ATTIVISTA STORICO DELL’OSSERVATORIO NAZIONALE AMIANTO (ONA) IN PUGLIA, UN AMICO, VITO VASIENTO HA DEDICATO LA SUA VITA ALLA LOTTA CONTRO L’AMIANTO. VASIENTO, INSTANCABILE, HA IMPEGNATO MOLTO DEL SUO TEMPO ALLA RICERCA DELLA VERITÀ E DELLA GIUSTIZIA, A FAVORE DELLE VITTIME DELL’ASBESTO
Oggi parliamo di un attivista che, per anni, ha lottato con l’Osservatorio Nazionale Amianto, in particolare la sezione pugliese, per tutelare i diritti delle vittime dell’amianto: Vito Vasiento.
Molti dei nostri lettori ricorderanno il film “Erin Brockovich” e la storia dell’intraprendente segretaria di uno studio legale che, spinta da un profondo senso di giustizia, ha indagato sulla Pacific Gas and Electric Company. Questa compagnia aveva contaminato con cromo esavalente, una sostanza altamente cancerogena, le falde acquifere di una cittadina californiana, provocando tumori ai residenti.
Similmente a Erin Brockovich, figura centrale di un fatto realmente accaduto negli Stati Uniti, Vito Vasiento si è battuto con tenacia in Puglia per avere giustizia. La multinazionale coinvolta è la giapponese Bridgestone Italia, ex Firestone Brema, gigante mondiale della produzione di pneumatici.
Mentre le gomme, secondo la pubblicità, rispettavano l’ambiente, la fabbrica si è rivelata una bomba ecologica. Documentazioni depositate in Procura della Repubblica, a Bari, attestano che essa ha causato oltre 100 morti, più di 400 casi di asbestosi, mesotelioma pleurico e carcinoma polmonare e oltre 800 richieste di risarcimento per esposizione all’amianto (dati del 2010, anno in cui il caso è esploso).
In Bridgestone lavoravano a stretto contatto con l’amianto, nell’indifferenza di INAIL e Ispettorato del Lavoro
Vito Vasiento, ex dipendente ed esposto all’amianto, ha dimostrato che la Bridgestone, offriva somme elevate ai dipendenti per incentivare l’esodo. In realtà, l’azienda proponeva denaro in cambio del silenzio su eventuali danni alla salute causati dall’amianto presente in fabbrica.
Nel 2010, Vito Vasiento, insieme al collega di lavoro Vincenzo Chiedi, anch’egli esposto all’amianto, ha continuato a indagare autonomamente per dare impulso alle attività giudiziarie e investigative, dimostrando che gli operai della Bridgestone lavoravano a stretto contatto con l’amianto e altre sostanze chimiche pericolose, nell’indifferenza di INAIL e Ispettorato del Lavoro.
Grazie al suo impegno, l’inchiesta aperta nel 2007 ha avuto un nuovo impulso nel 2010. Vito ha portato a testimoniare in Procura ex dipendenti della Bridgestone e familiari dei lavoratori deceduti a causa dell’amianto. In seguito, un nuovo team investigativo ha completato l’inchiesta, con l’avvocato Ezio Bonanni che ha assistito diverse vittime.

Prevenzione e consapevolezza fondamentali nella lotta contro l’amianto
A Bari, Vasiento, con il medico dott. Loizzi, ha unito gli operai in un’alleanza di difesa, creando anche un giornale di fabbrica per dare voce a problemi spesso trascurati. Grazie alla collaborazione con il Policlinico, sono stati organizzati screening gratuiti e mirati per monitorare la salute dei lavoratori, intervenendo precocemente in caso di malattie legate all’asbesto. Per Vito, prevenzione e consapevolezza erano fondamentali nella lotta contro l’amianto, pilastri di una nuova cultura per la tutela della salute e della dignità umana.
La dedizione di Vito lo esponeva a incomprensioni e inimicizie, ma non ha mai esitato. Si considerava un combattente morale, mosso dalla convinzione che la forza della comunità potesse trasformarsi in un cambiamento reale e tangibile. I suoi colleghi lo ricordano come un idealista e un sognatore che, con fermezza e umiltà, agiva per una giustizia che rispettasse la vita umana.
Finalmente c’è l’ho fatta
Anche quando la sua salute era in declino, non si è mai fermato. Queste le sue parole, che ha scritto alla nostra redazione, perché non più in grado di parlare, l’ultima volta in cui ci ha raggiunti.
«Buongiorno a tutti voi, sono Vito Vasiento componente ONA da molti anni. Con Ezio (l’avv. Bonanni – ndr) e Luigi Giovannelli di Bari, siamo stati attivisti per il Gruppo Bridgestone. Volevo informarvi che sono stato il primo ad essere stato riconosciuto dalI’INAIL ammalato di patologia asbesto correlata, in visita medica, assistito dal patronato ENCAL. Dopo anni e anni di denunce e di raccolta di elementi fondamentali per il riconoscimento della malattia, finalmente c’è l’ho fatta, sono stato inserito come soggetto Vittime Amianto. Riconosciuto in visita senza ricorrere in Tribunale, mi hanno riconosciuto il 30/% per un adenocarcinoma: finalmente e risarcito. Adesso vorrei un aiuto da Ezio per proseguire l’azione di risarcimento. In questo momento sono ricoverato alla neurologia (a causa di un Glioblastoma, probabilmente causato all’esposizione all’amianto ma non c’è ancora una letteratura medica certificata al 100%) – ndr) del policlinico di Bari per accertamenti e riesco a camminare a stento. Ho il 100% di invalidità con accompagnamento. Cordiali saluti, Vito».
Vito ci ha lasciati l’11 ottobre 2024
(nella foto di copertina, da sinistra, Vito Vasiento, l’avv. Ezio Bonanni e Luigi Giovannelli, segretario ONA Puglia)




