sabato, Settembre 18, 2021

La fiaba di Cingolani e le trivelle sostenibili

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Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, si inventa le “trivelle sostenibili”

Caro Roberto Cingolani:

vedo il suo invito alla cittadinanza italiana a commentare su dove poter fare operazioni di “coltivazione di idrocarburi in Italia in modo sostenibile”. Rido? Piango? Dove impiantare trivelle sostenibili? Eeeh? La risposta è semplice: DA NESSUNA PARTE.  Punto e fine.

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Le trivelle sostenibili

E visto che ci siamo signor ministro: è vergognosa la sua affermazione. Trivelle sostenibili? Un paradosso! Una disgrazia per il Paese e per il futuro di questa nazione.

Ma quella laurea in fisica (e ce l’ho pure io*) non le ha insegnato niente? Non le ha insegnato a guardare alle cose in modo distaccato, lucido, intelligente? A considerare causa ed effetto, a ragionare, a pensare, a trovare soluzioni logiche e creative? 

E il suo di ruolo di ministro non le fa vedere le cose con un pizzico di amore, di compassione, di lungimiranza per il futuro?

Ma poi, di quale Transizione ecologica è ministro, lei? Perché finora tutto quello che lei ha fatto e firmato poteva essere fatto e firmato dal ministro del Petrolio e non della Transizione ecologica.

Possibile che lei non riesca a vedere la linea netta, limpida, chiara che sussiste fra trivellare e tutto il pandemonio climatico che si agita nel mondo?

Il petrolio e gli effetti dei cambiamenti climatici

In Germania sono sommersi dall’acqua, la Siberia arriva a temperature record, la California brucia, gli animali muoiono senza tregua dall’India all’Australia. Ogni tanto arrivano anche in Italia alluvioni, incendi, calure record accadono anche in Italia. Ha visto le alluvioni di questi ultimi giorni, da nord a sud del Paese?

E lo sa perché succede questo? PERCHE’ CONTINUIAMO A TRIVELLARE. E lei questo dovrebbe saperlo perché il suo ruolo, per il quale viene pagato profumatamente, è quello di trovare soluzioni alle trivelle e per mitigare i cambiamenti climatici.  Degli accordi di Parigi lei ha mai sentito parlare?

E non ci vuole nemmeno la laurea in fisica per capire che trivellare significa inquinare e stravolgere il clima. Ci vuole solo il buonsenso, l’amore per l’ambiente, per l’Italia, per il futuro.

Ma come ci pensa lei a propinare a una nazione intera la mega balla delle trivelle sostenibili? 

Interessante che prima lei parlava solo di gas naturale, adesso è tutto assieme, petrolio, gas, come se fossimo ancora al 1960! Però siamo sostenibili! Fa ridere sentire queste cose nel 2021. Fa ridere che lei e il suo entourage possiate credere che la gente è scema e ci crede.

Ma poi cos’è una trivella sostenibile? Ce la definisca, prego.

Una trivella che tira petrolio che si rigenera? 

Petrolio che quando lo estrai, bruci, raffini, respiri, tira fuori profumo di montagna? 

Che fa abbassare la temperatura del globo?

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Ma quali che saranno le sue parole (o il suo silenzio) la risposta è una sola: le trivelle sostenibili non esistono. E lo sappiamo tutti. Dovrebbe saperlo pure lei. Ma, vista la sua premura nei confronti delle multinazionali del petrolio – come confermato dalle, discutibili, decisioni del suo dicastero – potrà mai convincere i suoi connazionali che esistono trivelle sostenibili?

Le rammento che i ministri, in teoria, dovrebbero fare gli interessi del popolo italiano.  E il popolo italiano, per la stragrande maggioranza, non ne vuole sentire parlare di trivelle.

Cosa, invece, vogliono gli italiani

Sa cosa vuole il popolo italiano? Il popolo italiano vuole più alberi, vuole più bellezza, vuole più risparmio energetico, la possibilità di mobilità elettrica, energia rinnovabile, aria pulita, ambiente pulito. Il popolo italiano è stanco di quello che l’industria pesante, incluse le trivelle, hanno fatto all’ILVA, a Viggiano, a Gela, a Falconara, a Busalla, a Marghera, o nella Pianura Padana soffocata dall’aria malsana. Per cui non ci sono mai stati seri ripristini ambientali.

E sa cosa vorrebbe ancora il popolo italiano? Un politico illuminato che avesse il coraggio di fare quello che in pochi hanno fatto e di dire: BASTA NUOVI PERMESSI DI PETROLIO E DI GAS in tutta Italia.  Il popolo italiano sogna una classe politica preparata, di cui ci si possa fidare che stia facendo gli interessi della nazione.

Ogni nuova trivella, trent’anni in più di petrolio

Ogni nuova trivella oggi significa ancora trent’anni in più almeno di petrolio, gas, infrastrutture, tubi che perdono, inquinamento, puzze, morte e CO2.  

E certo che si può dire di no ai nuovi permessi.  L’ha fatto la Nuova Zelanda, l’ha fatto la Danimarca, l’ha fatto la Francia. Lo può fare anche l’Italia se il governo lo volesse.

Ma poi, lei si rende conto di cosa ci sta chiedendo?

Lei sta chiedendo agli italiani di individuare aree dove mettere le trivelle. Sta mettendo cittadino contro cittadino. Un Paese densamente abitato, che punta sul turismo e conta sulla sua bellezza. Secondo lei che ne sarà della Basilicata, già martoriata, con questo assurdo “referendum”? Sicuramente saranno votati al martirio! E quindi è come se lei stesse chiedendo a una famiglia quale figlio sacrificare!

Not in my backyard (non nel mio giardino)

Ma aspetti che vado a guardare da dove viene lei. 

Ah vedo, lei è di Milano. È sempre cosi, quelli che decidono lo fanno sempre da un posto più figo e più “ecologico” rispetto invece a chi deve vivere all’ombra delle trivelle e dei fumi tossici. E allora, come ho sempre detto, parta e ci dia l’esempio. Sia il primo a offrire il giardino della sua villa nella Milano da bere o nel suo lussuoso laboratorio a Genova per metterci le trivelle sostenibili. O anche la sua villetta al mare. O dove lei va a sciare. Un posto insomma che le sta a cuore.

Vada, trivelli solo li, e poi ci dica quanto sostenibili sono queste trivelle di casa sua.

Io sono sdegnata da questo operato. Mi dispiace che una persona con tutto questo potere scelga di non usarlo per fare cose buone, utili, coraggiose. Che, invece, sogna di trivellare in maniera sostenibile.

*Maria Rita D’Orsogna è professore associato presso il dipartimento di matematica della California State University at Northridge, Los Angeles

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