percorso promosso dal Patto Europeo per il Clima per avvicinare le strategie europee alle comunità locali.
La conferenza punta infatti a valorizzare il contributo di scuole, studenti e cittadini nella costruzione di città più resilienti, inclusive e sostenibili.
L’obiettivo finale resta quello di trasformare gli istituti scolastici in protagonisti attivi della transizione ecologica urbana, rafforzando allo stesso tempo la coesione sociale dei quartieri.





