venerdì, Agosto 21, 2026

Argentina: due pesci rossi riconosciuti come esseri senzienti

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CHE TUTTI GLI ESSERI VIVENTI DEBBANO GODERE DI PARI DIRITTO È OVVIO. MA, NONOSTANTE QUESTA CONSAPEVOLEZZA, HA FATTO SCALPORE UNA STORICA SENTENZA DEL TRIBUNALE PENALE DI BUENOS AIRES CHE RICONOSCE DUE PESCI ROSSI COME ESSERI SENZIENTI PORTATORI DI DIRITTI E NON COME SEMPLICI BENI DI PROPRIETÀ. L’OIPA ACCOGLIE CON FAVORE IL PROVVEDIMENTO, AUSPICANDO CHE POSSA RAPPRESENTARE UN IMPORTANTE PRECEDENTE ANCHE PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI IN ITALIA

La decisione del Tribunale di Buenos Aires

In Argentina, due pesci rossi, Fede e Magui, sono stati riconosciuti come esseri senzienti titolari di diritti e non come semplici oggetti di proprietà. Lo ha stabilito un giudice del Tribunale penale di Buenos Aires, intervenendo su una questione sempre più centrale nel dibattito sul benessere animale.

La decisione rappresenta un importante passo avanti nel riconoscimento della tutela giuridica degli animali, anche di specie spesso considerate marginali rispetto ad altre maggiormente tutelate.

Riconoscimento dopo anni vissuti in una vasca inadeguata

Fede e Magui avevano trascorso anni all’interno di una piccola vasca collocata nella vetrina di un ristorante, in condizioni ritenute incompatibili con le loro esigenze etologiche.

Lo spazio limitato impediva loro di muoversi liberamente, mentre la costante esposizione ai passanti e alla luce diretta del sole costituiva una fonte continua di stress.

Per questo motivo, il giudice ha disposto il trasferimento dei due animali in una sistemazione più idonea al loro benessere. Il proprietario dovrà inoltre partecipare, per otto mesi, a un percorso formativo dedicato al diritto ambientale e alla tutela degli animali, oltre a rispondere alle eventuali convocazioni della Procura e del Tribunale.

L’OIPA: «Un precedente importante per la tutela dei pesci»

L’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA) ha accolto con favore la sentenza, sottolineando l’importanza del riconoscimento giuridico di animali troppo spesso considerati “di serie B”, nonostante la comunità scientifica abbia ormai ampiamente dimostrato la loro capacità di provare dolore, paura e stress.

«Ci auguriamo che questo rappresenti un precedente in grado di restituire la giusta dignità e soprattutto i giusti diritti anche ai pesci, animali fin troppo bistrattati perché così lontani e diversi dall’essere umano. L’OIPA si schiera contro la vendita di pesci rossi così come, ovviamente, di qualsiasi altro animale e sostiene un’informazione consapevole sui rischi e sulle problematiche legate alla detenzione in acquari domestici», dichiara Massimo Comparotto, presidente dell’OIPA Italia.

L’auspicio per l’Italia

L’OIPA augura che anche la giurisprudenza italiana possa evolversi nella stessa direzione, rafforzando il riconoscimento della tutela degli animali acquatici.

«Auspichiamo che in Italia la giurisprudenza si allinei a questo importante orientamento. Attualmente, la legge punisce anche a livello penale il maltrattamento di questi animali e non mancano regolamenti comunali che impongono prescrizioni per garantirne il benessere, ma la strada per un adeguamento culturale è ancora lunga», conclude Massimo Comparotto.

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