IL CAMBIAMENTO CLIMATICO RESTA UN ARGOMENTO DI PREOCCUPAZIONE PER GLI ITALIANI, CHE CHIEDONO INTERVENTI PIÙ INCISIVI E SOLUZIONI CONCRETE PER ACCELERARE LA TRANSIZIONE ENERGETICA. È QUANTO EMERGE DAL SONDAGGIO IPSOS-DOXA REALIZZATO PER ECOMONDO E GLI STATI GENERALI DELLA GREEN ECONOMY, CHE EVIDENZIA ANCHE LE ASPETTATIVE DEL MONDO PRODUTTIVO
Clima e sostenibilità: il 76% degli italiani chiede più azioni
La sostenibilità ambientale non è in crisi e la preoccupazione per il cambiamento climatico coinvolge tutte le fasce della popolazione. Secondo l’indagine IPSOS-DOXA, realizzato per Ecomondo, il 76% degli italiani chiede di intensificare le azioni per contrastare la crisi climatica, mentre il 46% sollecita un maggiore impegno da parte della politica.
Il 60% degli intervistati si dichiara preoccupato per il cambiamento climatico e teme un ulteriore peggioramento della situazione. Tra le priorità indicate figurano le misure di adattamento (40,8%) e la necessità di agire anche quando altri Paesi non assumono impegni analoghi (40,8%). Solo il 14% manifesta ancora scetticismo. Oltre sette italiani su dieci si dichiarano inoltre disponibili ad adottare stili di vita più sostenibili e considerano la transizione energetica una priorità nazionale.
La ricerca è stata realizzata in vista della 29ª edizione di Ecomondo, in programma dal 3 al 6 novembre alla Fiera di Rimini, e della 15ª edizione degli Stati Generali della Green Economy, previsti il 3 e 4 novembre.
Anche le imprese chiedono di accelerare
Un dato significativo riguarda il mondo produttivo: il 64% delle imprese giudica troppo lento il percorso verso la transizione ecologica, percentuale che sale al 74% quando si parla di transizione energetica.

Tra le azioni ritenute più importanti per contrastare il cambiamento climatico, il 38,45% indica la riduzione dei combustibili fossili e l’incremento delle energie rinnovabili. Seguono il risparmio e l’efficienza energetica (35,27%). Il 25% sottolinea l’importanza di una comunicazione chiara, mentre il 24,27% ritiene necessario un maggiore coordinamento internazionale.
Crisi geopolitica ed energia: le priorità degli italiani
L’indagine approfondisce anche il rapporto tra crisi geopolitica e sicurezza energetica. Il 55% degli intervistati ritiene necessario ridurre le importazioni di combustibili fossili e investire nelle rinnovabili, per contenere i costi e rafforzare l’indipendenza energetica del Paese.
Restano tuttavia posizioni differenti: il 28% si dichiara favorevole alla riapertura delle centrali termoelettriche a carbone e un italiano su cinque vorrebbe riavviare il nucleare.
Ambiente e competitività possono convivere
Sul rapporto tra tutela ambientale e crescita economica, un italiano su due chiede di accelerare lo sviluppo di tecnologie capaci di garantire contemporaneamente competitività e risultati concreti per il clima e l’ambiente. Soltanto un intervistato su quattro ritiene che gli investimenti ambientali possano ridurre la competitività del Paese.
Nel complesso, emerge la richiesta di soluzioni pragmatiche e misurabili, compatibili con lo sviluppo economico. Le rinnovabili rappresentano una delle principali opportunità per ridurre la dipendenza energetica, contenere i costi e tutelare il Pianeta. La sfida, quindi, non è soltanto aumentare la consapevolezza del problema climatico, ma rafforzare la fiducia nella capacità delle istituzioni e delle imprese di governare la transizione e distribuirne equamente benefici e costi.




