venerdì, Maggio 1, 2026

Stretto di Sicilia: rifugio vitale per squali e razze

Ultime News

IN OCCASIONE DELLO SHARK AWARENESS DAY, RECENTI RICERCHE SCIENTIFICHE HANNO RIVELATO CHE LO STRETTO DI SICILIA È UNO DEGLI ULTIMI BALUARDI NEL MEDITERRANEO PER LA SOPRAVVIVENZA DI SQUALI E RAZZE MINACCIATI. A QUESTO PUNTO DIVENTA SEMPRE PIU’ URGENTE PROTEGGERE QUESTI ECOSISTEMI MARINI, CRUCIALI PER LA BIODIVERSITÀ

Lo Stretto di Sicilia, un ecosistema per proteggere la biodiversità

Il 14 luglio si celebra lo Shark Awareness Day, la Giornata Mondiale dedicata allo squalo. In questo contesto, uno studio congiunto condotto dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, dall’Università di Palermo e dall’associazione tunisina Ascob Syrtis, con il supporto della Blue Marine Foundation, ha confermato l’importanza dello Stretto di Sicilia come uno degli ultimi rifugi per squali e razze nel Mediterraneo.

Pelagie sandbar shark @ Rocco Canella

Durante spedizioni scientifiche effettuate tra Italia e Tunisia, sono state individuate nuove aree di aggregazione per specie di elasmobranchi a rischio come lo squalo grigio, lo squalo mako, il pesce chitarra e la vaccarella.

Queste specie sono classificate dall’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) come minacciate o addirittura in Pericolo Critico di estinzione.

Le minacce causate dalla pesca e dagli impatti ambientali

Le principali minacce per queste specie derivano dalla pesca eccessiva e dalle alterazioni degli habitat marini. Grazie all’uso di osservatori a bordo delle imbarcazioni da pesca e a tecniche di monitoraggio innovative e non invasive. Tra questi, i sistemi video subacquei con esca (Baited Remote Underwater Video), i ricercatori hanno identificato ventitré specie diverse di elasmobranchi.

Molte di queste specie utilizzano aree comprese tra la Sicilia e il Golfo di Gabes per attività vitali come la riproduzione e l’accrescimento.

L’importanza del ruolo ecologico

«Lo Stretto di Sicilia è uno degli ultimi hotspot mediterranei per questi predatori marini, fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi, perché svolgono ruoli ecologici chiave, che regolano l’equilibrio e la biodiversità degli oceani», dichiara il Dottor Carlo Cattano, ricercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

L’esperto aggiunge che gli squali e le razze, infatti, svolgono ruoli ecologici chiave nel mantenimento della biodiversità e della salute degli oceani ma continuano a essere vittime di catture accidentali o bersagli diretti di attrezzi da pesca, con un conseguente declino preoccupante delle popolazioni.

Azioni di conservazione nelle aree marine protette

Negli ultimi anni, grazie al lavoro della Stazione Zoologica Anton Dohrn e dell’Università di Palermo, sono stati compiuti importanti passi avanti nella tutela degli elasmobranchi nelle Aree Marine Protette del Canale di Sicilia.

Nell’Area Marina Protetta (AMP) delle Isole Pelagie, proposto un codice di condotta per i subacquei. Installate boe per ridurre il disturbo e l’impatto del rumore antropico sull’aggregazione stagionale degli squali grigi intorno all’isola di Lampione.

Pelagie sandbar shark @ Rocco Canella

Nell’AMP delle Isole Egadi introdotti nuovi regolamenti per le attività di osservazione subacquea delle aquile di mare. Questi interventi hanno migliorato significativamente la protezione dell’aggregazione nella zona di Marettimo, dove ogni estate questi animali si riuniscono per scopi riproduttivi.

Le aree oggetto di studio sono inoltre riconosciute dall’IUCN (International Union for Conservation of Nature) come Important Shark and Ray Areas (ISRAs). Cioè aree importanti per squali e razze identificate come cruciali per la sopravvivenza.

L’identificazione di questi siti consente di orientare azioni di conservazione più mirate e di definire i corridoi ecologici indispensabili non solo per squali e razze, ma anche per le specie ittiche e le comunità locali che vivono di pesca sostenibile.

Un documentario per sensibilizzare

Serve ora un impegno condiviso da parte dei Paesi mediterranei per implementare misure di protezione su scala transnazionale, senza ulteriori ritardi.

Il 17 luglio, durante il Festival SiciliAmbiente a San Vito Lo Capo, è stato proiettato il documentario “PRESTO” di Mathia Coco. Questo, per raccontare l’impegno nella tutela degli ultimi hotspot mediterranei per squali e razze: le Isole Pelagie, la Tunisia e le Isole Egadi.

Un’opera che mette in luce, attraverso immagini e testimonianze, l’urgenza di agire per salvare queste specie simbolo e i fragili equilibri del Mediterraneo.

Numero verde ONA

spot_img
spot_img
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili