sabato, Ottobre 17, 2026

Animali migratori: il nostro pianeta un unico ecosistema. Esperti internazionali a Vasto

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PALAZZO D’AVALOS, A VASTO, HA OSPITATO UN CONGRESSO INTERNAZIONALE DEDICATO ALL’ATLANTE DELLE MIGRAZIONI ANIMALI CONNESSE AL PIANETA, PROGETTO PROMOSSO NELL’AMBITO DELLA CONVENZIONE DI BONN DELLE NAZIONI UNITE. ESPERTI, RICERCATORI E RAPPRESENTANTI DI ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI SI SONO CONFRONTATI SULLE STRATEGIE E SUGLI STRUMENTI NECESSARI PER TUTELARE LE SPECIE MIGRATRICI E I LORO HABITAT

Gli animali migratori si spostano su lunghissime distanze e sono il simbolo più forte del fatto che il nostro pianeta sia un unico ecosistema

Un congresso internazionale a Palazzo d’Avalos

Da venerdì 9 a domenica 11 ottobre, Vasto ha ospitato un congresso internazionale dedicato alla realizzazione dell’Atlante delle migrazioni animali connesse al pianeta, una delle azioni previste dalla Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica (CMS), conosciuta anche come Convenzione di Bonn.

Il trattato delle Nazioni Unite, sottoscritto il 23 giugno 1979, mira a tutelare gli animali migratori terrestri, marini e volatili lungo l’intero areale di distribuzione.

Nelle sale di Palazzo d’Avalos si sono riuniti i massimi esperti internazionali del settore: tecnici, ricercatori, scienziati, docenti universitari, gestori di dati, operatori della conservazione e rappresentanti di organizzazioni impegnate nello studio delle specie migratrici, nella gestione delle infrastrutture informative e nell’attuazione delle politiche ambientali.

Organizzazione e partecipanti

L’evento è stato organizzato dalla Bio Cantina Sociale Orsogna, realtà italiana di riferimento per la viticoltura biologica e biodinamica, in seguito a un accordo con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) e su mandato del Segretariato della CMS.

La cooperativa, diretta dall’enologo Camillo Zulli, ha sviluppato negli anni numerosi progetti per la tutela della biodiversità vegetale e animale.

Hanno collaborato all’iniziativa anche l’ornitologo di fama mondiale Fernando Spina, consigliere CMS (Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici della fauna selvatica) per la connettività e le reti, e la cooperativa Cogecstre di Penne, in provincia di Pescara.

Presenti all’evento: Dagmar Zíková e Melanie Virtue del Segretariato CMS, Francesco Ricciardi della Asian Development Bank. Christian Voigt del Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research, Nicola Crockford di BirdLife International. Franz Bairlein dell’Institute of Avian Research e Tom Auer del Cornell Lab of Ornithology.

Non sono mancati Samantha Franks del British Trust for Ornithology, Zeb Hogan, consigliere nominato dalla Conferenza delle Parti della CMS per i pesci. Nandintsetseg Dejid, consigliera nominata per i mammiferi terrestri.

Natura, pianeta e ambiente insieme

«La libertà degli uccelli migratori nasce dalla salute delle terre che sorvolano e dove andranno a nidificare», commenta Camillo Zulli, direttore della Bio Cantina Sociale Orsogna. «Oggi, quelle rotte millenarie incontrano barriere invisibili, come la perdita di habitat e l’interruzione dei corridoi ecologici, la drastica riduzione degli insetti causata da diserbi (ossia il controllo delle piante infestanti – ndr) e insetticidi, la bonifica delle aree umide e le pressioni antropiche che interrompono percorsi seguiti da millenni. Bio Cantina Sociale Orsogna dimostra che è possibile fare agricoltura senza danneggiare la vita degli agroecosistemi».

Le migrazioni come rete di connessione globale

«Gli animali migratori si spostano su lunghissime distanze e sono il simbolo più forte del fatto che il nostro pianeta sia un unico ecosistema», spiega Fernando Spina. «Connettono siti, ambienti e Paesi anche distanti migliaia di chilometri. Questo rende particolarmente complessa la conservazione delle specie, perché richiede la collaborazione tra Paesi con contesti politici, storici e culturali differenti. È fondamentale che le normative ambientali siano coerenti nel tempo e nello spazio, per tutelare rotte che esistono da milioni di anni e rispondono a esigenze ecologiche molto specifiche».

L’Atlante delle migrazioni animali: dati e tutela degli habitat

Al centro del congresso lo sviluppo strategico, tecnico e istituzionale dell’Atlante delle migrazioni animali, concepito come uno strumento accessibile attraverso un portale CMS.

Il progetto punta a raccogliere, integrare e rendere disponibili informazioni fondamentali sui movimenti delle specie migratrici del pianeta. Costruendo una conoscenza sempre più precisa e aggiornata degli spostamenti di uccelli, mammiferi terrestri e marini, pesci, cetacei, rettili marini e insetti.

L’Atlante metterà in relazione i dati sulle rotte migratorie con quelli relativi agli habitat e alle pressioni presenti sul territorio. In questo modo sarà possibile individuare con maggiore precisione i fattori di rischio e di minaccia. Dalle infrastrutture energetiche a quelle dei trasporti e produttive. E geolocalizzare le aree più ospitali per la fauna, a partire dalle zone protette e dagli habitat ancora integri.

Il ruolo delle aree protette della costa vastese

Tra i partner del progetto figura la cooperativa Cogecstre. Dal 1989 gestisce le riserve di Punta Aderci e di Vasto Marina, nel comune di Vasto. Si tratta di luoghi importanti per le migrazioni animali, in particolare per numerose specie di uccelli.

«Abbiamo sostenuto con convinzione questo appuntamento di spessore internazionale», afferma Fernando Di Fabrizio, presidente della Cogecstre. «La linea di battigia delle aree protette di cui ci prendiamo cura rappresenta un riferimento per molti uccelli migratori, che percorrono la costa adriatica verso sud in autunno e verso nord in primavera. La realizzazione di un Atlante è fondamentale per proteggere queste rotte, in una fase storica segnata dai cambiamenti climatici, che incidono sulla vita di numerose specie, e dal fenomeno, terrificante, della progressiva perdita di biodiversità».

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