martedì, Maggio 26, 2026

Next Milan Forum: giovani, università, innovazione, istituzioni e relazioni globali

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A MILANO TORNA IL “NEXT MILAN FORUM”, IL PROGRAMMA INTERNAZIONALE CHE DAL 4 AL 6 MAGGIO 2026 RIUNIRÀ GIOVANI LEADER TRA I 20 E I 35 ANNI PROVENIENTI DA OLTRE 60 PAESI. PROMOSSO DA ISPI, UNIVERSITÀ BOCCONI E OECD, CON DELOITTE ITALIA OFFICIAL KNOWLEDGE PARTNER, L’EVENTO PUNTA A TRASFORMARE IL CONFRONTO TRA NUOVE GENERAZIONI IN PROPOSTE CONCRETE SU GEOPOLITICA, INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CLIMA, LAVORO E COMMERCIO GLOBALE. LE CANDIDATURE PER PARTECIPARE IN PRESENZA SONO APERTE E RESTERANNO DISPONIBILI FINO ALLA CAPIENZA MASSIMA DELLE SEDI E COMUNQUE NON OLTRE IL 4 MAGGIO

NEXT Milan Forum: qualcosa di più di un semplice evento per giovani

Nel panorama europeo degli incontri dedicati alle nuove generazioni, il NEXT Milan Forum prova a occupare uno spazio preciso, e in parte ancora raro: quello in cui i giovani non sono invitati soltanto ad ascoltare ma a entrare nel merito delle grandi questioni internazionali con l’ambizione di incidere davvero sulle agende politiche.

L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, è promossa da ISPI, Università Bocconi e OECD, e si colloca in un momento storico che rende questo tipo di confronto particolarmente significativo.

Le tensioni geopolitiche ai confini dell’Europa, i conflitti in Medio Oriente, la trasformazione accelerata del lavoro, la pressione climatica e l’espansione dell’intelligenza artificiale stanno ridefinendo gli equilibri globali a una velocità che rende insufficiente la sola logica della formazione tradizionale.

È dentro questa cornice che NEXT si propone come una piattaforma ibrida: forum pubblico, spazio di networking internazionale, laboratorio di policy, luogo di selezione e di consolidamento di una nuova classe dirigente diffusa.

Milano, in questo caso, non è solo il luogo ospitante ma diventa la scena di un confronto che mette in relazione istituzioni, università, organismi internazionali, grandi imprese e giovani professionisti o studiosi provenienti da contesti molto diversi.

Il dato dei partecipanti attesi è già indicativo: oltre mille giovani da più di sessanta Paesi. È una dimensione che segnala non soltanto l’ampiezza dell’iniziativa, ma anche la sua ambizione geopolitica e culturale.

Next Forum: chi può partecipare e come si articolerà l’edizione 2026?

La fascia d’età cui il Forum si rivolge è quella compresa tra i 20 e i 35 anni ma dentro questo intervallo convivono in realtà due percorsi diversi.

Da una parte ci sono gli young talents più giovani, dall’altra i future leaders, già inseriti, in forme diverse, in percorsi professionali, istituzionali, accademici o imprenditoriali.

Le iscrizioni per partecipare in presenza sono aperte tramite modulo online e resteranno disponibili fino al raggiungimento della capienza massima delle location e comunque non oltre il 4 maggio.

Sul sito ufficiale di NEXT, inoltre, è specificato che alcuni partecipanti selezionati hanno accesso gratuito all’intero programma, incluse spese di viaggio e tre notti di alloggio, nell’ambito dei percorsi dedicati ai profili più promettenti.

Il cuore pubblico del NEXT Milan Forum si svolgerà il 4 e 5 maggio all’Università Bocconi, con sessioni plenarie aperte al pubblico dedicate ai grandi temi dell’agenda globale.

Il programma complessivo, tuttavia, si estende fino al 6 maggio e comprende workshop a porte chiuse, seminari specialistici e attività di approfondimento che coinvolgono gruppi specifici di giovani leader.

