venerdì, Febbraio 13, 2026

AntropoCine Film Fest: a Roma il cinema dell’ecologia

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DAL 3 AL 5 DICEMBRE ROMA HA OSPITATO LA NUOVA EDIZIONE DELL’ “ANTROPOCINE FILM FEST”. L’APPUNTAMENTO DEDICATO AI FILM CHE ESPLORANO AMBIENTE, ECOLOGIA E INTRECCI SOCIALI CONTEMPORANEI.

In effetti, la rassegna, ideata dall’associazione culturale Roma Green, si svolge quest’anno in una doppia sede: da un lato il Cinema delle Province e, dall’altro, lo Spazio Extra di Libera.

Il festival, inoltre, rinnova la collaborazione con il Clorofilla Film Fest e, allo stesso tempo, amplia la rete dei partner con l’ingresso dell’associazione Libera, segnando così un’edizione fortemente orientata ai temi della giustizia ambientale e della memoria civile.

Un’apertura dedicata al mare che cambia

AntropoCine: Breath inaugura il festival al Cinema delle Province

La serata di apertura, il 3 dicembre scorso è stata ospitata dal Cinema delle Province. Dopo i saluti istituzionali di Livio De Santoli (prorettore alla Sostenibilità dell’Università La Sapienza di Roma) e Fabrizio Rufo (assessore alla Cultura del Municipio II), il pubblico assisterà alla proiezione di Breath di Ilaria Congiu.

Il documentario ha così accompagnato lo spettatore in un viaggio nel Mediterraneo che cambia, mostrando la pressione della pesca industriale, l’impatto dell’inquinamento e, di conseguenza, le conseguenze del riscaldamento globale. Inoltre, a dialogare con la regista c’erano Mila Cataldo di Marevivo e rappresentanti di Legambiente, sostenitori del progetto.

AntropoCine: la serata è proseguita con due cortometraggi:

Aethusa, il mare svelato (Claudio Valerio), dedicato ai fondali di Linosa;

L’uccello imbroglione (David De Lillo Salucci), una favola ecologica che unisce creatività e divulgazione.

AntropoCine Film Fest, un frame da “L’uccello imbroglione”, David De Lillo Salucci

AntropoCine: proiezioni allo Spazio Extra di Libera

Successivamente, dal 4 al 5 dicembre, il festival si è spostato allo Spazio Extra di Libera in via Stamira 5, luogo simbolico dell’impegno civile e della memoria delle vittime di mafia.

Giornata del 4 dicembre: cinque film tra diritti animali, clima e quotidianità

La seconda giornata si è aperta con due film dedicati al rapporto tra esseri umani e mondo animale:

Lui mi aspetta di Fabio Fontana, un racconto delicato di amicizie inattese;

L’ultimo spettacolo di Andrea Morabito, produzione LAV – Lega Antivivisezione, ripercorre la lunga battaglia contro l’uso degli animali nei circhi; inoltre, saranno presenti sia il regista sia Gianluca Felicetti, presidente LAV.

Quinfi è stato proiettato Il prezzo che paghiamo di Sara Manisera, che intreccia storie di persone colpite dalla crisi climatica e dai combustibili fossili. In sala anche Alessandro Gianni di Greenpeace.

La serata è proseguita con due documentari brevi:

Questi ragazzi di Renato Chiocca, dedicato al mondo della scuola;

Le piccole cose di Giuseppe Cacace e Guido Massimo Calanca, È un invito a rallentare e osservare i dettagli che segnano la vita quotidiana.

AntropoCine Film Fest, Le piccole cose, opera di Giuseppe Cacace e di Guido Massimo Calanca
AntropoCine Film Fest, fotogramma da “Le piccole cose”, opera di Giuseppe Cacace e di Guido Massimo Calanca

Serata conclusiva: premi, memoria e un recital sulle Navi a perdere

AntropoCine: 5 dicembre si è chiuso con la proclamazione dei vincitori e un reading concert d’impatto

Venerdì 5 dicembre, sempre allo Spazio Extra, l’edizione si è conclusa con la cerimonia congiunta di premiazione AntropoCine – Clorofilla.

La giuria era composta da:

Gaia Scorza Barcellona (Repubblica – Green&Blue)

Juliane Biasi (ecoartista e documentarista)

Edoardo Casoli (biologo, docente Sapienza)

Emanuele Genovese (Fridays for Future)

Daniela Poggi (attrice)

Dopo l’annuncio dei vincitori, il pubblico ha assistito al reading concert “Non sopporto le cose storte”, scritto da Andrea Carnì — ricercatore e docente di Criminalità organizzata — con le performance musicali di Fabio Macagnino.

Il recital, infatti, ricostruisce la vicenda delle navi a perdere, ossia i misteriosi affondamenti nel Mediterraneo legati al traffico di rifiuti tossici, e, allo stesso tempo, mette in luce la morte mai chiarita del capitano Natale De Grazia, di cui ricorre il trentennale.

Percorso ExtraLibera: le storie di chi ha difeso l’ambiente

I visitatori hanno potuto accedere anche al percorso Extralibera, uno spazio multimediale che racconta le vite delle vittime innocenti delle mafie. Tra le storie anche quelle di figure che hanno dedicato la loro vita alla difesa dell’ambiente:
Roberto Mancinidon Cesare BoschinPeppino Impastato, Renata Fonte e molti altri.

Un festival che fotografa l’Ecocinema italiano

L’AntropoCine Film Fest continua a crescere come punto di riferimento per il cosiddetto Ecocinema italiano, offrendo spazio ai registi che indagano i rapporti tra natura, società e conflitti contemporanei.
Debutti, anteprime, testimonianze e confronto diretto con autrici e autori rendono la rassegna un luogo di dialogo tra cultura, attivismo e ricerca scientifica.

 AntropoCine Film Fest, il prezzo che paghiamo, documentario di Sara Manisera (foto fornita da CS)
AntropoCine Film Fest, da “il prezzo che paghiamo”, documentario di Sara Manisera (foto fornita da CS)

Numero verde ONA

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