UNA STORICA VITTORIA PER L’ITALIA: ANNULLATA LA CONDANNA MILIONARIA NEL CONTENZIOSO INTERNAZIONALE SUL CASO OMBRINA MARE. IL VERDETTO CHIUDE UNA LUNGA BATTAGLIA LEGALE ED ESALTA QUINDICI ANNI DI MOBILITAZIONE CIVILE, AMBIENTALISTA E ISTITUZIONALE CONTRO LE TRIVELLE NELL’ADRIATICO
L’Italia non pagherà Rockhopper: annullato l’arbitrato
Il Comitato ICSID annulla la condanna all’Italia
L’Italia ha vinto il contenzioso internazionale sul caso Ombrina Mare. Il Comitato ad hoc dell’ICSID ha annullato completamente il lodo che imponeva un risarcimento alla società britannica Rockhopper Exploration.
Inoltre, la decisione, pubblicata il 2 giugno 2025, mette finalmente fine a una lunga disputa legale; di conseguenza, lo Stato italiano non dovrà più versare 190 milioni di euro per un progetto mai realizzato.
Un contenzioso iniziato nel 2016
Il caso nasce nel 2016, quando il governo italiano nega il permesso al progetto Ombrina Mare, un giacimento offshore nell’Adriatico, davanti alla costa abruzzese. La decisione si basa sulla Legge di Stabilità 2016, che vieta le attività estrattive entro le 12 miglia dalla costa.
La Rockhopper, subentrata alla società Mediterranean Oil & Gas, considera illegittima la revoca. Secondo l’azienda inglese, lo Stato avrebbe violato il Trattato sulla Carta dell’Energia (ECT), danneggiando un investimento già in fase avanzata.
La condanna del tribunale ICSID
Nel 2017, Rockhopper avvia quindi una procedura arbitrale presso l’ICSID, il tribunale della Banca Mondiale per le dispute tra investitori e Stati. Successivamente, nel 2022, il collegio arbitrale dà ragione alla società britannica. Di conseguenza, il lodo accerta una violazione dell’articolo 13 del Trattato ECT, riguardante l’espropriazione indiretta degli investimenti, e pertanto l’Italia viene condannata a pagare 190 milioni di euro, oltre a interessi e spese legali.
La richiesta di annullamento da parte dell’Italia
Il governo italiano contesta il lodo e presenta una richiesta formale di annullamento. Secondo la difesa dello Stato, uno dei tre arbitri non ha dichiarato un possibile conflitto di interessi, compromettendo l’imparzialità del collegio.
Il Comitato ad hoc, composto da tre giuristi internazionali indipendenti, accoglie le obiezioni italiane. Il 2 giugno 2025, il Comitato annulla completamente il lodo, rendendo inefficace la condanna al risarcimento.
Nessun risarcimento e tutela ambientale confermata
La decisione, quindi, è definitiva e non impugnabile; di conseguenza, l’Italia non dovrà più pagare alcun indennizzo e conferma, così, la legittimità delle proprie leggi ambientali.
Il progetto Ombrina Mare non è mai partito. I pozzi sono stati dismessi e le concessioni ritirate. Nel frattempo, Rockhopper aveva ceduto i suoi asset italiani e sottoscritto una polizza assicurativa da 31milioni di euro per tutelarsi in caso di annullamento del lodo arbitrale. La società, quindi, incasserà solo una parte ridotta del risarcimento inizialmente previsto.
«Eravamo pochissime persone all’inizio, ma ci siamo mobilizzati e passo dopo passo, li abbiamo fermati, con un percorso lungo, tortuoso, pieno di ostacoli – commenta da Los Angeles la nostra collaboratrice, prof.sa Maria Rita D’Orsogna, di origini abruzzesi, docente all’Università della California, fervente ambientalista da anni in prima linea contro i progetti delle trivelle in Adriatico -. Le occasioni di scoraggiamento sono state molte, troppe. Eppure, non ci siamo arresi mai, combattendo contro i politici corrotti, contro il governo centrale, contro le multinazionali del petrolio.
Alla fine, abbiamo creato un grande movimento di sensibilizzazione in tutto lo stivale e tutti assieme siamo riusciti ad ottenere una legge nazionale che proteggesse tutte le coste italiane, inclusa quella d’Abruzzo e che ha messo la Costa teatina al salvo da Ombrina Mare nel 2016. La Mediterranean Oil and Gas ha chiuso i battenti. La Rockhopper Corporation, anche lei inglese, sperava di portare a casa qualche guadagno sulle ceneri di Omrbina Mare, usando i tribunali internazionali, ma gli è andata male anche qui».
Una battaglia lunga 15 anni contro le trivelle
La mobilitazione ambientale contro le estrazioni petrolifere inizia nel 2007, con la protesta contro il progetto del Centro Oli di Ortona. Da subito si forma un fronte compatto: cittadini, associazioni, istituzioni e partiti si schierano contro le trivellazioni in terra e in mare.
Il disastro nel Golfo del Messico cambia le regole
Nel 2010, l’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico scuote l’opinione pubblica mondiale. In risposta, l’Italia modifica la legge sulle concessioni offshore. La nuova normativa blocca i progetti entro le 12 miglia, compreso Ombrina Mare 2.
Ombrina Mare diventa simbolo della protesta
Il nome Ombrina Mare 2 diventa un simbolo nazionale. Il progetto, previsto di fronte alla costa teatina, scatena una forte reazione popolare. I movimenti ambientalisti parlano di “deriva petrolifera” e denunciano un attacco al territorio e al turismo.
Due manifestazioni storiche in Abruzzo
Le piazze si riempirono in massa: così, 40mila persone parteciparono a Pescara nel 2013 e, successivamente, 60mila a Lanciano nel 2015. In quei cortei, inoltre, sfilarono fianco a fianco quasi tutti i partiti, le istituzioni locali e perfino esponenti della Chiesa cattolica. Di conseguenza, questa partecipazione ampia, determinata e trasversale segnò un passaggio decisivo nella battaglia contro le trivelle, contribuendo significativamente alla tutela del Mare Adriatico.
«Oggi dobbiamo essere felici ed orgogliosi del nostro operato – continua D’Orsogna -. Questa è una storia di speranza per le generazioni future, di democrazia pulita ed onesta, di amore per la costa teatina, di testardaggine del popolo abruzzese.
Sono immensamente grata tutti quelli che si sono impegnati per questa causa ed in particolare vorrei ricordare la mia cara amica e sostenitrice della costa teatina per trent’anni, Fabrizia Arduini che, ne sono certa, festeggia con noi in Paradiso. Grazie a tutti, è una bellissima conclusione per Ombrina Mare. Ad maiora».
FONTI
_ Comunicato ufficiale di Rockhopper e decisione del Comitato ad hoc ICSID
_ Report Morningstar/Alliance News





