L’ombra delle grandi opere: il ciclo illegale del cemento
Il ciclo illegale del cemento rappresenta una delle piaghe più profonde della criminalità ambientale (ecomafia), un sistema ramificato che trasforma lo sviluppo urbanistico in un terreno di saccheggio.
Questo fenomeno non si limita all’abusivismo edilizio di necessità, ma si configura come un’intera filiera criminale che parte dall’estrazione illecita di inerti (sabbia e ghiaia) da cave non autorizzate o alvei fluviali, passa per l’utilizzo di materiali scadenti o depotenziati nei cantieri, e culmina nel controllo degli appalti attraverso la corruzione.