sabato, Maggio 2, 2026

Riconosciuto l’obbligo del diritto alla rendita a carico dell’INAIL

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IL TRIBUNALE DI CASSINO HA CONDANNATO L’INAIL A EROGARE UNA RENDITA MENSILE ALLA VEDOVA DI UN OPERAIO DECEDUTO A CAUSA DELL’ESPOSIZIONE ALL’AMIANTO E AD ALTRI CANCEROGENI

Battaglia vinta dopo 7 anni di causa

«Una sentenza che finalmente riconosce il diritto alla rendita INAIL, cui farà seguito anche la richiesta di accredito del Fondo Vittime Amianto».

Questo il commento dell’avv. Ezio Bonanni, legale della vedova dell’operaio Gaetano Luigi Mitrano, deceduto a causa di una patologia asbesto-correlata, all’esito della sentenza del Tribunale di Cassino.

Dopo sette anni di aule, la corte ha condannato l’INAIL a erogare una rendita mensile di circa 1.500 euro alla vedova, Ornelia Matrullo. Con gli arretrati maturati dal decesso la cifra ha raggiunto un totale di 150mila euro.

Mitrano ha lavorato per quattordici anni come dipendente dell’Agip S.p.a (già S.p.a Gaeta Industrie Petroli) e quattro anni come operaio delle Ferrovie dello Stato S.p.a..

Il mix micidiale di cancerogeni e fibra killer

Nel corso di questi anni, Mitrano ha svolto mansioni di movimentazione, miscelazione ed etilazione della benzina. Un compito che lo ha tenuto costantemente esposto alle sostanze nocive contenute nel carburante. Non solo, l’uso dei guanti confezionati con l’amianto e la vicinanza a tubazioni protette dallo stesso pericoloso materiale hanno esposto il lavoratore alla fibra killer.

Pertanto, nel 2015 i medici hanno diagnosticato allo sventurato un cancro ai polmoni. Dopo un anno di atroci sofferenze, Mitrano è deceduto nel 2016 a Formia.

Riconosciuto l’obbligo del diritto alla rendita a carico dell’INAIL

Questa sentenza rappresenta una vittoria significativa per la famiglia Mitrano, dopo sette anni di causa legale, commenta Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, e un punto di riferimento importante per la giurisprudenza, perché la sentenza afferma l’obbligo del diritto alla rendita a carico dell’INAIL.

Una pronuncia che rafforza la tutela dei lavoratori esposti

La sentenza del Tribunale di Cassino si inserisce in un orientamento giurisprudenziale sempre più chiaro, che riconosce la responsabilità previdenziale dell’INAIL nei casi di esposizione professionale a amianto e agenti cancerogeni.

Il riconoscimento della rendita alla vedova Mitrano riafferma un principio fondamentale: la tutela assicurativa non può essere negata quando il nesso causale tra lavoro e malattia è adeguatamente dimostrato.

Queste decisioni assumono un valore che va oltre il singolo caso, perché contribuiscono a consolidare i diritti delle famiglie delle vittime e a contrastare il fenomeno della negazione previdenziale.

In questo quadro, l’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto, guidato dall’avvocato Ezio Bonanni, continua a rappresentare un punto di riferimento per l’assistenza legale, il riconoscimento delle rendite e l’accesso al Fondo Vittime Amianto.

La sentenza di Cassino restituisce dignità e giustizia a una famiglia colpita duramente, ricordando che il tempo trascorso non cancella i diritti delle vittime dell’amianto.

Numero verde ONA

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