giovedì, Aprile 30, 2026

“Terroir e geologia: il vino racconta il territorio”

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IL TERROIR DEL VINO È L’INSIEME DELLE CARATTERISTICHE AMBIENTALI E DELL’INTERVENTO DELL’UOMO CHE INFLUENZANO LA PRODUZIONE DI UN VINO IN UNA DETERMINATA AREA GEOGRAFICA. LA RASSEGNA ITINERANTE “GEOLOGIA NEL BICCHIERE” INTENDE SOSTENERE L’INFLUENZA DELLA GEOLOGIA NELLA QUALITÀ DEL VINO. L’EVENTO A CASTELLANETA

Il vino nella storia dell’umanità, tra misticismo e religione

Bacco, Michelangelo Buonarroti

Il vino, nelle sue varie forme, ha accompagnato la storia dell’umanità, influenzando l’agricoltura, la cultura sociale, i riti e la mitologia. Come nel caso del dio Dioniso, figlio di Zeus e dio del vino. Anche le sfere mistiche e religiose delle antiche comunità sono state influenzate dal nettare di Bacco.

Molti studiosi, supportati da dati bioarcheologici e genetici (Arroyo-Garcia, 2006; Ciacci et al., 2011; Failla, 2011; Negrul, 1946), concordano che ci siano stati diversi centri contemporanei di selezione della vite. In questi luoghi sono stati scelti i principali vitigni coltivati oggi.

Con la fine dell’ultima era glaciale e l’inizio dell’Olocene, una specie di vite euroasiatica, la Vitis vinifera L. subsp. Sylvestris, iniziò a essere addomesticata e coltivata. Da essa deriva oltre il 99% della produzione di vino attuale, con un’ampia varietà di vitigni e caratteristiche.

Circa 10mila anni fa, la vite selvatica cresceva lungo le coste del Mediterraneo, soprattutto a nord, nell’Egeo, nelle zone intorno al Mar Nero e nelle valli di fiumi come il Danubio, il Reno e il Rodano, oltre che nelle aree montuose del Caucaso (Zohary e Hopf, 2000).

Sebbene il dibattito su dove e quando la vinificazione sia iniziata rimanga aperto, è certo che già 6mila anni fa questo processo fosse diffuso tra i Sumeri e gli Assiri. L’Antico Testamento ebraico, infatti, descrive Noè come il primo viticoltore.

vaso del neolitico contenente tracce di vino

Geologia nel bicchiere nella Terra delle Gravine

Con l’obiettivo di esaminare il rapporto tra geologia, geomorfologia, clima, suolo e l’intervento umano nelle trasformazioni del paesaggio legate alla coltivazione della vite, la SIGEA, Società Italiana di Geologia Ambientale – APS, ha organizzato una giornata di studi.

L’evento si è svolto a Castellaneta (TA) nell’ambito della rassegna itinerante “Geologia nel bicchiere”. Vi hanno collaborato anche l’Ordine dei Geologi della Puglia, l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Taranto e l’Azienda vinicola L’Archetipo.

Il terroir del vino, con le suddette caratteristiche, uniche, legate al territorio, come anche ad altitudine ed esposizione, è stato presentato come una risorsa sociale ed economica da valorizzare e proteggere contro il dissesto idrogeologico.

Geologia nel bicchiere

Gli aspetti geologici, pedologici e viticoli della “Terra delle Gravine”

L’incontro del 18 ottobre scorso, in presenza e online, promosso da Massimiliano Marroccoli e Francesco Stragapede della SIGEA, si è concentrato sull’area della “Terra delle Gravine”, esaminando aspetti geologici, pedologici e viticoli, con un focus sui cambiamenti climatici in corso.

«L’iniziativa – ha dichiarato Francesco Stragapede – intende valorizzare la Terra delle Gravine attraverso la lettura della biodiversità e geodiversità che caratterizza questo territorio, descrivendo i legami stretti tra geologia, suolo e attività vitivinicole, affidando all’eccellenza del vino il compito di interpretare gli aspetti ambientali, storico culturali e sociali unici di questa parte della nostra Italia».

La giornata ha incluso una visita tecnica all’azienda vinicola, guidata dall’agronomo Francesco Valentino Dibenedetto di L’Archetipo. Si è conclusa con una degustazione guidata di vini locali condotta da Paolo Costantini, consigliere nazionale dell’ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino).

«Se cerchiamo di approfondire il rapporto tra viticoltura e territorio – ha affermato Antonello Fiore, presidente nazionale della SIGEA – ci rendiamo conto che sono la morfologia stessa, le caratteristiche geologiche del substrato, il clima e microclima dei luoghi, l’esposizione dei versanti, a dare forza e vigore alla coltivazione delle vigne e al delizioso prodotto da esse derivato».

VINO BONO

Mentre bevo mezzo litro,
de Frascati abboccatello,
guardo er muro der tinello
co’ le macchie de salnitro.
Guardo e penso quant’è buffa
certe vorte la natura
che combina una figura
cor salnitro e co’ la muffa.
Scopro infatti in una macchia
una specie d’animale:
pare un’aquila reale
co’ la coda de cornacchia.
Là c’è un orso, qui c’è un gallo,
lupi, pecore, montoni,
e su un mucchio de cannoni
passa un diavolo a cavallo!
Ma ner fonno s’intravede
una donna ne la posa
de chi aspetta quarche cosa
da l’Amore e da la Fede…
Bevo er vino e guardo er muro
con un bon presentimento:
sarò sbronzo, ma me sento
più tranquillo e più sicuro.
Trilussa (Carlo Alberto Salustri), 1943

Fonte

Geologia dell’Ambiente – Periodico trimestrale della SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale – APS

Numero verde ONA

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