venerdì, Dicembre 5, 2025

Parco Appennino, crediti di sostenibilità per tutelare i boschi

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CRESCONO I CREDITI DI SOSTENIBILITÀ SULL’APPENNINO: UN NUOVO MODELLO DI ECONOMIA VERDE PER TUTELARE I BOSCHI E RIDURRE LE EMISSIONI

Un progetto innovativo per la montagna

In meno di due anni, il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano ha trasformato una scommessa in un esempio virtuoso di economia sostenibile.

Il progetto dei crediti di sostenibilità, nato nel dicembre 2022, ha già coinvolto trentacinque realtà imprenditoriali, cooperative e del terzo settore, dimostrando come la valorizzazione dei servizi ecosistemici dei boschi possa diventare uno strumento concreto di tutela ambientale e responsabilità sociale.

Durante il convegno “Foreste e Futuro – Cittadini e imprese per le foreste d’Appennino”, ospitato a Sassuolo negli spazi del gruppo ceramico Marazzi, ventitré organizzazioni partecipanti hanno ricevuto un attestato per il loro impegno nella riduzione delle emissioni e nella conservazione del territorio montano.

Chi aderisce ai crediti di sostenibilità

Tra i soggetti che hanno acquistato i crediti figurano grandi aziende manifatturiere come Emak (macchine agricole), Vimi Fasteners, Til, ma anche cooperative come Coopservice, Coopma, Legacoop Emilia, Confcooperative Terre d’Emilia.

A queste si aggiungono realtà del settore cosmetico (come la parmigiana Davines), della ristorazione collettiva (Serenissima), dell’edilizia, oltre a associazioni sportive, società di consulenza, agenzie per eventi e organizzazioni del terzo settore.

Una rete ampia e variegata, che testimonia l’interesse trasversale verso nuove modalità per compensare le emissioni di CO₂ e sostenere la gestione attiva e responsabile delle foreste.

ll convegno “Foreste e Futuro-cittadini e imprese per le foreste d’Appennino”, di scena negli spazi del “Crogiuolo” del gruppo ceramico Marazzi a Sassuolo dove 23 realtà hanno ricevuto un attestato del loro impegno ambientalista.

Come funziona il meccanismo dei crediti?

Ma come funziona il meccanismo dei crediti? Il cuore del progetto risiede in un’idea semplice ma rivoluzionaria: riconoscere economicamente il valore dei servizi ecosistemici offerti dai boschi, ossia i benefici che essi forniscono all’ambiente e alla collettività.

Dai beni materiali come legname, frutti, funghi e ossigeno, fino a funzioni immateriali come l’assorbimento di anidride carbonica, la regolazione climatica, la protezione dal dissesto idrogeologico.

Per certificare questi servizi, il Parco ha fatto validare le proprie foreste da due enti terzi internazionali. Parallelamente, ha stipulato accordi con numerosi proprietari di aree forestali per una gestione sostenibile e virtuosa del patrimonio verde, andando oltre i vincoli delle normative forestali tradizionali, ferme in parte alla legge del 1923.

I numeri del progetto: quali sono?

Ad oggi il progetto coinvolge 41 foreste, per un totale di 28.869 ettari distribuiti tra trentaquattro proprietari. Questi territori hanno già generato circa 35mila crediti, ciascuno corrispondente a una tonnellata di CO₂ assorbita grazie a pratiche di gestione forestale addizionali rispetto alla situazione di partenza.

Le prospettive sono in crescita: entro ottobre, altre otto aree boschive si uniranno all’iniziativa, portando la superficie totale coinvolta a 33mila ettari.

Crediti di sostenibilità: un segnale per il futuro

“Quella che tre anni fa era una scommessa è oggi una realtà operativa, che ha già prodotto risultati dal punto di vista ambientale e sociale”, ha affermato il presidente del Parco Nazionale, Fausto Giovannelli.

Pur trattandosi di un progetto ancora in evoluzione e continua ricerca, i crediti di sostenibilità “hanno già lasciato un segno” nella cultura del territorio: i boschi non saranno più visti solo come risorsa passiva ma come attori centrali nella lotta al cambiamento climatico e motore di un nuovo confronto sociale.

Anche Luciana Serri, presidente dell’Ente Parchi Emilia Centrale, ha espresso un giudizio positivo, sottolineando l’importanza della rete forestale regionale, che con i suoi 40mila ettari tra Modena e Reggio Emilia rappresenta un potenziale strategico per lo sviluppo sostenibile.

Un riconoscimento per chi investe nella natura

Per valorizzare ancora di più il ruolo degli acquirenti dei crediti, è in fase di sviluppo una certificazione dedicata, che consentirà a imprese e organizzazioni coinvolte di comunicare con maggiore trasparenza e impatto il proprio impegno ambientale.

Un ulteriore passo verso la diffusione di questa buona pratica, che punta a rendere economicamente sostenibile la cura del territorio e a coinvolgere sempre più attori nella costruzione di un’economia realmente verde.

Numero verde ONA

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