UN ESEMPIO DI COME LA COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI, SCIENZIATI E CITTADINI POSSA ESSERE UN ELEMENTO CRUCIALE PER PROMUOVERE LA SOSTENIBILITÀ A LIVELLO LOCALE E GLOBALE
Si tratta della prima esplorazione per mappare e documentare lo stato del mare di Anzio, nel contesto del progetto pilota CO>SEA, che mira a promuovere la sostenibilità socio-ambientale.
Andiamo a conoscere CO>SEA
CO>SEA è un laboratorio collaborativo che si inserisce in un ampio contesto dello studio oceanografico e sociale.
Nasce dall’esigenza di unire diverse competenze per affrontare in maniera innovativa le sfide ambientali globali che hanno impatti anche a livello locale. Il team, grazie al Premio della Commissione Europea per la Citizen Science 2024, sta sviluppando un modello di ricerca che combina scienza partecipativa, osservazione sul campo e reporting visivo.
Sostenuto dall’iniziativa europea SeaPaCS, infatti, il progetto esplora le interazioni tra società e ambiente marino e, al tempo stesso, adotta metodologie di ricerca che incoraggiano il coinvolgimento diretto della comunità nella salvaguardia del mare.
Il progetto SeaPaCS
SeaPaCS è nato con lo scopo di sensibilizzare sulle conseguenze dell’inquinamento marino da plastica sulla biodiversità locale e di innescare azioni trasformative orientate alla sostenibilità nella città di Anzio.
Il team di studio
La squadra, infatti, è composta dal Dipartimento MEMOTEF (Dipartimento di Metodi e Modelli per l’Economia, il Territorio e la Finanza) dell’Università La Sapienza di Roma; inoltre, vi partecipa l’agenzia indipendente di produzione visiva Raw-News, con il supporto della Lega Navale Italiana – sezione Anzio, mentre in collaborazione con il Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia dell’Università di Siena e con il patrocinio del Comune di Anzio si completa il quadro istituzionale e operativo.
La mappatura
Cuore di questo progetto è la mappatura partecipativa sociale, che ha coinvolto direttamente la comunità locale. Insieme all’associazione Legambiente Anzio-Nettuno Circolo “Le Rondini”, il team ha organizzato una spedizione in mare nel Golfo di Anzio. Sono stati raccolti dati e campioni per monitorare lo stato ecologico della costa e identificare le principali problematiche di natura ecologica, ambientale e sociale. L’obiettivo è portare all’attenzione pubblica le criticità che richiedono interventi tempestivi.
Le interviste
Questa ricerca è caratterizzata dalla partecipazione attiva e volontaria dei cittadini. Ad essere intervistati una varietà di attori locali, tra cui rappresentanti delle istituzioni, lavoratori marittimi e frequentatori del mare. Quattordici le interviste approfondite a gate-keeper e stake holder. Le domande hanno riguardato l’impatto delle criticità che interessano la salute degli oceani, nonché le azioni intraprese, come le pratiche di salvaguardia e cura attuate dagli abitanti.
Le risposte sono ora in fase di analisi semantica e geolocalizzazione. Ciò permetterà di arrivare ad avere una visione più chiara delle problematiche locali e delle soluzioni che andranno messe in atto dalla comunità per proteggere il mare.
Le interviste hanno permesso di raccogliere informazioni cruciali su cui è attualmente in corso l’elaborazione transdisciplionare dei risultati.
L’analisi delle acque
Oltre alle attività di mappatura sociale, è attivo anche un processo di monitoraggio bio-chimico delle acque marine. Sono stati prelevati campioni in prossimità degli scarichi e dei punti di immissione in mare, con l’obiettivo di esaminare la qualità dell’acqua e identificare eventuali contaminazioni.
I risultati della ricerca
I risultati delle interviste sono previsti per l’estate 2025.
Pertanto, l’obiettivo finale è quello di sviluppare un modello replicabile per la governance sostenibile degli oceani, favorendo così una gestione condivisa e, al contempo, informata delle risorse marine.
Il laboratorio
Tra le attività del gruppo di ricerca, l’Università La Sapienza di Roma ha supportato il progetto pilota “CoSea_Lab. Laboratorio Collaborativo per il mare e la sostenibilità socio-ambientale nel Golfo di Anzio”, tramite il programma dedicato “Bando Terza Missione 2024”. Un passo fondamentale per uno studio innovativo che unisce scienza, cittadinanza attiva e azione concreta per la protezione del nostro ambiente marino.





