sabato, Maggio 2, 2026

Amianto, Napoli: ricalcolo pensione per ex operaio Gecom

Ultime News

UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI NAPOLI RIAPRE IL TEMA DEI DIRITTI DELLE VITTIME DI AMIANTO. L’EX OPERAIO CLAUDIO LO MORIELLO OTTIENE IL RICALCOLO DELLA PENSIONE E GLI ARRETRATI DOPO IL RICONOSCIMENTO DELLA MALATTIA PROFESSIONALE

Amianto, il Tribunale di Napoli condanna l’INPS: ricalcolo della pensione per l’ex operaio Gecom Claudio Lo Moriello

“Il riconoscimento della rivalutazione contributiva è un diritto autonomo del lavoratore. Quindi, anche dopo il pensionamento questi diritti possono essere fatti valere”.

 Il passaggio chiave della sentenza

Il Tribunale partenopeo ha emesso una sentenza che riconosce importanti diritti previdenziali a Claudio Lo Moriello, ex operaio dello stabilimento Gecom di Pozzuoli.

Il giudice ha stabilito che l’INPS deve riconoscere all’uomo la rivalutazione dei contributi previdenziali. Inoltre, l’istituto dovrà ricostituire la sua posizione contributiva e ricalcolare la pensione.

La decisione prevede anche il pagamento degli arretrati maturati nel tempo.

Nel corso del procedimento, il giudice ha accertato che il lavoratore ha operato per circa vent’anni in un ambiente contaminato da fibre e polveri di amianto.

«Questa sentenza arriva al termine di una vicenda giudiziaria lunga e molto dolorosa – dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale del lavoratore -. Parliamo di operai che hanno lavorato per anni in ambienti contaminati dalla fibra killer. Prima il riconoscimento, poi la revoca e perfino le richieste di restituzione delle somme. Una situazione estremamente pesante. Ci auguriamo che questa decisione possa rappresentare un segnale importante anche per gli altri operai dello stabilimento Gecom e per tutti i lavoratori esposti all’amianto – sottolinea il difensore -. Chi ha subito un danno alla salute ha diritto non solo al riconoscimento della malattia, ma anche alla piena tutela previdenziale».

 I primi problemi di salute dopo la pensione

Poco tempo dopo il pensionamento, Claudio Lo Moriello ha iniziato a manifestare i primi problemi respiratori.

Nel 2022 l’ex operaio dello stabilimento Gecom di Pozzuoli ha ottenuto dall’INAIL il riconoscimento della malattia professionale causata dall’esposizione all’amianto.

Successivamente, nel 2023, Lo Moriello ha presentato all’INPS una richiesta di ricostituzione della propria posizione previdenziale. L’obiettivo era adeguare la pensione alla nuova situazione contributiva.

L’istituto ha però respinto la domanda. Per questo motivo il lavoratore è stato costretto ad avviare un nuovo ricorso giudiziario per far valere i propri diritti.

 Una vicenda lunga e dolorosa

La storia giudiziaria dell’ex operaio è stata particolarmente complessa e dolorosa.

In un primo momento, infatti, il lavoratore aveva ottenuto il riconoscimento dei propri diritti. Tuttavia quella decisione è stata successivamente ribaltata in appello.

Il provvedimento ha portato anche alla revoca dei benefici già concessi. Inoltre sono arrivate paradossali richieste di restituzione delle somme che l’uomo aveva già percepito.

 Il ruolo dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Per l’esito della causa è stata determinante la tutela garantita dall’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il lavoratore è stato assistito dal pool legale composto dagli avvocati Veronica Scigliano, Lidiana Belfiore e Giorgia Cicconi.

Il coordinamento dell’azione legale è stato affidato all’avvocato Ezio Bonanni.

Il Tribunale di Napoli ha quindi accolto le tesi presentate dal pool di legali.

 Pensione ricalcolata e arretrati dal 2018

Con la sentenza, il tribunale ha condannato l’INPS a ricalcolare la pensione dell’ex operaio. Inoltre l’istituto dovrà versare tutte le differenze maturate a partire dal 2018.

Il provvedimento include anche il pagamento degli interessi sulle somme dovute.

Si tratta di un risultato considerato molto rilevante dagli esperti che seguono i casi di esposizione all’amianto.

Francesca Piredda, del coordinamento ONA per la tutela legale dei lavoratori esposti ad amianto, sottolinea l’importanza di un verdetto «molto importante. Riteniamo fondamentale diffondere questa informazione».

 Il riconoscimento della malattia apre la strada alla causa

Il riconoscimento della patologia professionale da parte dell’INAIL ha rappresentato un passaggio decisivo nella vicenda.

Infatti questo riconoscimento ha aperto la strada a nuove azioni giudiziarie. Inoltre ha consentito di arrivare alla decisione favorevole del Tribunale di Napoli.

La sentenza rappresenta quindi una nuova ammissione giudiziaria in materia di prepensionamento amianto.

Allo stesso tempo conferma il diritto ai benefici contributivi per la rivalutazione delle pensioni dei lavoratori esposti.

 Assistenza gratuita per i lavoratori esposti ad amianto

I lavoratori che ritengono di aver subito esposizione all’amianto possono richiedere assistenza medica e legale gratuita.

Per accedere al servizio è possibile inviare una richiesta di consulenza via email all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com.

In alternativa è possibile compilare il modulo disponibile sul sito dello Sportello Amianto ONA: assistenza alle vittime.

È inoltre attivo il numero verde 800 034 294, dedicato all’assistenza e alla tutela dei lavoratori esposti.

Numero verde ONA

spot_img
spot_img
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili