lunedì, Settembre 26, 2022

WWF, “punire chi ha decapitato il lupo in Valchiavenna”

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UN ENNESIMO ATTO CRIMINALE È STATO PERPETRATO CONTRO IL LUPO. SI ALLONTANA SEMPRE PIÙ LA PACIFICA COESISTENZA CON L’UOMO

Un lupo è stato ucciso e decapitato in Valchiavenna (SO). La testa dell’esemplare è stata appesa come trofeo a un cartello stradale all’ingresso della frazione di Era, nel comune di Samolaco (SO) in Lombardia.

Oltre alla testa, gli esecutori della macabra azione hanno posto sul cartello stradale anche un lenzuolo. Su di esso hanno scritto: “I professori parlano, gli ignoranti sparano”. 

Un atto criminale che, oltre all’ennesimo episodio di bracconaggio verso il lupo, lancia un chiaro messaggio contro la sua presenza. Non solo, il messaggio è indirizzato anche a coloro che cercano di favorire una pacifica coesistenza del lupo con le attività umane. Immediata la denuncia del WWF Italia, che auspica la veloce individuazione dei responsabili dell’atto criminale e l’irrogazione di pene esemplari per gli autori.

Troppi i lupi uccisi ogni anno e poche le condanne ai bracconieri

Centinaia di lupi in Italia sono vittime ogni anno di atti di bracconaggio. Nonostante ciò, le condanne ai bracconieri negli ultimi decenni si contano sulle dita di una mano. L’impunità e la cattiva informazione alimentano questo fenomeno, in aumento soprattutto nelle aree di recente ricolonizzazione, dove il lupo è tornato stabilmente negli ultimi anni. 

Il monitoraggio nazionale, conclusosi nella primavera del 2021, ha stimato la presenza di circa 3.300 lupi in tutto il territorio nazionale. Un trend demografico positivo, con la specie che è tornata a rioccupare in maniera naturale numerosi contesti dai quali era stata eradicata dalla persecuzione umana.

Ancora oggi, però, lacci, trappole, esche avvelenate, colpi di arma da fuoco rallentano il processo di naturale ricolonizzazione in atto in buona parte del Paese.  

Creare subito le condizioni necessarie per una pacifica coesistenza tra l’uomo e il lupo

Il WWF Italia ribadisce che le uccisioni non favoriscono la risoluzione della problematica delle predazioni a danno del bestiame domestico. Ciò è dimostrato da numerosi studi scientifici internazionali. Uccidere un lupo dunque è, oltre che un atto criminale, anche inutile per risolvere i conflitti con il settore zootecnico.  

La strada da seguire è chiara e occorre un impegno costante da parte di tutti gli attori in gioco. Le istituzioni locali e nazionali, le forze dell’ordine e le associazioni di categoria devono lavorare insieme per liberare il campo dall’illegalità e ottenere risultati positivi.

Per arrivare ad una pacifica coesistenza, occorre agire su più fronti. Indagini rapide ed efficaci, punizioni esemplari per gli autori di tali crimini e diffusione di corrette informazioni sulle buone pratiche di convivenza. Sono questi i passi fondamentali per combattere l’illegalità e permettere all’uomo e al lupo di coesistere sugli stessi territori.

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