IL GURGO DI ANDRIA È UNA DELLE CINQUE DOLINE PIÙ GRANDI E SPETTACOLARI DELLA PUGLIA, A POCO PIÙ DI UN CHILOMETRO A SUD-OVEST DELLA CITTADINA DELLA BAT. IL GEOSITO, IN CONTRADA SANTA MARIA, È STATO INDICATO PER DIVENTARE UN’OPERA DI SISTEMAZIONE IDRAULICA
La trasformazione della dolina
«Il Gurgo di Andria – spiega Giovanna Amedei presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia – è una delle cinque doline più grandi e spettacolari della Puglia che si trova a poco più di un chilometro a sud-ovest della Città di Andria, in contrada Santa Maria e lo si vuole trasformare in vasca di laminazione!».
Una vasca di laminazione è un’infrastruttura utilizzata per la gestione delle acque piovane o fluviali, progettata per ridurre il rischio di alluvioni.
Sulla questione è intervenuta la SIGEA, Società Italiana di Geologia Ambientale, perché «oltre al valore paesaggistico e culturale del Gurgo – aggiunge Amedei – occorre considerare due importanti aspetti tecnici: la contaminazione della falda e gli effetti idrosismici».
L’idea della costruzione della vasca di laminazione al Gurgo rientra nella progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico e mettere in sicurezza l’abitato dell’agro. Questa struttura agisce come un bacino di accumulo temporaneo, raccogliendo l’acqua in eccesso durante eventi di pioggia intensa o piene fluviali, per poi rilasciarla gradualmente nel sistema di deflusso naturale o artificiale.
Ma il patrimonio geologico in Puglia che valore ha?
«Facciamo una premessa – continua il presidente SIGEA -, la messa in sicurezza dell’abitato non è assolutamente in discussione e così come gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico ma il problema è la scelta del Gurgo che, forse, gli studi di supporto al progetto non hanno adeguatamente considerato».
Il Gurgo, una delle cinque doline più imponenti e affascinanti della Puglia, si estende a poco più di un chilometro a sud-ovest di Andria, nella contrada Santa Maria di Trimoggia. Questo luogo straordinario non è soltanto un simbolo di valore paesaggistico e culturale, riconosciuto anche dalla Società Italiana di Geologia Ambientale, ma rappresenta anche un geosito. Tale status deriva dal suo inserimento nel censimento regionale ai sensi della LR 33/2009 e dal riconoscimento come “altri contesti” all’interno del PPTR della Regione Puglia. Di conseguenza, il Gurgo è soggetto all’Articolo 56 delle relative Norme Tecniche di Attuazione (NTA), che prescrive misure di salvaguardia e utilizzo specifiche per la “Struttura idro-geo-morfologica”.
A rischio la tutela ambientale
Oltre a questi vincoli normativi, il Gurgo pone due questioni tecniche fondamentali per la tutela ambientale: la contaminazione della falda acquifera e gli effetti idrosismici. Gli studi sull’area dell’Alta Murgia hanno evidenziato un fenomeno preoccupante. Durante intense precipitazioni, gli inquinanti si trasferiscono attraverso le fratture del terreno e le forme carsiche endoreiche. Queste strutture naturali fungono da canali diretti tra le attività di superficie e la falda sotterranea.
Utilizzare il Gurgo come area di immagazzinamento aggraverebbe questo problema, favorendo un trasferimento ancora più rapido e concentrato degli inquinanti nella falda. Tale sistema, già sotto forte pressione a causa di estrazioni idriche e crisi idrica, subirebbe ulteriori danni, mettendo a rischio l’equilibrio ambientale della zona.
Questo rischio diventa ancora più concreto se si considera che, fino ad oggi, non sono state condotte indagini approfondite sul fondo del Gurgo. Quali conseguenze potrebbe avere, dunque, un deflusso concentrato come quello previsto dal progetto sul fondo della dolina e sull’intero sistema carsico?
Un ulteriore aspetto critico riguarda l’acqua che, infiltrandosi nel fondo della dolina, potrebbe alterare profondamente la circolazione carsica sotterranea. Recenti studi hanno dimostrato che queste modifiche possono innescare fenomeni sismici, come evidenziato da eventi registrati a Bagni di Tivoli, a Fossa (AQ) e in altre aree dell’Abruzzo e dell’Appennino.
Tutela ambientale e prevenzione dei rischi
La vicenda del Gurgo di Andria richiama il tema più ampio della prevenzione dei rischi ambientali legati alla gestione del territorio.
Interventi strutturali in contesti carsici delicati possono avere effetti irreversibili su falde, ecosistemi e sicurezza sanitaria delle comunità.
La protezione dei geositi richiede valutazioni approfondite e scelte orientate alla salvaguardia ambientale.
È su questi aspetti che si concentra l’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, impegnato nella promozione della prevenzione ambientale e della tutela della salute pubblica.






