mercoledì, Aprile 29, 2026

Tecnologia e consumi energetici: cosa pensano gli italiani

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QUANTO GLI ITALIANI CONSIDERANO LA TECNOLOGIA UNO STRUMENTO UTILE PER RIDURRE I CONSUMI ENERGETICI? UN’INDAGINE NAZIONALE METTE A CONFRONTO QUATTRO GENERAZIONI, EVIDENZIANDO DIFFERENZE SIGNIFICATIVE TRA CONOSCENZA, FIDUCIA E UTILIZZO CONCRETO DI SOLUZIONI DIGITALI PER L’EFFICIENZA DOMESTICA E LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Una fiducia teorica che fatica a tradursi in azione

Solo il 18% degli italiani utilizza lampadine e prese intelligenti controllabili tramite assistenti vocali. Il 34% non ne conosce nemmeno l’esistenza, mentre il 40% sa di cosa si tratta ma non le considera utili.

Anche sul controllo da remoto di elettrodomestici e illuminazione tramite app – soluzione che può avere un impatto positivo sui consumi energetici – emergono resistenze.

La generazione dei Baby Boomer (61-75 anni) si mostra prudente: il 58% è abbastanza d’accordo sull’utilizzo, ma solo il 13% è pienamente convinto.

Risparmio energetico

Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto Energy & Efficiency, realizzato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale in occasione della Giornata Internazionale del Risparmio Energetico.

Quattro generazioni a confronto

L’indagine analizza la percezione della tecnologia come strumento di sostenibilità suddividendo il campione in quattro gruppi: Generazione Z (18-28 anni), Millennials (29-44 anni), Generazione X (45-60 anni) e Baby Boomer (61-75 anni)

La ricerca è stata condotta con 4mila interviste con metodologia CATI/CAWI (Computer AidedTelephone/Web Interviewing), coinvolgendo cittadini residenti nelle quattordici città metropolitane italiane. Le risposte sono state misurate su tre livelli di consenso (poco o per nulla d’accordo, abbastanza d’accordo, molto d’accordo) e su tre livelli di conoscenza degli strumenti analizzati.

Smart meter: tra scarsa conoscenza e inerzia

Gli Smart Meter, strumenti che permettono di monitorare e gestire i consumi energetici domestici, restano poco conosciuti soprattutto tra i più anziani. Ben il 65% dei Baby Boomers non sa nemmeno cosa siano, mentre solo il 24% li conosce ma non li utilizza.

La situazione migliora nella Generazione X, dove gli “ignari” scendono al 42%, ma aumenta la quota di chi li conosce senza usarli (36%).

Anche per gli impianti di riscaldamento e climatizzazione programmabili da remoto emergono forti differenze: solo il 18% della Generazione Z dichiara di non conoscerli, ma il 42% afferma di saperne l’esistenza senza farne uso. Tra i Boomer, invece, la percentuale di chi non ne ha mai sentito parlare sale al 54%.

Il paradosso della transizione digitale

Secondo Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, i dati evidenziano un paradosso tipico della transizione digitale italiana: esiste una fiducia teorica nel potenziale delle tecnologie per ridurre i consumi, ma questa non si traduce in adozione concreta.

Molti riconoscono l’utilità degli strumenti digitali, ma prevalgono scarsa conoscenza, inerzia e mancanza di incentivi chiari. Il compito della Fondazione, sottolinea Epifani, è colmare questo divario informativo e culturale: la tecnologia, per essere efficace, deve essere percepita come utile e accessibile da tutte le generazioni.

Smart home e intelligenza artificiale: consenso moderato

Alla domanda se le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale applicate alla smart home possano migliorare i consumi con benefici ambientali, il 57% degli intervistati si dice “abbastanza d’accordo”. Le differenze generazionali sono contenute: Generazione Z e Baby Boomers risultano i gruppi più sensibili (59%).

Intelligenza Artificiale
Intelligenza Artificiale

Anche sull’efficacia degli Smart Meter prevale un consenso moderato (56%), ma la convinzione “forte” resta minoritaria. Il tema centrale diventa quindi trasformare una fiducia teorica in comportamenti concreti.

Quanto all’intelligenza artificiale come strumento fondamentale per ridurre i consumi elettrici, solo il 9% dei Boomer si dichiara pienamente convinto. La percentuale cresce tra i più giovani ma solo il 16% della Generazione Z esprime un’adesione forte. In media, il 51% si dice abbastanza d’accordo, mentre il 36% non confida affatto nelle potenzialità dell’IA in questo ambito.

L’indagine mostra un’Italia che riconosce il valore della tecnologia per l’efficienza energetica, ma che fatica ancora a tradurre questa consapevolezza in comportamenti diffusi e sistematici. Il futuro della sostenibilità digitale passa dunque non solo dall’innovazione, ma anche dalla cultura e dalla capacità di coinvolgere tutte le generazioni.

Numero verde ONA

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