ARRIVA A PADOVA UN PROGETTO INNOVATIVO DI RIGENERAZIONE URBANA CHE UNISCE AMBIENTE, CULTURA E PARTECIPAZIONE. UN PARCO RESTITUITO ALLA COMUNITÀ DIVENTA MOTORE DI CAMBIAMENTO LOCALE E GLOBALE, CAPACE DI GENERARE BENEFICI SOCIALI E AMBIENTALI CONCRETI, ESTENDENDO IL PROPRIO IMPATTO BEN OLTRE I CONFINI CITTADINI
Un modello virtuoso e concreto di rigenerazione urbana
A Padova, nel quartiere Arcella, il Parco Milcovich è diventato un esempio concreto di come uno spazio urbano degradato possa trasformarsi in un luogo vivo, accogliente e generativo.
Negli ultimi cinque anni, grazie a un progetto di riqualificazione partecipata che ha coinvolto istituzioni pubbliche, soggetti privati, associazioni e cittadini, il parco è stato restituito alla comunità come punto di riferimento sociale e ambientale.

Questo intervento non si limita al recupero di uno spazio urbano, ma introduce un modello innovativo: un “parco che genera parchi”. Attraverso una gestione sostenibile e strategie mirate, infatti, il progetto contribuisce alla creazione e al sostegno di nuove aree verdi in altre zone d’Italia e del mondo, arrivando a prevedere la cattura complessiva di oltre 650 tonnellate di CO₂ entro quattro anni.
Il progetto sociale e ambientale di un “parco che genera parchi”
Il progetto si sviluppa su due direttrici principali. Da un lato, quella sociale e culturale, con una programmazione di oltre 150 iniziative all’anno tra musica, cinema, incontri e laboratori, capaci di attirare più di 100mila visitatori. Tra gli appuntamenti più significativi spicca il festival Arcella Bella, che contribuisce a rendere il parco uno spazio di aggregazione e partecipazione attiva.
Dall’altro lato, vi è la dimensione ambientale, sostenuta da una strategia climatica al 2030 allineata allo standard Net Zero. Questo percorso si concretizza attraverso un piano di monitoraggio e riduzione delle emissioni, sviluppato in collaborazione con lo spin-off dell’Università di Padova Etifor. Già nel 2024, grazie a queste azioni, è stato possibile ridurre le emissioni del 14% rispetto all’anno precedente.
Tutto a misura “green”
La gestione del parco ha inoltre attivato una serie di pratiche virtuose: utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili, illuminazione a LED a basso consumo, sistemi efficienti di raccolta differenziata, incentivi alla mobilità sostenibile e riduzione dell’uso della plastica.
A queste si aggiungono interventi per migliorare l’accessibilità e l’inclusione, come la segnaletica progettata secondo i principi del wayfinding e il “Cantiere Accessibilità”, un percorso partecipato con i cittadini per individuare criticità e soluzioni.
Parallelamente, la cura costante del verde urbano e la presenza di strutture aperte al pubblico hanno contribuito a migliorare la sicurezza e la fruibilità dell’area. Nei prossimi anni è previsto anche un ampliamento del parco, con la creazione di una nuova area verde di oltre un ettaro arricchita da alberi ad alto fusto.
WOWnature: il parco sostiene la piantumazione di alberi in diverse aree
Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda però la sua capacità di generare impatti ambientali anche al di fuori del territorio locale. Attraverso la piattaforma WOWnature, il parco sostiene la piantumazione di alberi in diverse aree: dalla Val di Fiemme al Bosco della Panarotta in Trentino, fino al Lio Piccolo nel veneziano.
Il progetto si estende anche a livello internazionale, raggiungendo la Foresta della Salute di Huong Son, in Vietnam, dove entro il 2029 si stima di contribuire alla cattura di circa 590 tonnellate di CO₂.
Collaborazione, inclusione e partecipazione al centro per il fondatore e CEO di Big Maff
Secondo Francesco Aneloni, fondatore e CEO di Big Maff, questo modello rappresenta un esempio virtuoso e replicabile di rigenerazione urbana. Un sistema che non solo migliora la qualità della vita locale, ma trasforma un costo per le amministrazioni in un generatore di benefici ambientali, sociali ed economici.
Al centro del progetto vi sono infatti valori come collaborazione, inclusione e partecipazione. Le attività culturali sono pensate per coinvolgere diverse fasce d’età, favorendo il dialogo interculturale e intergenerazionale. Allo stesso tempo, il coinvolgimento di imprese, artigiani e realtà locali contribuisce a creare opportunità formative e professionali, rafforzando il legame tra il parco e il tessuto economico del territorio.
Il Parco Milcovich si afferma così come un laboratorio urbano capace di coniugare sostenibilità e comunità, dimostrando come la cura di uno spazio pubblico possa generare benefici diffusi, ben oltre i suoi confini fisici.