In questo modo il Forum assume una doppia forma: da una parte grande evento pubblico, dall’altra spazio più riservato di formazione avanzata e confronto operativo.

Quali temi saranno al centro del confronto internazionale?

Il programma annunciato per il 2026 restituisce abbastanza chiaramente la natura del Forum. I temi scelti rispondono infatti alle principali linee di frattura e trasformazione del presente globale.

Tra questi figurano l’instabilità geopolitica, le tecnologie emergenti, l’impatto trasformativo dell’intelligenza artificiale, le nuove competenze, il futuro del lavoro, la sostenibilità e le prospettive del commercio internazionale.

È un’agenda che fotografa bene il passaggio storico in corso. Da una parte, il ritorno della competizione strategica tra Stati e blocchi rende più fragile il quadro internazionale.

Dall’altra, la velocità dell’innovazione digitale sta cambiando la struttura dei mercati, delle professioni e persino della partecipazione democratica.

In mezzo si collocano la crisi climatica e la necessità di ripensare i modelli di sviluppo, che ormai non possono più essere separati dalle questioni della sicurezza energetica, dell’inclusione sociale e della competitività.

In questo senso, il Forum non si limita a “dare voce ai giovani”, formula spesso usata in modo rituale ma prova a collocarli dentro il cuore del dibattito globale, cioè nel punto in cui decisioni tecnologiche, economiche e politiche si sovrappongono e si influenzano a vicenda.

Perché l’Idea Slam è uno degli elementi più interessanti dell’iniziativa?

Uno dei passaggi più significativi dell’edizione 2026 sarà l’Idea Slam, un segmento del programma in cui i partecipanti saranno chiamati a formulare proposte innovative su sviluppo sostenibile e cambiamento climatico, a partire da un’analisi di scenario elaborata da ISPI e Deloitte Italia. Le proposte selezionate saranno trasmesse al G7 con l’obiettivo di informare le policy internazionali.

Naturalmente, sarebbe ingenuo leggere questo passaggio come una linea diretta e automatica tra giovani partecipanti e decisione politica globale.

Tuttavia, il fatto che le idee vengano raccolte, strutturate e inoltrate entro un canale di policy segna un cambio di passo rispetto a molti eventi simili.

Qui il linguaggio della partecipazione viene affiancato da quello della produzione di contenuti, di raccomandazioni, di ipotesi di intervento.

In altre parole, il Forum prova a trasformare il protagonismo giovanile in una forma di elaborazione politica, seppure mediata e ancora sperimentale.

Questo aspetto è particolarmente importante su temi come la sostenibilità e il cambiamento climatico, dove il rischio della retorica è sempre alto.

Chiedere ai partecipanti di partire da un’analisi di scenario strutturata significa, almeno nelle intenzioni, sottrarre il dibattito alla pura dichiarazione di principio e orientarlo verso proposte argomentate, confrontabili e potenzialmente traducibili in indirizzi di policy.

Chi saranno i protagonisti internazionali chiamati a confrontarsi con i partecipanti?

Il livello dei relatori annunciati contribuisce a definire l’ambizione del Forum. Tra i nomi già confermati figurano i Premi Nobel per la Pace Kailash Satyarthi e Ouided Bouchamaoui, il Premio Nobel per l’Economia Philippe Aghion, il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga, la global chair di Deloitte Anna Marks, la presidente per gli Affari Globali di Microsoft Lisa Monaco e l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano.

Questa varietà rispecchia la consapevolezza che le grandi sfide contemporanee non possono più essere affrontate all’interno di compartimenti stagni. Il futuro del lavoro, per esempio, non riguarda solo il mercato, ma anche la scuola, la demografia, l’innovazione digitale e la regolazione pubblica. Lo stesso vale per la sostenibilità, che non può essere trattata come tema separato dalla finanza, dalla geopolitica o dalle tecnologie emergenti. La costruzione del panel dei relatori sembra rispondere proprio a questa esigenza di contaminazione disciplinare e istituzionale.

