martedì, Settembre 1, 2026

Qualità dell’aria: Italia al 25° posto in Europa

Ultime News

L’ITALIA SI COLLOCA AL 25° POSTO NELLA CLASSIFICA EUROPEA CHE MISURA LA QUALITÀ DELL’ARIA E LA SALUTE RESPIRATORIA. IL RISULTATO SI RIFERISCE ALL’ELEVATA CONCENTRAZIONE DI POLVERI SOTTILI, L’INCIDENZA DELL’ASMA E L’IMPATTO DELLE MALATTIE DELL’APPARATO RESPIRATORIO, EVIDENZIANDO LE CRITICITÀ CHE INTERESSANO SOPRATTUTTO LE AREE URBANE E INDUSTRIALI

Cosa si intende per qualità dell’aria

La qualità dell’aria indica il livello di pulizia dell’atmosfera in base alla concentrazione di sostanze inquinanti come polveri sottili, biossido di azoto e ozono. Una buona qualità dell’aria è importante in quanto riduce i rischi per la salute respiratoria, al contrario, livelli elevati di inquinanti aumentano l’incidenza di asma, bronchiti e altre patologie polmonari.

L’Italia nella parte bassa della classifica

L’Italia ottiene un punteggio complessivo di 77,65 su 100 nell’indice elaborato dagli analisti di Compare the Market, che mette a confronto i Paesi europei sulla base di quattro indicatori: emissioni annuali di gas serra, concentrazione di particolato fine (PM2.5), diffusione dell’asma e mortalità per patologie respiratorie.

inquinamento

Il risultato colloca il nostro Paese al 25° posto in Europa, evidenziando un quadro meno favorevole rispetto a molte altre nazioni dell’Europa occidentale.

In inverno, polveri sottili oltre i livelli di molti Paesi europei

Uno degli elementi che incide maggiormente sul posizionamento italiano è la concentrazione di particolato fine (PM2.5), pari a 15,0 microgrammi per metro cubo, un valore sensibilmente superiore a quello registrato in Francia (9,5 µg/m³) e Germania (9,0 µg/m³).

A influire sono soprattutto il traffico veicolare, gli impianti di riscaldamento e le caratteristiche geografiche di aree come la Pianura Padana, dove le condizioni atmosferiche favoriscono il ristagno degli inquinanti.

Con conseguenti asma e malattie respiratorie

L’indagine evidenzia inoltre un’elevata diffusione dell’asma, con 6.874,35 casi ogni 100mila abitanti, mentre il tasso di mortalità per malattie dell’apparato respiratorio raggiunge 14,94 decessi ogni 100mila persone.

Complessivamente, questi indicatori contribuiscono a collocare l’Italia nelle posizioni inferiori della graduatoria europea dedicata alla qualità dell’aria e alla salute dei polmoni.

Esistono anche Paesi più virtuosi

A guidare la classifica sono i Paesi baltici. L’Estonia conquista il primo posto con 94,17 punti, seguita da Lettonia (93,12) e Lituania (92,77), che registrano i migliori risultati in termini di qualità dell’aria e minore impatto delle patologie respiratorie.

In estate aumenta il rischio legato all’ozono

Se durante i mesi invernali le polveri sottili rappresentano il principale fattore di rischio, nel periodo estivo cresce la concentrazione di ozono troposferico, un inquinante che si forma dall’interazione tra radiazione solare, alte temperature ed emissioni prodotte dal traffico.

L’esposizione a livelli elevati di ozono può irritare le vie respiratorie, provocare tosse e difficoltà respiratorie e aggravare le condizioni di chi soffre di asma o di altre patologie polmonari. Per questo motivo gli esperti raccomandano a bambini, anziani e persone fragili di limitare l’attività fisica all’aperto nelle ore più calde della giornata.

Numero verde ONA

spot_img
5 per 1000 Osservatorio Vittime del Dovere APS
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili