UNO STUDIO INNOVATIVO CONDOTTO ALL’UNIVERSITÀ DI PISA PROPONE UN APPROCCIO CIRCOLARE IN GRADO DI AFFRONTARE DUE SFIDE GLOBALI: LA TRANSIZIONE VERSO FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI E LA RIDUZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE TRASFORMANDO GLI SCARTI DEL PANE IN BIOCARBURANTE
La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Environmental Chemical Engineering, punta a trasformare gli scarti del pane – uno dei rifiuti alimentari più diffusi al mondo, con quasi un milione di tonnellate generate ogni anno – in biocarburante sostenibile.
Il progetto, finanziato nell’ambito del PNRR NEST, è frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale (prof.ssa Anna Maria Raspolli Galletti, dott.ssa Sara Fulignati e dott. Lorenzo Bonaldi) e il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni (prof. Stefano Frigo, dott. Marco Francesconi e dott. Luca Miglino) di Unipi.
Sintesi sostenibile dell’etil levulinato da pane di scarto
Per la prima volta, lo studio descrive la produzione sostenibile di etil levulinato a partire da pane di scarto. L’etil levulinato è un composto di origine biologica con applicazioni nel settore chimico e come additivo ossigenato per carburanti.
I ricercatori hanno sviluppato un metodo semplice, economico e facilmente scalabile industrialmente, utilizzando acido solforico diluito come catalizzatore e alte concentrazioni iniziali di biomassa.
Questo approccio permette di ottenere flussi di prodotto più concentrati, riducendo i costi di separazione e aumentando l’efficienza complessiva.
Ottimizzando parametri come temperatura, tempo di reazione e quantità di catalizzatore, è stata raggiunta una resa massima del 57% di etil levulinato, un risultato rilevante considerando che la materia prima proviene da rifiuti.
Applicazioni nei carburanti: diesel e benzina
Se l’etil levulinato è già noto come additivo ossigenato per il diesel, questa ricerca apre nuove prospettive: per la prima volta è stato testato anche in motori a benzina, in miscele fino al 40% in volume con carburante commerciale.
I test hanno dimostrato che tali miscele non compromettono le prestazioni dei motori a combustione interna, senza richiedere modifiche alle tecnologie esistenti. Inoltre, l’uso di etil levulinato permette di ridurre le emissioni inquinanti e diminuire la dipendenza dai combustibili fossili.
Questi risultati evidenziano il potenziale commerciale dell’etil levulinato come additivo ossigenato versatile e rinnovabile, adatto sia a motori diesel sia a motori a benzina.
Verso una mobilità più sostenibile
«La trasformazione degli scarti del pane in etil levulinato dimostra come la ricerca scientifica possa generare soluzioni concrete per l’energia rinnovabile – sottolineano i ricercatori – Valorizzare rifiuti abbondanti e convertirli in biocarburante alternativo significa fare un passo importante verso una mobilità sostenibile, riducendo lo spreco alimentare e integrandosi con le tecnologie già esistenti».