Per i giovani partecipanti, confrontarsi con figure di questa statura significa anche misurarsi con una leadership concreta e non idealizzata. Non con il mito del leader, ma con persone che operano dentro strutture complesse, prendono decisioni sotto vincoli reali e rappresentano centri di potere o di influenza molto diversi tra loro. È qui che il Forum può diventare davvero uno spazio di apprendimento politico, nel senso più alto del termine.

Che cosa vogliono costruire ISPI, Bocconi e OECD con NEXT?

Mariangela Zappia, presidente dell’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) sottolinea che l’obiettivo è creare una comunità internazionale di giovani leader capaci di affrontare le grandi sfide globali con spirito critico, competenze solide e apertura al dialogo, anche attraverso masterclass e workshop virtuali che proseguiranno nell’anno successivo.

Francesco Billari, rettore della Bocconi, insiste invece sul fatto che le nuove generazioni non debbano essere semplici spettatrici delle decisioni globali, ma co-protagoniste nella loro definizione.

Sono parole che collocano il NEXT Milan Forum in una strategia più ampia di formazione di reti e classi dirigenti transnazionali. Non si tratta solo di un evento annuale ma del tentativo di consolidare un ambiente permanente di scambio tra giovani che già oggi, nei rispettivi contesti, occupano o si preparano a occupare posizioni di influenza.

Il riferimento all’empowerment, presente già nel titolo ufficiale, va letto proprio in questo quadro. Empowering Future Leaders significa offrire strumenti di analisi, occasioni di relazione e accesso a circuiti di confronto internazionale che possono incidere sui percorsi futuri di chi partecipa.

È una logica coerente con la missione di ISPI come think tank policy-oriented, con quella della Bocconi come università fortemente internazionalizzata e con il ruolo dell’OECD come organizzazione che lavora sulla costruzione di standard, analisi comparate e politiche pubbliche.

Quale ruolo svolgerà Deloitte e perché la dimensione business sarà così presente?

La presenza di Deloitte Italia come Official Knowledge Partner non è secondaria e dice molto dell’impostazione del Forum. Il contributo annunciato non si limita alla sponsorizzazione o alla presenza simbolica, ma passa attraverso il Public Policy & Stakeholder Relations Centre e il coinvolgimento degli specialisti del network, con seminari dedicati in particolare ai Business Leaders.

Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia, ha descritto il Forum come uno spazio di confronto qualificato tra mondi e prospettive diverse, mentre Andrea Poggi ha sottolineato l’intenzione di rafforzarne l’impatto con analisi e contenuti sulla transizione digitale ed ecologica.

Il rischio, in iniziative di questo tipo, è sempre quello di produrre una narrazione troppo levigata delle relazioni tra business e interesse pubblico.

Tuttavia, se il confronto sarà effettivamente aperto e plurale, questa presenza può diventare un punto di forza: permette di discutere i nodi reali della transizione, cioè quelli in cui innovazione, investimenti, competenze, regolazione e responsabilità sociale si incontrano e spesso si scontrano.

Next Milan Forum 2026

La scelta di Milano come sede del Forum

Il capoluogo lombardo si è ormai consolidato come uno dei principali snodi italiani per eventi internazionali che intrecciano università, innovazione, istituzioni e relazioni globali.

In questo quadro, il NEXT Milan Forum si colloca come una delle iniziative più chiaramente orientate alla costruzione di una dimensione internazionale della leadership giovanile.

Bocconi rappresenta il polo universitario, ISPI quello dell’analisi e della diplomazia informale, l’OECD offre una cornice multilaterale e Deloitte porta il collegamento con il mondo delle imprese e della consulenza strategica.

Milano, in questo senso, non è semplicemente una città ospitante ma il luogo in cui queste reti possono effettivamente convergere. Il Forum si inserisce anche dentro una più ampia tendenza che vede le grandi aree urbane diventare laboratori di dibattito transnazionale, soprattutto su temi come il commercio, il lavoro, le tecnologie e il clima.

Che un’iniziativa del genere si svolga qui, e non in una sede strettamente istituzionale, riflette anche il cambiamento delle forme della diplomazia e della costruzione del consenso globale.

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