UN GRAVE SVERSAMENTO DI ACQUE CONTAMINATE A GENNA LUAS MINACCIA TERRENI E CORSI D’ACQUA. AUTORITÀ E AMBIENTALISTI CHIEDONO INTERVENTI IMMEDIATI
Sversamento a Genna Luas: acque rosse invadono terreni e corsi d’acqua
Le piogge torrenziali che hanno colpito la Sardegna in questi giorni hanno aggravato una situazione già critica a Genna Luas, nel territorio del Sulcis Iglesiente. Le acque cariche di solfuri, dal colore rosso intenso, sono tracimate dalla vasca di raccolta della discarica gestita da Portovesme S.r.l..
Di conseguenza, il liquido contaminato ha invaso i terreni circostanti e si è riversato nei corsi d’acqua a valle. Con il continuo maltempo, le acque solforiche hanno raggiunto i canali naturali della zona, ampliando l’area interessata dallo sversamento.
Un disastro ambientale e il mancato rispetto delle prescrizioni
Secondo fonti ufficiali, l’episodio rappresenta un grave disastro ambientale per le terre agricole e per i corsi d’acqua situati a valle della discarica. Inoltre, la situazione evidenzia una mancata applicazione delle prescrizioni contenute nell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
Le stesse fonti parlano di una gestione inadeguata della vasca di raccolta, che avrebbe dovuto essere monitorata con regolarità. In passato, infatti, i tecnici svuotavano l’impianto prima del raggiungimento del limite massimo. Questa volta, invece, il sistema ha ceduto sotto la pressione delle piogge.
La scoperta durante un sopralluogo della Provincia
La fuoriuscita è emersa in modo casuale durante un sopralluogo organizzato dalla Provincia del Sulcis Iglesiente. I controlli miravano a verificare l’attuazione degli interventi di raddoppio del sistema di raccolta delle acque nelle due discariche presenti nel sito.
Tuttavia, lo scenario che si è presentato ai tecnici provinciali è apparso subito drammatico. La vasca di raccolta delle acque e del percolato delle piriti stava tracimando nel territorio circostante.
I tecnici hanno accertato uno sversamento significativo nei canali di scolo che confluiscono nel rio Santa Barbara. A quel punto, il Comune ha coinvolto immediatamente le autorità competenti, tra cui il Corpo Forestale, per limitare i danni ambientali in corso.
L’intervento della Provincia e l’ordinanza urgente
Il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente e sindaco di Iglesias, Mauro Usai, ha denunciato pubblicamente un “disinteresse per le regole”. Inoltre, ha chiesto che il gestore risponda delle conseguenze ambientali provocate dallo sversamento.
Secondo Usai, il danno ambientale è grave e ha imposto l’emanazione di un’ordinanza urgente. Il provvedimento vieta l’uso del suolo e l’accesso alle aree dove la contaminazione potrebbe essersi estesa.
Il presidente ha parlato di un fatto gravissimo. Negli ultimi anni, ha spiegato, i presidi ambientali non sono stati controllati con la necessaria attenzione. Solo grazie al sopralluogo promosso dalla Provincia è emersa la criticità. Altrimenti, le acque contaminate avrebbero potuto continuare a riversarsi nelle campagne di Iglesias e Carbonia.
Il ruolo di Portovesme e della multinazionale Glencore
La società Portovesme S.r.l. gestisce l’impianto di smaltimento collegato allo stabilimento metallurgico che in passato produceva piombo e zinco. Attualmente l’azienda ha interrotto la lavorazione dei metalli ed è in attesa di possibili riconversioni industriali.
La società sarda è interamente controllata da un’a controllata’azienda del gruppo multinazionale Glencore International plc, uno dei maggiori operatori mondiali nel commercio di materie prime e metalli non ferrosi.
La posizione della Regione Sardegna
L’assessora regionale alla Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha adottato una linea ferma. La Regione ha chiesto formalmente a Glencore, in quanto controllante di Portovesme, di mettere in sicurezza il sito di Genna Luas.
Inoltre, la Regione ha ribadito che il gestore deve intervenire senza ritardi per contenere lo sversamento. L’azienda deve rispettare le prescrizioni ambientali e avviare una completa caratterizzazione dell’area in vista di eventuali bonifiche.
Le ordinanze dei sindaci e le accuse di inadempienza
La Provincia, insieme con i sindaci del territorio, ha emanato ordinanze urgenti per vietare l’uso delle acque contaminate. Allo stesso tempo, le amministrazioni locali hanno accusato Portovesme S.r.l. di non aver rispettato le prescrizioni dell’AIA.
Per questo motivo, gli enti chiedono misure immediate di messa in sicurezza e interventi strutturali per evitare nuovi episodi simili.
L’iniziativa del Gruppo d’Intervento Giuridico
L’associazione ambientalista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha presentato istanze formali di accesso civico e richieste di informazioni ambientali. L’associazione ha coinvolto il ministero dell’Ambiente, la Regione, la Provincia, ARPAS, il Corpo Forestale e i Carabinieri del NOE.
Inoltre, ha informato la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. La richiesta non costituisce ancora un atto di accusa formale. Tuttavia, segnala la volontà di accertare eventuali responsabilità ambientali davanti alla magistratura, qualora emergano violazioni o reati.
I controlli tecnici su acqua e suolo
Nel frattempo, i tecnici di ARPAS, insieme con il Corpo Forestale e a ENAS, stanno effettuando campionamenti e analisi nei punti di fuoriuscita e nei corsi d’acqua interessati.
Gli esperti stanno valutando la presenza e la concentrazione dei contaminanti nei terreni e nei corpi idrici. Solo dopo questi accertamenti sarà possibile definire con precisione l’estensione del danno e le eventuali misure di bonifica necessarie.
Fonti
L’Unione Sarda
Manifesto Sardo
Regione Sardegna
Provincia del Sulcis Iglesiente




